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Lo Sporting sfiora l'impresa, ma la sveglia suona in tempo per i bianconeri

Cinque marcatori diversi per il Pozzuolo contro la squadra di Cassano d'Adda: tegola Di Cianno per Semeraro

Sporting Mazzola Under 17

Riccardo Moriggi tiene a galla i suoi nella ripresa con un paio di prodezze

Prosegue ininterrottamente il ruolino di marcia del Pozzuolo, che si concede un pisolino mattutino prima di risvegliarsi e battere 5-3 lo Sporting Mazzola. Dopo un primo tempo a senso unico, caratterizzato dai legni, i bianconeri si fanno riprendere dai granata in appena centoventi secondi salvo poi svuotare la panchina e vincerla grazie alla freschezza dei nuovi entrati. Brutta tegola per Semeraro l'infortunio muscolare occorso a Di Cianno, che ha costretto i blackbucks all'inferiorità numerica negli ultimi dieci minuti. Per la truppa di Mastrolembo arrivano invece indicazioni importanti che confermano uno stato di salute in progressiva crescita.

Lo Sporting reinventa. Le rotazioni in casa Pozzuolo, con molti ragazzi impegnati sia con i 2004 Regionali che aggregati alla Juniores, lasciano out Nebuloni e il portiere Horbeek, relegando bomber Di Cianno alla panchina. Sul fronte dell'Adda out il capocannoniere Gritti con Imadi pronto a subentrare. La vera novità tattica è però la corposa difesa a cinque proposta per l'occasione da Mastrolembo, con Pagano in marcatura a uomo su Tomeo e Dedaj per chiudere le linee centrali. I veri problemi per i viaggianti nascono tuttavia dalle fasce, dove in particolare Misani a sinistra è una furia nel saltare sistematicamente Lascatti. In generale è ottima la coralità nella manovra del Pozzuolo, capace di portare i terzini molto alti grazie alla precisione e al tempismo dei centrocampisti. In casa Sporting, infine, si segnala un tentativo di pressing sin dall'avvio e la volontà di appoggiarsi frequentemente su Mangala per ripartire in contropiede.

Festival di pali e traverse. La gara regala immediatamente situazioni da inchiostro sul taccuino, per brevità scorriamo velocemente una sequenza di tre legni in cui rientra la rete iniziale di Tomeo. La prima è a firma Magnifico di testa su calcio d'angolo (fonte costante di pericoli per la difesa granata), la seconda volta è Misani a sbattere su suggerimento di Rossi, infine Tomeo, il quale pizzica dalla parte giusta il legno dopo che la retroguardia avversaria non era riuscita a liberare un pallone vagante. Come detto sono specialmente i tiri dalla bandierina a testimoniare un monopolio territoriale evidente del Pozzuolo, tuttavia la precisione dei cross non è sempre delle migliori. Ad azione ragionata, invece, è tutta un'altra storia, in particolare grazie a Misani: l'esterno colpisce un altro incredibile palo al termine di una progressione ai danni di Lascatti e Solcia. Mastrolembo prova a muovere le pedine spostando Lascatti a sinistra e arretrando Tassano sulla linea di difensori, mossa che non paga praticamente all'istante: Misani questa volta sceglie l'assist per l'inserimento di Dedaj che protegge la sfera e buca Moriggi in uscita. Ultimo sussulto del solito Misani, schema su punizione ma l'ala perde l'attimo giusto e calcia debolmente verso la porta.

Sonnifero alla ripresa. Ciò che accade alla ripartenza delle ostilità ha dell'incredibile. Il Pozzuolo opera due cambi, tra cui quello del portiere, e incassa due gol in maniera decisamente atipica, frutto di distrazioni difensive. Casiraghi accorcia le distanze ribadendo in rete la respinta di Fasiello sul tiro ravvicinato di Picone (ottimo il filtrante di Mangala così come rivedibile la trappola dell'offside bianconera), poi Imadi sbuca sul secondo palo credendo al traversone lento di Tassano su cui Castro non è proprio perfetto. Quando poi Moriggi pesca dal cilindro un miracolo su Necchi i fantasmi sembrano fare capolino e invece i padroni di casa ristabiliscono le distanze con un tris in dieci minuti. Misani può finalmente scacciare la maledizione segnando in tap-in dopo il riflesso di Moriggi su Di Cianno, poi Pinto e lo stesso Di Cianno perforano la rete direttamente da calcio d'angolo. Le buone notizie sulle sponde della Martesana finiscono qui, poiché Di Cianno deve uscire per infortunio al termine di un coast-to-coast personale (senza nemmeno la gloria di esultare), pagando forse gli impegni ravvicinati. Grazie alla superiorità numerica lo Sporting chiude in avanti e trova il gol del 5-3 definitivo grazie al pasticcio di un difensore bianconero, il quale non sale insieme ai compagni lasciando libero Mangala di trovare una gioia più che meritata. 

IL TABELLINO

Pozzuolo-Sporting Mazzola 5-3
RETI (2-0,2-2,5-2,5-3): 
5' Tomeo (P), 29' Dedaj (P), 2' st Casiraghi (S), 4' st Imadi (S), 11' st Misani (P), 20' st Pinto (P), 24' st Di Cianno (P), 46' st Mangala (S).
POZZUOLO (4-4-2): 
Mazzone 6 (1' st Fasiello 6), Rossi 7, Magnifico 7 (1' st Castro) 6, Intemperante 7 (27' st Cecchetti sv), Cesare 6, Redaelli 6, Fumagalli 6.5 (9' st Di Cianno 6.5), Pinto 7, Tomeo 6.5 (9' st Necchi 6), Dedaj 6.5 (14' st Pasquariello 6), Misani 7.5 (27' st Meglej sv). All. Semeraro 6.5. Dir. Giussani. 
SP. MAZZOLA (5-4-1): Moriggi 7, Lascatti Busato 5.5 (34' Imadi 6.5), Marku 6, Sarr 6, Solcia 5.5 (1' st Picone 6.5), Pagano 6, Tassano 6, Casiraghi 6.5, Mangala 7, Montagna 6, Cerri 5.5 (22' st Tresoldi sv). A disp. Panepinto, Khouya, Peqini, Perrino. All. Mastrolembo 6. Dir. Cerri.
ARBITRO: Passoni di Monza 6.

LE INTERVISTE

Si sofferma a tutto tondo il tecnico Semeraro nel post-gara: «Sotto il profilo offensivo disponiamo di una buona quantità di soluzioni e variazioni che ci consentono di essere il miglior attacco. Gestione difensiva? Credo sia stato un problema di approccio, che vale in qualsiasi contesto: è inconcepibile prendere due gol in due minuti appena rientrati in campo. A volte ci capita quando siamo in una situazione di vantaggio, e dunque subiamo un calo mentale di atteggiamento, anche se loro sono stati bravi a metterci in difficoltà».

Non vede il bicchiere mezzo pieno Mastrolembo: «Risultato onesto al cospetto di una squadra con qualità e capacità notevoli, ma noi non siamo stati cattivi al 100% del nostro potenziale. Faccio mea culpa sulla scelta di iniziare la gara con la difesa a cinque, qualcosa di poco rodato per noi e probabilmente avendo avuto timore abbiamo regalato un tempo. Tornati alle abitudini abbiamo trovato subito il pareggio prima di subire ancora la loro pressione che ci ha nuovamente visti un po' remissivi e timorosi». 

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