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Brianza Olginatese Under 17: intervista a Tommaso Galbusera, colonna portante della difesa bianconera

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Tommaso Galbusera è senza ombra di dubbio una delle colonne portanti della Brianza Olginatese. Il difensore centrale è stato schierato dal tecnico Gnutti nell’undici di partenza in tutte e quattro le giornate di campionato disputate. Nonostante il ruolo possa trarre in inganno, Galbusera è un gran tiratore. Per informazioni chiedere allo Scanzorosciate, squadra alla quale Tommaso ha segnato proprio su calcio di punizione. In questa intervista ha parlato dell’attualità, della sua squadra e del suo futuro. Quanto ti manca il calcio? «Tantissimo. Vorrei potermi e allenare e giocare alla domenica, ma in questo momento devo accontentarmi del giardino di casa. Mi tengo in forma andando anche in palestra e seguendo gli esercizi che ci ha dato il nostro allenatore ». In quali squadre hai giocato prima di quest’anno? «Ho iniziato da piccolo nel Pagnano, poi sono stato per due anni ad Olginate. Mi hanno scartato, così sono passato al Brianza. Poi ho giocato per una stagione nella Cisanese e adesso sono qui da tre anni ». Ti trovi bene alla Brianza Olginatese? «Assolutamente sì. Siamo un bel gruppo, secondo me mister Gnutti è un grande allenatore. Anche con i compagni mi trovo in sintonia ». Hai giocato da difensore fin da quando sei piccolo? «Ho cominciato da difensore, poi ho fatto l’esterno alto per un periodo, prima di riabbassarmi nuovamente. Prevalentemente gioco da centrale, ma posso fare anche il terzino. Sono abbastanza duttile ». Le caratteristiche del difensore sono cambiate nel tempo. Oggi ci sono difensori più abili palla al piede, ma meno forti in marcatura. Il tuo stile è moderno o vecchio stampo? «Una via di mezzo. Patisco un po’ il contatto con l’uomo, anche se quello della marcatura è un aspetto che sto migliorando. E nei contrasti non tiro mai indietro la gamba. Ma anche l’altro aspetto è importante, infatti con i piedi me la cavo. Il mio modello è Bastoni. È giovane e gioca nella squadra per cui tifo ». Come testimonia il gol che hai realizzato su punizione. È inusuale che un difensore le batta. Quando ti sei specializzato sulle palle ferme? «Ho sempre provato a calciarle. Inizialmente provavo ad usare solo la potenza e i risultati non erano granché. Poi ho curato più la precisione e i risultati sono migliorati sempre di più ». Tuo papà Diego è il dirigente accompagnatore della tua squadra. Come vivi la sua presenza? «Inizialmente mi infastidiva, ma col tempo mi sono abituato e ne ho tratto vantaggio. Ha smesso di giocare soltanto due anni fa, mi dà un sacco di consigli e mi aiuta molto ». Qual è il tuo grande obiettivo? E quello della tua squadra? «Il mio è quello di diventare un calciatore professionista. Per quanto riguarda quello di squadra, secondo me dobbiamo raggiungere la zona playoff, per poi giocarci il titolo ».
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