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Mercadante Under 17: Marco Orto si racconta tra passato e obiettivi stagionali

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Un buon inizio di campionato con due vittorie contro Barcanova e Rivoli e la sconfitta interna con il Bsr Grugliasco; questo il bilancio del Mercadante di Marco Orto, che racconta qualcosa del suo passato da allenatore e giocatore: «Ho giocato a calcio fino a 22 anni, sono stato al Madonna di Campagna, all'Ardor Torino e alla Mappanese, poi ho dovuto smettere a causa un infortunio al ginocchio; la prima esperienza da allenatore è stata alla Mappanese, dove mi occupavo di Scuola calcio, poi sono passato al San Gallo Settimo e in seguito al River Mosso e al Sanmauro; l'anno scorso sono stato al Pozzomaina, ma a causa di alcune divergenze l'esperienza è durata poco; ora sono al Mercadante e mi trovo bene, come squadra avevamo iniziato ad ingranare e ad attuare bene i piani di gioco, peccato per lo stop forzato». Che tipo di allenatore è Marco Orto? «Il mio sistema preferito è il 4-3-3, ma trovo che fissarsi su un modulo sia insensato; tendenzialmente cerco sempre di adattarmi alle caratteristiche dei giocatori che ho a disposizione e trovare la soluzione che sia più adatta a far sì che esprimano al meglio le loro potenzialità. Una figura molto importante per la mia crescita è stato Luca Pigato, un mio vecchio tecnico che ora non allena più e che mi ha dato molto anche e soprattutto a livello caratteriale; se invece si parla di professionisti, in molti mi dicono che ricordo un misto tra Gattuso e Conte, perciò cerco di rifarmi a loro (ride, n.d.r)». Quali le ambizioni del Mercadante per questa stagione? «Siamo partiti con l'obiettivo di ottenere una salvezza tranquilla, cercando di dare il massimo contro le squadre alla nostra portata, perché è anche importante essere realisti. Onestamente sono un po' demotivato dalla situazione attuale, questi passaggi repentini dalla ripresa delle attività al nuovo stop ad allenamenti e partite con annesso lockdown non fa bene né al fisico né alla mente dei ragazzi, non si riuscirebbe a giocare con tranquillità se anche si dovesse ripartire». Infine un pensiero su Ottavio Porta, storico presidente del Pozzomaina recentemente venuto a mancare: «Ricordo che quando arrivai al Pozzo dovevo ancora scontare una settimana di squalifica che avevo rimediato alla mia ultima giornata col Sanmauro. Ottavio mi prese da parte e con serenità mi disse di stare calmo, di fare di tutto per non perdere mai le staffe. Era una bravissima persona che teneva tanto al Pozzomaina, trasmetteva tranquillità e ci teneva che i ragazzi fossero onesti e rispettosi sia dentro sia fuori dal campo».

LA ROSA DEL MERCADANTE

Schierato solitamente da Orto con il 4-4-2, il Mercadante fa affidamento sulla frizzantezza del reparto offensivo, rinforzato dagli arrivi di Ataupillco (già allenato da Orto al Pozzomaina) e dell'ex Vanchiglia Sidibe; il punto debole può essere invece il reparto arretrato, anche a causa della scarsità di centrali difensivi (solo due); il capitano è solitamente Diego Carlucci, ma dopo il suo infortunio la fascia è temporaneamente passata a Loris Vessichelli. PORTIERI: Stefano Liuni, Nicolò Ricciotti DIFENSORI: Alessandro Barbieri, Giulio Barboso, Giandomenico Bardascino, Dejan Memaj, Lorenzo Natola, Andrea Verlucca, Giampiero Zeneli CENTROCAMPISTI: Andrea Coriasco, Daniele Di Forti, Giuseppe Giulio Gentile, Nicolò Piazza, Giovanbattista Roma ATTACCANTI/ALI: Oscar Ataupillco, Diego Carlucci, Luca Lentini, Mory Sidibe, Loris Vessichelli, Simone Zappavigna
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