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Lainatese Under 17: parola a Giuseppe Polizzi, dirigente accompagnatore dei rossoblù

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Giuseppe Polizzi, dirigente accompagnatore della Lainatese Under 17, parla della sua immensa passione per il calcio e racconta dei compiti e delle responsabilità tipiche del suo ruolo. Ciao Giuseppe, ci racconteresti la tua storia? Come sei arrivato a diventare un dirigente? Ciao Samuele, la scelta di diventare dirigente è nata sicuramente da una grande passione. Ho guardato mio figlio giocare da quando era molto piccolo e, dopo anni da spettatore, ho deciso di scendere in campo anche io. Preferisco stare con i ragazzi, vivere tutte le emozioni con loro e non fermarmi alle apparenze. Com'è nata questa grandissima passione per il mondo del calcio? Io sono innamorato di questo sport da sempre. Da piccolo ho giocato come portiere e ho passato anche un paio d’anni in una squadra dilettantistica. Quando ero giovane il mio idolo era Walter Zenga ed ero un grandissimo tifoso nerazzurro. Guai a chi mi toccava l’Inter! Poi la passione non si è spenta e, quando ho visto che mio figlio la condivideva, ho iniziato a sostenerlo. Quali sono i tuoi compiti come dirigente? Io accompagno i ragazzi classe 2004 della Lainatese e curo per lo più gli aspetti logistici. Mi occupo, ad esempio, delle distinte e delle maglie. Vivo a pieno la preparazione della squadra ma non posso dare nessun tipo di consiglio tecnico all'allenatore. Sono un genitore, nonostante il ruolo che ricopro, ed esprimermi potrebbe voler dire patteggiare. Quali sono i momenti più belli che hai vissuto ricoprendo questo ruolo? Sicuramente vivere l’atmosfera della partita, osservare la passione dell’allenatore, le emozioni dei ragazzi. Si possono cogliere tantissimi dettagli che solitamente restano nascosti. Vivo tutto da un’altra prospettiva. Parlando invece di possibili momenti negativi, hai mai dovuto affrontare polemiche che potevano spaccare lo spogliatoio? Sì, in questo caso è giusto che il dirigente sia coinvolto. Io cerco sempre di rasserenare gli animi e di mantenere la calma. Spesso le polemiche nascono da una decisione arbitrale che può essere interpretata come un errore. A volte, invece, una sostituzione può scatenare la rabbia di alcuni genitori. Il mio compito è quello di riprendere gli atteggiamenti scorretti e di spiegare come stanno le cose quando sorgono incomprensioni. Tu sei sempre stato molto vicino ai ragazzi, come hanno vissuto questo periodo di stop secondo te? Veramente male. Sta penalizzando, purtroppo, tantissimi giocatori. Per i 2004, in particolare, questi due anni dovevano essere decisivi per il futuro. A causa dell’interruzione, invece, tante occasioni sono state perse. Secondo me, adottando le precauzioni e collaborando con il mondo della scuola, si potrebbe pensare di ripartire con la giusta cautela. Hai mai pensato di ricoprire altri ruoli nel calcio? Se mi contattassero per ricoprire un altro ruolo probabilmente accetterei. Per ora, però, faccio tutto questo per passione, senza particolari ambizioni. Mi rende felice anche solo parlare, scherzare e stare insieme ai ragazzi. Qual è il tuo sogno più grande? Io sogno che tutti possano tornare a giocare al più presto, che si trovi finalmente una soluzione.
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