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Fanfulla Under 17: parola a Pino Tamborra, dirigente accompagnatore dei bianconeri

Pino Tamborra
Se parliamo di esperienza e conoscenza del mestiere non si può che dar voce a chi questo ruolo lo ricopre da sempre. Oggi diamo voce a Pino Tamborra, dirigente accompagnatore e punto fermo dei 2004 del Guerriero. Ma partiamo dall'inizio e procediamo per gradi. Tamborra smette di giocare molto presto per problemi al ginocchio e sceglie di intraprendere la carriera di arbitro. Successivamente, tra impegni lavorativi e vita privata, cambia percorso e inizia a fare il vice allenatore dei juniores al Garbagnate Calcio. Dopo quell'esperienza capisce che in realtà la sua strada è quella del dirigente. Stare vicino ai giovani in un modo che non sia guidarli o arbitrarli, bensì accompagnarli è quello che veramente vuole. Si trasferisce a Lodi e stabilisce le fondamenta della sua esperienza nell'allora Real Qcm. Questa realtà, però, cessa di esistere e Pino viene accolto dalla famiglia del Fanfulla che si era appena fusa col Cavenago. Viene prima affidato ai 2003 e, quest'anno, agli Allievi del 2004. Con i primi conserva il bellissimo ricordo della vittoria del campionato provinciale, che li ha fatti poi diventare regionali. Invece, quest'anno lo sta mettendo alla prova più che mai: «In questo periodo fare il dirigente è un compito più duro. Prima dovevo pensare alle solite cose come le distinte, i cartellini, le divise. Ora, invece, devo essere sempre presente nel seguire i ragazzi, devo misurargli sempre la febbre, assicurarmi che stiano sempre tutti bene soprattutto dal punto di vista della salute». Questo perché oltre al suo prezioso lavoro di dirigente, Pino si è offerto di essere l'addetto alla sanificazione e al rispetto del protocollo di sicurezza. Vivendo la situazione in prima persona, nessuno meglio di lui può dirci come i giovani 2004 hanno vissuto queste due stagioni di privazione: «L'hanno vissuta e la stanno vivendo tuttora davvero male: stare a casa tutto il giorno con la Dad, non poter uscire, non poter giocare. Hanno perso due anni importanti, per questo spero per loro che blocchino le annate». Tamborra è, però, da un lato sollevato che i suoi 2004 si possano allenare e giocare con i Juniores nazionali. Infatti, il dirigente bianconero è una di quelle persone che cerca di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Parlando per l'appunto di eventuali polemiche vissute nel corso degli anni, Pino ci racconta che al Fanfulla sono sempre stati in grado di gestirle egregiamente: «Nel settore giovanile i genitori fanno il bello e il cattivo tempo. Questi tipi di problemi sono ricorrenti in qualsiasi società, ma noi siamo sempre stati in grado di risolverli». Difficoltà che, però, non ha vissuto all'inizio di quest'anno, anzi. Nelle poche partite disputate ha percepito una sorta di coesione più forte. Pino Tamborra non vorrebbe mai ricoprire un ruolo diverso da questo, complice anche il fatto che l'abitudine di questo mestiere ti fa affezionare e avvicinare ai giovani in maniera  davvero singolare. Infatti, Pino ha un sogno speciale nel cassetto con il quale ci saluta: «Il mio sogno è che i miei ragazzi facciano carriera, perché davvero lo meritano».
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