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Ponte San Pietro Under 17: a tu per tu con Luca Mascaro, il giovane condottiero bergamasco

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Luca Mascaro, Pontisola Under 17

Quando si parla di un ventunenne in ambito calcistico, spesso e volentieri si fa riferimento a un calciatore. Un giovane uomo oramai pronto a misurarsi sul campo con chiunque, anche contro i veterani più navigati. Ma ci sono delle eccezioni. Una di queste è Luca Mascaro. Sì, perché a quell’età l’attuale tecnico del Ponte San Pietro ricopriva già l’incarico di allenatore. Era l’estate della stagione 2013/2014 e, dopo aver militato nel settore giovanile della Stezzanese da giocatore, il giovane classe 1991 si apprestava a fare un passo al di qua della linea laterale, guidando i Giovanissimi proprio dei rossoblù. «L’idea di allenare mi ha sempre stuzzicato. L’ispirazione è nata anche grazie ai videogame. Giocandoci, pensavo a cosa avrei fatto se avessi avuto io la possibilità di guidare in prima persona la squadra che avevo selezionato» ha dichiarato. Nel club bergamasco, Mascaro trascorre cinque anni in panchina, a comando dei Giovanissimi, degli Allievi e della Juniores. Ciascuna categoria ha dei tratti ben precisi e distintivi, ma la preferita dal giovane tecnico è la seconda. «A mio avviso, per allenare gli Allievi ci vuole una figura preparata. I ragazzi sono svegli e capiscono quello che gli viene chiesto» ha detto. Proprio quello relazionale è uno degli aspetti di cui Mascaro si cura maggiormente. «Quando sei allenatore, hai a che fare con un gruppo composto da venti o più persone. Ognuno con un vissuto, con un proprio punto di vista. Ed è qui che, secondo me, si capisce quanta strada si possa fare in questa professione, perché avere un buon rapporto con tanti elementi diversi è fondamentale». A proposito di strada. Siccome non gradisce adagiarsi, arriva il momento in cui Mascaro decide che è ora del salto in avanti. E quell’istante risale a quattro anni fa, quando viene ingaggiato dal Ponte San Pietro. «Volevo migliorarmi e fare un passo in più rispetto alla Stezzanese. Ebbi un colloquio con Massimo Perico e Luciano Pisoni, i quali mi offrirono questa possibilità e io decisi di accettare. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile se, nel mio percorso in rossoblù, non avessi collaborato con persone straordinarie, in grado di farmi crescere». Nel club di via Trento e Trieste, Mascaro si trova a meraviglia. Da quattro stagioni è a capo degli Allievi e, da quest’anno, è anche allenatore in seconda della Prima squadra. «Era un ruolo che nessuno aveva mai svolto, qui a Ponte San Pietro. Con Giacomo Curioni e il suo staff sono a mio agio, il gruppo è coeso e ci confrontiamo apertamente». E poi, essendo quella biancoblù una rosa molto giovane, Mascaro ha avuto la fortuna di conoscere già buona parte dei componenti. «Con loro il legame è rimasto intatto, quindi non ho problemi a dire loro se c’è qualcosa che non funziona. E poi abbiamo anche altre figure, come Ferreira Pinto, che sono indispensabili per i ragazzi, per la dedizione e la voglia che mettono in ogni allenamento». Se con i grandi va tutto a gonfie vele, purtroppo il percorso dei suoi Under 17 è stato frenato dalla pandemia, privando loro della possibilità – e forse necessità – di militare nella categoria Allievi. Proprio per questo, Mascaro è favorevole all’introduzione dell’Under 18 per la prossima stagione: «Credo che a beneficiarne sarebbero i ragazzi, a cui verrebbe garantita una corretta formazione in vista della Prima Squadra. Noi, ad esempio, abbiamo Luca Bonassi, un classe 2004 che è titolare in Serie D. Ma non possiamo pretendere che tutti seguano lo stesso percorso e aggiungere una categoria potrebbe essere utile». Non resta che aspettare e vedere cosa rivelerà il futuro. E di questa filosofia è anche Mascaro, soprattutto quando si parla di obiettivi personali: «Non ha molto senso discutere su quello che succederà nel medio-lungo periodo. Personalmente, cerco di migliorare me stesso e gli altri ogni giorno. Vivere questa situazione in maniera assillante, ponendosi l’obbligo di arrivare a tutti i costi ad alti livelli, è soltanto dannoso. Voglio solo continuare a migliorare e a far crescere negli altri un’idea positiva di me», ha dichiarato. Insomma, nessun volo pindarico. Anche se il sogno nel cassetto c’è, ed è quello di fare di questa passione un lavoro a tempo pieno. Ma, come direbbe Massimiliano Allegri, l’idolo di Luca Mascaro, ci vuole calma. Senza però mai accantonare i propri sogni nel cassetto.
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