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L'intervista

Club Milanese, Stefano Ribelli è fiducioso in vista della prossima stagione: «La squadra è completa e sarà pronta per fare un gran campionato»

Il tecnico, dopo aver allenato per anni in prima squadra, si appresta a disputare il suo primo vero campionato con una squadra delle giovanili

Stefano Ribelli, allenatore Club Milanese Under 17

L'allenatore continuerà ad allenare il gruppo di ragazzi classe 2005

Cambia il nome della squadra ma non i suoi interpreti. La fusione tra Accademia Sandonatese e Accademia Gaggiano ha portato alla formazione di una nuova società: il Club Milanese. I classe 2005 di questa nuova realtà parteciperà al campionato Under 17 Regionale, precedentemente impegnati nel campionato Under 16 con la maglia dell'Accademia Sandonatese. Lo stesso vale anche per l'allenatore Stefano Ribelli, il quale rimarrà alla guida di questo gruppo. Il tecnico, che ha allenato in prima squadra il Rogoredo 84 e il Pantigliate, è finalmente pronto ad iniziare la stagione ormai alle porte, che per lui rappresenta la sua prima vera annata alla guida di una squadra di un settore giovanile. Ribelli ha analizzato il differente approccio per quanto riguarda allenare una prima squadra e una formazione delle giovanili, la situazione attuale per quanto riguarda la rosa e quali sono i margini di miglioramento per disputare un campionato degno di nota.

Saremo pronti.Nonostante la fusione con l'Accademia Gaggiano, il blocco dell'Accademia Sandonatese Under 16 della scorsa stagione rappresenterà il Club Milanese nel campionato Under 17 di quest'anno. I motivi sono semplici, dato che lo staff che si occuperà del settore giovanile sarà lo stesso che fino a qualche mese fa si occupava dell'Accademia Sandonatese e il tecnico non potrebbe essere più soddisfatto di questa scelta da parte della società, affermando di non essere stato influenzato dal cambio societario: «Abbiamo un altro nome - precisa Ribelli -ma le persone con cui sarò in contatto saranno le stesse. Per me è importante dare continuità, e vedere che tutto lo staff sia stato confermato permette a tutto l'ambiente di lavorare in tranquillità in collaborazione con persone competenti». L'allenatore ha dato piena fiducia ai ragazzi, confermando 23 effettivi su 26 (tre di loro non sono stati allontanati, bensì hanno la squadra per motivi personali) puntando sullo stesso organico per fare bene l'anno prossimo. Per quanto riguarda i diversi settori del campo, Ribelli ha individuato nella difesa il meglio attrezzato per garantire ottime prestazioni in campo, affermando che saranno pronti per giocare un gran campionato: «Tutti i reparti sono ben forniti - continua il tecnico - e pieni di talento, ma la retroguardia ha una marcia in più in termini di organizzazione e concretezza. A centrocampo ed in attacco abbiamo tanti giocatori di qualità che faranno comodo nell'arco della stagione, ma dobbiamo perfezionare dei meccanismi durante le prime settimane di allenamento. Ho molta fiducia in tutti e sono sicuro che saremo pronti ad ottobre per giocarcela con chiunque». 

Differenze ed Analogie.Ribelli, prima di allenare l'Accademia Sandonatese, ha disputato da tecnico sei campionati in seconda categoria, allenando la prima squadra del Rogoredo 84 per quattro stagioni per poi trascorrere due anni con la prima squadra del Pantigliate. Passare da un ambiente composto da uomini ad uno composto da ragazzi rappresenta un cambio importante, specialmente per quanto riguarda l'approccio sia con la squadra sia con i singoli, trovando comunque dei punti di contatto tra le due realtà: «In prima squadra allenavo un gruppo di persone adulte - prosegue Ribelli - che volevano allenarsi dopo aver finito di lavorare, mentre adesso guido dei ragazzi vogliosi di imparare principi tattici e tecnici, la differenza tra i due ambienti è notevole. Inoltre, non importa il livello del campionato, gli adulti sono convinti di aver imparato tutto e di poter fare altrettanto in campo. Questo aspetto in alcune circostanze lo vedo anche in alcuni ragazzi che pensano di essere già grandi ed indipendenti, ma non ho mai visto mancanze di rispetto, bensì solo grande voglia di emergere».

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