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L'intervista

Brusaporto, Tommy Rizzoli è all'undicesima stagione in gialloblù: «Il club ha fatto passi da gigante, quando alleno mi svago»

Il tecnico dell'Under 17 Élite è un veterano della società bergamasca ed è pronto a cominciare una nuova stagione con i classe 2005

Tommy Rizzoli, Brusaporto

Tommy Rizzoli, allenatore dei 2005 del Brusaporto

Se la storia d'amore fra Lionel Messi e il Barcellona si è bruscamente interrotta pochi giorni fa, ce n'è un'altra che prosegue a vele spiegate. Non in Catalogna, bensì nel bergamasco, in un paese di quasi seimila abitanti. Ma poco importa, il luogo. Ciò che conta è l'intensità e, da questo punto di vista, il rapporto fra Tommy Rizzoli e il Brusaporto non ha nulla da invidiare a nessuno. «Per me il Brusa è passione. Quando alleno, mi sento bene, sono pieno di entusiasmo. Sfrutto il momento per staccare la spina e svagarmi», il commento dell'allenatore. Inevitabile, dopo dieci anni assieme. Ma, al di là dell'aspetto temporale, il legame è così consolidato anche perché il tecnico ha assistito in prima persona all'incredibile espansione del club, che oggi vanta di uno dei settori giovanili più importanti della provincia di Bergamo e non solo. Un decennio fa, non si poteva dire esattamente la stessa cosa: «Quando sono arrivato - commenta Rizzoli - c'erano solo tre squadre: la prima, la Juniores e i Pulcini. Il lavoro svolto è stato strepitoso, sono stati fatti passi da gigante». Il segreto del successo non è nemmeno così velato. Programmazione e unità d'intenti, al fine di raggiungere risultati sempre migliori, dalla prima squadra ai più piccoli.

Cambio di rotta. Un'impresa non semplice, dato che il Brusaporto ha scalato categorie e milita ora in Serie D, necessitando quindi di un livello generale della rosa sempre più alto. Fino ad ora, i ragazzi arrivati ai vertici della società gialloblù si contano sulle dita di una mano ma, grazie al lavoro degli allenatori e dei loro staff, la tendenza si può invertire. «Da diverso tempo - prosegue l'allenatore -, prima con Luciano Bordogna, poi con Andrea Baretti e infine con Stefano Turchi, tuttora responsabile della nostra area agonistica, si è deciso di intraprendere un percorso comune, riguardante tutte le categorie. Abbiamo addirittura una sorta di manuale interno, nel quale sono scritti gli obiettivi tecnici, tattici e fisici da raggiungere».

"Cazzimma". Per il secondo anno consecutivo, Rizzoli cercherà di trasmettere e di far apprendere questi principi ai ragazzi del 2005. Un gruppo, a detta del tecnico, di buona prospettiva: «La squadra può dire la sua. Nell'ultimo anno di Giovanissimi, fino a prima dell'interruzione, era seconda nella classifica del suo campionato». Un grande traguardo, raggiunto soprattutto grazie ad un ingrediente speciale: la cosiddetta "cazzimma"«Sono dei calciatori tosti da affrontare. Lottano su ogni pallone e non mollano un centimetro. Anche in allenamento, ogni tanto devo frenarli, perché sono davvero esuberanti. Ma sono contento così, è quello che tutti gli allenatori cercano. Paghiamo, forse, sotto l'aspetto tecnico. Dobbiamo migliorare la gestione della palla, ma c'è tempo per lavorare», il commento di Rizzoli. Di tempo all'inizio della stagione, invece, ne manca sempre meno. E i ragazzi di Rizzoli non aspettano altro che il via per dare sfogo alla loro ferocia agonistica, che ha regalato loro parecchie soddisfazioni.

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