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Intervista a Luca Amaradio, l'attaccante della Novese nato per il gol: «E' sempre stato così, scendo in campo per segnare»

Il miglior marcatore del girone E: quando ho saputo che sarebbe arrivato Balsamo come allenatore ero molto contento

Intervista a Luca Amaradio, l'attaccante della Novese nato per il gol: «E' sempre stato così, scendo in campo per segnare»

Luca Amaradio all'inizio del raduno della Rappresentativa Under 17 di Claudio Frasca

«Luca Amaradio è uno di quei giocatori che si allena benissimo, dotato di una grande intelligenza e un’ottima tecnica calcistica. Non è uno molto strutturato fisicamente, ma compensa con qualità tecnica e con la sua scaltrezza. In lui ho visto subito grandi potenzialità, e mi sono bastate due dritte per fargli comprendere che se vuole fare del calcio la sua professione, deve essere il primo a crederci e a impegnarsi. Lui ha capito subito, e non ha deluso le mie aspettative, con prestazioni davvero notevoli e portando a casa un numero elevatissimo di gol. Il nostro è un rapporto speciale, e sono contento di lavorare con lui».

Sono queste le parole del tecnico della Novese, Emanuele Balsamo quando deve parlare del suo attaccante Luca Amaradio. E non ci si aspettava niente di diverso, visto che il ragazzo sembra avere davvero la stoffa del goleador, siglando in questa prima parte di campionato 19 reti, con una media di 1 gol ogni 52 minuti trascorsi in campo. Un numero ancora più sorprendente se si pensa che la Novese (per ora settima in classifica) ha lo stesso numero di reti segnate del Casale (terzo in classifica), e gran parte del merito va sicuramente riconosciuto all’attaccante biancoceleste. I suoi numeri e le sue prestazioni sono infatti state subito notate da Claudio Frasca che ci ha messo poco a convocarlo per un raduno della Rappresentativa Under 17. 

Qual è stata la miccia che ha acceso la tua voglia di iniziare a giocare a calcio?

«La mia passione per il calcio è nata guardando mio fratello. E’ lui che ha fatto scattare la prima scintilla, vedendolo giocare, molto presto ho voluto anche io cimentarmi in questo sport. Abitando ad Arquata Scrivia, a 5 anni ho iniziato a giocare per l’Arquatese, fino a quando un osservatore della Juventus mi ha proposto di fare un provino con loro. Inizialmente non ho accettato, preferivo restare a giocare vicino casa insieme ai miei compagni abituali, poi però hanno insistito è ho ceduto alla loro corte. Ho iniziato a fare diversi provini con loro, fino a quando alla mia porta non ha bussato l'Alessandria, società nella quale ho giocato per 7 anni fino al 2019, anno in cui sono approdato alla Novese per disputare il campionato Under 15. Ed ora eccomi qui, con 3 anni trascorsi in biancoceleste».


In questo campionato sei arrivato a concretizzare 19 gol, dimostrando di avere un ottimo fiuto per il gol. E’ sempre stato così? Sei sempre stato un giocatore offensivo?

«Io fin da piccolino, fin dall’Arquatese, e dai miei primi calci ho avuto una sola e grande passione: buttar la palla dentro. Sono sempre stato un attaccante e anche all’Alessandria ero proprio io a chiedere agli allenatori di mettermi davanti per poter bucare la porta. Per me il gol è l’essenza del gioco del calcio, io scendo in campo per segnare». 


Sicuramente segnando così tanto, è facile diventare una pedina insostituibile e un supporto importante per la squadra. In merito a questo com'è il tuo rapporto con compagni e con il tuo allenatore?

«All’inizio di quest’anno, quando ho saputo dell’arrivo di Balsamo, ero molto contento, un po’ perché ero a conoscenza del suo calibro, un po’ perché allenava mio fratello quindi conoscevo il suo metodo è ho subito pensato che con una guida come la sua avrei potuto fare bene. E infatti così è stato, anche se non sarei mai arrivato a pensare di segnare così tanto, invece grazie ai suoi insegnamenti sono davvero cresciuto molto. Ricordo che prima di iniziare il campionato dovevamo giocare un’amichevole contro il Turricola Terruggia. Io la sera prima avevo fatto tardi con gli amici, e diciamo che il mio rendimento in campo ne ha risentito: ho giocato proprio male. Allora dopo la partita, Balsamo mi ha ripreso e mi ha fatto uno di quei discorsi che nella vita non dimentichi più. Mi ha detto che le mie potenzialità sarebbero state sprecate se io non fossi stato il primo a metterci impegno ma soprattutto a credere in me stesso. Che lui aveva raggiunto certi traguardi perché aveva messo il calcio prima di tutto e ci aveva investito tutte le sue forze. Da quel momento ho cambiato mentalità, e sono sceso in campo con senso di sacrificio, portando a casa dei risultati che mai avrei immaginato. Per quanto riguarda il mio rapporto con i compagni, invece, è stato semplice creare un gruppo affiatato perché molti di loro hanno giocato con me all’Alessandria, per questo è stato facile integrarmi e siamo subito partiti come un meccanismo ben collaudato».  

Luca Amaradio in azione sul campo del Nichelino Hesperia in campionato
Si vede che per te scendere in campo è un piacere, ma ti prepari in qualche modo particolare alle partite?

«Nessun rito propiziatorio, cerco di affrontare le partite nel modo più tranquillo possibile, allontanando la pressione, come se dovessi giocare una partitella tra amici. Fino a qualche anno fa arrivavo in campo molto più agitato e facevo molta più fatica a esprimere me stesso. Oggi ho più sicurezza e non sento il bisogno di affidarmi a nessun rito o di fare nessuna particolare preparazione mentale per scendere in campo».  


Ora parliamo un po’ di questo campionato: il tuo gol preferito o la partita dal quale sei uscito più soddisfatto?

«Per quanto riguarda il gol più bello direi sicuramente quello contro l’Arquatese (gol dell’ex) dove da fuori area ho tirato con potenza di sinistro e trovato la porta. Davvero uno dei miei gol più belli. Se invece devo pensare alle partite dal quale sono uscito più soddisfatto, direi una su tutte quella contro la CBS. E’ stata la prima partita in campionato dove avremmo incontrato una delle grandi del girone e io al 36’ del secondo tempo ho segnato il rigore che ci ha permesso di strappare il pareggio, che ha avuto più il sapore della vittoria. Abbiamo retto tutta la partita contro una signora squadra, e grazie a me abbiamo portato anche a casa un punto dando una vera prova di forza. Anche nella partita contro il Chieri mi sono preso le mie soddisfazioni, ho segnato una doppietta e procurato il rigore (segnato poi da Matteo Caneva) che anche lì ci ha permesso di pareggiare contro la capolista. Ma quella contro la Cbs ha un posto d’onore, forse perché è stata la prima in cui ci siamo resi conto di poter fare davvero bene».

Luca Amaradio al raduno di Garino con la Rapp Under 17 di Claudio Frasca

E se invece ti chiedessi a quali modelli ti ispiri?

«Dovrei rifletterci, ma tendenzialmente sono uno che va dritto per la sua strada senza farsi condizionare dagli altri. Ovviamente osservo e ammiro i grandi del calcio come Ronaldo, diciamo che sono principalmente loro i miei modelli e le persone a cui mi ispiro».

Per ultimo, quali sono i progetti futuri?

«L’obiettivo è di arrivare in una squadra professionista all’interno della quale riesca a trovare i miei spazi e dove posso dare il massimo come ho fatto fino ad adesso. Il mio sogno è diventare calciatore professionista, e spero tanto che non arrivino imprevisti esterni a mettermi i bastoni tra le ruote. Io ce la metterò tutta perché penso che le parole chiave del successo siano spirito di sacrificio e umiltà, ma è anche fondamentale credere fino in fondo nei propri sogni e nelle proprie capacità, per questo voglio continuare a dare il massimo fino a raggiungere il traguardo». 

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