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Under 17

Scappa dalla guerra in Ucraina, la nuova casa di Oleksandr è la Juve Domo

Gli zii lo vanno a prendere a Cracovia; i granata di Giuseppe Carnovale lo tesserano dal Podillya Khmelnytskyi

Oleksandr Shafer

Oleksandr Shafer

1925 chilometri. Questa è la distanza che separa Letyčiv in Ucraina e Domodossola. Questa è la distanza che ha percorso Oleksandr Shafer ad inizio marzo, quando ha lasciato il suo paese natale per raggiungere gli zii in Italia. Oleksandr, detto Sasha, ha la passione per il calcio, ha un mancino educato e gioca come esterno offensivo: la Juve Domo lo ha accolto a braccia aperte, lo ha fatto allenare dopo pochissimo dal suo arrivo in Italia e in seguito lo ha tesserato, con il tecnico dell'Under 17 Giuseppe Carnovale che lo ha fatto esordire domenica 24 aprile nei minuti finali della partita con il Borgovercelli, terminata 3-3.

«Mia moglie è ucraina ed è la sorella del padre di Sasha, - spiega lo zio Mario Vietti- e da quando è scoppiata la guerra ci siamo offerti di ospitarlo da noi a Domodossola insieme ai suoi fratelli: purtroppo il fratello maggiore di Sasha ha 23 anni, ed essendo maggiorenne non può lasciare il paese, perciò è rimasto a Kiev dove lavora come taxista.

La sorella invece è più piccola e i genitori hanno comprensibilmente deciso di tenerla con loro, vivono a Letyčiv che si trova a 300 chilometri dalla capitale e per ora fortunatamente è una zona abbastanza tranquilla, ci sono stati dei bombardamenti a 50 km di distanza ma hanno interessato solo l'area intorno ad un piccolo aeroporto militare. Sasha sente quasi ogni giorno i suoi genitori, ovviamente ci auguriamo tutti che la situazione non peggiori». 

shafer

Oleksandr Shafer

Sasha, come detto, è arrivato in Italia da 2 mesi: «Siamo andati a prenderlo il 6 marzo in Polonia a Cracovia, - continua Mario - dove lo hanno accompagnato alcuni amici di suo fratello che hanno un appoggio lì. Suo padre e sua madre sono sollevati a saperlo con noi, in Ucraina le scuole sono chiuse e dopo poco che è arrivato io e mia moglie lo abbiamo iscritto al liceo a Domodossola dove ha iniziato ad imparare un po' di italiano, poi i suoi professori ucraini sono riusciti ad organizzare un sistema di didattica a distanza e ora quindi è tornato a seguire le lezioni con loro e con i suoi compagni». 

juve domo

La Juve Domo Under 17 di Giuseppe Carnovale, in lotta per i playout

Il calcio ed il tesseramento con la Juve Domo hanno aiutato Sasha a ritrovare almeno una parvenza di normalità, come racconta lo zio Mario.

«All'inizio ovviamente è stato difficile per lui, era venuto in Italia solo una volta 5 anni fa con tutta la famiglia quando io e mia moglie ci siamo sposati. Abbandonare la propria casa, il proprio paese e i propri amici è un colpo duro da affrontare a livello psicologico, e in questo senso il calcio lo sta aiutando molto: fino ad ottobre aveva giocato in una squadra ucraina, il Podillya Khmelnytskyi, poi si era infortunato alla spalla ed è dovuto stare fermo per un po'.

Ci tengo a ringraziare la Juve Domo che gli ha permesso da subito di allenarsi e gli ha dato tempo di recuperare dall'infortunio, il tecnico Carnovale e i compagni lo hanno accolto benissimo e lo hanno messo da subito in condizione di ambientarsi, superando anche l'ostacolo della lingua. Com'è logico resta la preoccupazione per la famiglia e per la sua terra, ma da quando è tornato a giocare lo vedo più sorridente e sollevato, sono davvero felice per lui»

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