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Under 17

Segna il gol della vittoria allo scadere e lo dedica al compagno malato

Andrea Abbiati, il classe 2005 ha regalato la vittoria nella prima gara di playoff

Andrea Abbiati

Andrea Abbiati, la seconda punta che ha regalato la vittoria all'Ardor Lazzate

Un gol allo scadere ha un sapore buonissimo, ma un gol segnato allo scadere durante la prima gara di playoff ancora di più. Minuto quarantacinquesimo del secondo tempo tra Ardor Lazzate-Schiaffino: punteggio di 1-1. Su un cross, Andrea Abbiati - seconda punta dei padroni di casa - anticipa il difensore, piccolo sombrero che manda il portiere a vuoto, poi tiro al volo che finisce dritto nell’angolino sinistro della porta. Una vittoria mozzafiato ma, soprattutto, speciale. La dedica, infatti, è ad un compagno di squadra purtroppo malato.

Andrea Abbiati, la seconda punta dell'Ardor Lazzate in campo

PASSATO

«Gioco a calcio da quando avevo 5 anni, ho iniziato perché un signore di nome Italo mi vide giocare nel campetto di un oratorio, e mi chiese se avessi voluto provare ad allenarmi con la squadra di quell’oratorio. La settimana dopo andai ad allenarmi con la squadra e da lì non ho più smesso di giocare a calcio». Si presenta così Andrea Abbiati, da 4 anni seconda punta dell'Ardor Lazzate del tecnico Cesana. «È un ruolo che mi piace molto, negli anni ho giocato anche centrocampista, esterno, ala e trequartista». Ripercorrendo un po' il suo passato, il giocatore dichiara: «Ora come ora non so dire quale è il mio più bel ricordo perché non ne ho veramente tanti, sicuramente il gol che ho fatto  al 91’ della scorsa domenica lo ricorderò per molto tempo». Tuttavia, nel calcio, come nella vita, ci sono anche tanti brutti ricordi: «Il ricordo più brutto è quando ebbi una distorsione al ginocchio che non mi permise di giocare molte partite». Nonostante la distorsione, Andrea è tornato in campo più forte di prima. E le soddisfazioni non sono mancate nella sua carriera. «Ho avuto due grandi soddisfazioni dal mondo del calcio - ha proseguito il ragazzo -, la prima è quando vinsi Provinciali e Regionali. Successivamente andammo ai Nazionali dove arrivammo sesti in tutta Italia con la mia prima squadra, che nonostante fosse di oratorio vincemmo contro grandi squadre come la Roma, il Parma e molte altre società professionistiche. La seconda grande soddisfazione è stato essere chiamato dalla rappresentativa Como, insieme ad altri 40/50 ragazzi circa, al termine di vari allenamenti e amichevoli mi hanno tenuto nella squadra finale che era composta da 20 ragazzi e il fatto che sono stato selezionato tra molti calciatori della mia età mi ha fatto ancora più felice».

PRESENTE

«Io e la squadra siamo un bellissimo gruppo e mi trovo davvero bene, oltre ad essere compagni di calcio siamo anche grandi amici fuori dal campo». Un gruppo compatto dentro, ma soprattutto fuori dal campo che, sicuramente, ha influenzato sugli ottimi risultati ottenuti. Focalizzandosi su sé stesso, Andrea si racconta: «Calcisticamente parlando il mio punto debole è il fiato, infatti ci metto un po’ a romperlo durante la partita. I miei punti di forza invece sono la visione di gioco, la potenza di tiro, il salto e il fatto che sono capace di giocare sia con il destro che con il mancino senza difficoltà». Nel cuore, invece, i colori bianco e nero, con un idolo su tutti: «Cristiano Ronaldo anche prima che venisse a giocare alla Juve. Di Ronaldo mi piace tutto, a partire dalla tecnica fino all’aspetto mentale, infatti mi ha sempre colpito molto la passione e la grinta che mette negli allenamenti ma soprattutto nelle partite». Il sogno, quindi, non poteva che essere uno: «Giocare in una grande squadra, se giocassi per la Juve sarebbe ancora meglio, e poi ovviamente, vincere molti trofei importanti come la Champions».

LA SCHEDA DI ANDREA ABBIATI

  • NOMEAndrea
  • COGNOME: Abbiati
  • RUOLO: Seconda punta
  • ANNO: 2005
  • SQUADRA DEL CUORE: Juventus
  • PUNTI DI FORZA: Velocità, uso di entrambi i piedi, potenza del tiro

L'esultanza di Andrea Abbiati dopo il gol

PLAYOFF

Il primo passo è stato fatto: vincere 2-1 la gara contro lo Schiaffino. E ora? «Dalla prossima gara mi aspetto grande atteggiamento da parte della squadra, grinta e mentalità giusta per affrontare una partita così importante, non abbiamo paura di salire a Maslianico e far vedere a loro chi sono i più forti». Una prima vittoria importante, ma soprattutto speciale. «Io e la mia squadra abbiamo dedicato la vittoria a un nostro compagno che poco tempo fa ha scoperto di avere una grave malattia che non gli permette tutt’oggi e ancora per un po’ di giocare a calcio. Il mio gol l’ho dedicato a lui».

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