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Lecco-Pro Vercelli Under 17: Cavaliere estrae la spada, Bianchi affonda il colpo. Blucelesti secondi, finale amaro per Melchiori

Lecco-Alessandria Under 17 foto Tomanin

Tomanin, tecnico bluceleste

Solidi, lucidi, vincenti. Aggettivi attribuibili ai ragazzi in maglia bluceleste, che risolvono la pratica Pro Vercelli nei primi 45 minuti, con un uno-due targato Lorenzo Cavaliere–Bianchi. Un successo che consente alle aquile di chiudere il campionato al secondo posto, a sei lunghezze dai rivali comaschi. I piemontesi non sfigurano ma concedono troppi spazi agli avversari, abili nell’approfittarne, e reagiscono tardivamente, senza però creare i presupposti necessari per rientrare in partita. Da segnalare, tra le fila locali, la sontuosa prestazione di alcuni singoli, tra cui Ruggeri e Bianchi: sempre in agguato sul fronte offensivo il primo, roccioso e cinico il secondo. Una vittoria importante, degna conclusione di un campionato che ha visto i lecchesi combattere autorevolmente nelle zone alte della classifica. Aquile graffianti.  L’avvio di gara denota uno spirito battagliero, soltanto apparente, di una Pro Vercelli che al quarto d’ora perde già riferimenti sul piano difensivo. La squadra si sfilaccia e il Lecco va a nozze, inscenando le prove generali del vantaggio al quarto d’ora, quando l’ispirato Ruggeri riparte in contropiede, si fa tutto il campo e con un delizioso pallonetto imbecca Belcastro a centro area, la cui deviazione aerea non inquadra la porta. Pochi istanti dopo, il Lecco passa: l’azione parte ancora da Ruggeri e si sviluppa sullo stesso asse, con la prima conclusione di Belcastro murata da un tempestivo Magliocco in uscita; sul pallone, però, si avventa Lorenzo Cavaliere, che ribadisce in rete. Blucelesti padroni del campo in questa fase: scambio “cavalleresco” tra Luca e Lorenzo, pallone smistato sul secondo palo per Urbano, che sfiora l’incrocio con una rasoiata. In occasione di un corner, al 32’, il Lecco reclama per un rigore per una trattenuta a centro area su Bossi ma l’arbitro non è di questo avviso. L’azione comunque prosegue con una sventagliata che premia l’inserimento di Cantadore, che manca il bersaglio di testa. Si rivede la Pro Vercelli, con una generosa iniziativa di Bresciani, la cui stoccata è respinta centralmente da Maffi, che blocca comodamente la seconda conclusione, operata da Romano. I blucelesti però si mostrano letali e in chiusura di tempo, sugli sviluppi di un corner, Bianchi sovrasta la difesa piemontese e con un imperioso stacco buca Magliocco. Il copione non muta.  Girandola di cambi ad inizio ripresa su entrambi i fronti: Tomanin inserisce Ciuffini per Leone, Melchiori rivoluziona l’attacco e spera in Fimiano e Barale per la rimonta. Il Lecco riparte da dove aveva finito, avvalendosi degli spunti dello scatenato Ruggeri per insidiare la porta di Magliocco. La difesa delle aquile è sempre sul pezzo e ribatte timide conclusioni in serie di marca piemontese. Al 21’, sono ancora i locali a rendersi pericolosi: Urbano si spinge in avanti per l’ennesima volta e riceve un cross promanante da sinistra; la battuta di interno destro è efficace ma il palo gli strozza l’urlo del gol in gola. Le squadre cominciano ad allungarsi e la partita diverte i presenti al Rigamonti–Ceppi. La Pro Vercelli mostra segnali di risveglio al 26’, grazie all’intraprendenza di Barale, che rientra sul destro e calcia in porta, senza però sorprendere l’attento Maffi. Capovolgimento di fronte e una spizzata di Cavaliere smarca Ciuffini, che ha tempo e spazio per calciare e arrotondare il risultato ma manca il bersaglio. Nell’area bluceleste irrompe Gasparoni, che prova a rimettere in piedi i suoi ma Maffi alza sopra la traversa. L’estremo difensore locale, pochi attimi più tardi, si ritrova davanti un groviglio di maglie bianche ma mantiene la lucidità necessaria per salvare la propria porta sulla deviazione sottorete di un ospite. La Pro Vercelli, a trazione anteriore, concede spazio agli avversari, che ripartono innescando Lillo, ipnotizzato dal neo entrato Squatritto.  Sale poi in cattedra Cozzi, che ruba il tempo a Bianchi e serve Lillo, nuovamente solo e nuovamente lento nel pensare alla giocata da attuare. Il tiro dell’attaccante bluceleste è ribattuto da un difensore vercellese. I piemontesi vanno a un passo dal «consolation goal», con una serpentina di Barale che propizia il destro di Petrassi, appena a lato. Il Lecco non chiude la partita ma, al fischio finale, ipoteca il secondo gradino del podio.  

IL TABELLINO

LECCO–PRO VERCELLI 2-0 RETI:  17’ Cavaliere Lo. (L), 44’ Bianchi (L) LECCO (3-4-3): Maffi 7, Urbano 6.5 (28’ st Rovelli sv), Barchi 6, Leone 6 (1’st Ciuffini 6), Bossi 6.5, Bianchi 7.5 (20’ st Petazzi 6), Cavaliere Lu. 6.5, Cavaliere Lo. 7.5 (21’ st Bosia 6), Ruggeri 7.5 (33’ st Cozzi 6.5), Cantadore 6 (28’ st Sam sv), Belcastro 6 (20’ st Lillo 5).  A disp. Bulaukin, Ferroni.  All. Tomanin 7. PRO VERCELLI (4-2-3-1): Magliocco 6 (36’ st Squatritto 6.5), Santi 6, Brollo 5.5 (28’ st Gullotta sv), Ferri 5.5 (1’ st Petrassi 6), Eusebione 5.5, Bianchi 6, Bresciani 6 (15’ st Amato 5.5), Gasparoni 6.5, Romano 5 (1’ st Fimiano 5.5), Viberti 5.5 (15’ st Leon Garcia 5.5), Messina 5 (1’ st Barale 6.5).  A disp. Dubois. All. Melchiori 5.5. ARBITRO:  Foresti di Bergamo 5.5. ASSISTENTI:  Andreoni di Milano e Minardi di Milano. AMMONITI:  Bianchi (L), Ferri (P), Petrassi (P).  

LE PAGELLE

LECCO Maffi 7 Assume qualche rischio di troppo giocando la palla con i piedi ma è efficace in più circostanze, soprattutto nella ripresa. Urbano 6.5 Quando ha campo davanti, lo sfrutta alla perfezione per le sue cavalcate. Impreciso e sfortunato quando si tratta di finalizzare. (28’ st Rovelli sv). Barchi 6 Svolge le sue mansioni di copertura senza particolari patemi d’animo. Leone 6 Un gradino sotto gli altri nel primo tempo e Tomanin lo sostituisce nell’intervallo per stanchezza (ma non è una bocciatura). 1’ st Ciuffini 6 Fa valere la propria autorità a centrocampo nei restanti 45’ di gioco, anche se spreca la palla utile per chiudere i conti. Bossi 6.5 Ottima gara in copertura, gli attaccanti della Pro Vercelli non riescono ad incidere per via di una fase difensiva granitica bluceleste. Bianchi 7.5 Il capitano rifila il colpo del KO agli avversari in chiusura di tempo e si esalta con chiusure provvidenziali nella frazione di ripresa che Tomanin gli permette di giocare. 20’ st Petazzi 6 Riceve il testimone da Bianchi e ha l’ingrato compito di non farlo rimpiangere: riesce nel compito con un ingresso in campo discreto. Cavaliere Lu. 6.5 Meno appariscente del suo collega sulla fascia opposta ma autore di una prova ordinata, più che soddisfacente. Cavaliere Lo. 7.5 Sblocca il risultato con opportunismo e perseveranza, costituisce una spina nel fianco dei vercellesi per buona parte di gara. 21’ st Bosia 6 Impiegato in un finale di partita non semplice, fa il suo senza sfigurare. Ruggeri 7.5 Direttore di un’orchestra a tinte blucelesti. Svaria sul fronte d’attacco facendo girare la testa agli ospiti e incanta il Rigamonti – Ceppi con guizzi in serie. 33’ st Cozzi 6.5 La caparbietà con cui anticipa il Bianchi di Vercelli e manda in porta Lillo è segno tangibile della voglia di incidere. Cantadore 6 È il primo a provarci, assembla l’antipasto del menu del giorno offerto dai ragazzi di Tomanin. (28’ st Sam sv). Belcastro 6 Tutto sommato, la prestazione è salvabile, anche se manca un po’ di concretezza in fase conclusiva. 20’ st Lillo 5 La Pro Vercelli nel finale concede praterie e lui dovrebbe essere il terminale offensivo, fresco e lucido per poterne approfittare. Ed invece, si divora due gol praticamente fatti. All. Tomanin 7 Bilancio stagionale positivo, la squadra ha chiuso il torneo con due prestazioni entusiasmanti, coronando un egregio lavoro.   PRO VERCELLI   Magliocco 6 Cerca di salvare il salvabile, specie sulla prima rete locale. Sul secondo, si configura un concorso tra i meriti di Bianchi e l’incertezza del reparto difensivo. 36’ Squatritto 6.5 Tiene in vita i suoi ribattendo a freddo la prima delle conclusioni di Lillo. Santi 6 La padronanza del campo dei Cavaliere lo mettono a dura prova e lui si destreggia come può. Brollo 5.5 Arginare Urbano è un arduo compito ed è lui a pagare dazio. L’esterno lecchese avanza più volte indisturbato partendo da dietro e lui si ritrova ad affrontarlo quando è già arrivato a ridosso dell’area. (28’ st Gullotta sv). Ferri 5.5 La linea mediana, da lui capitanata, è spesso in difficoltà e favorisce gli inserimenti di Cantadore senza colpo ferire. 1’ st Petrassi 6 La Pro Vercelli si scopre progressivamente e la difesa ne risente. Prova a rendere meno amara la sconfitta con un tiro insidioso che lambisce il palo. Eusebione 5.5 Si ritrova a dover fare i conti con le iniziative degli interpreti di spicco in maglia bluceleste e va spesso in difficoltà. Bianchi 6 Guida una retroguardia sofferente, a causa della superiorità mostrata dai lecchesi dalla trequarti in su. Un finale di campionato scialbo ma non pessimo. Bresciani 6 Pimpante nel primo tempo, con una stoccata da fuori area che rappresenta l’unico pericolo creato dai piemontesi nei 45’. Cala alla lunga, fino alla sostituzione. 15’ st Amato 5.5 Non dà l’apporto sperato in una mezzora abbondante di gara. Gasparoni 6.5 Ci prova più di tanti altri, dialogando con i compagni e arrivando più volte a ridosso dell’area bluceleste. Romano 5 Ha sul destro l’occasione per ribadire in rete e pareggiare i conti ma ne esce un tiro innocuo. 1’ st Fimiano 5.5 Entra dalla panchina senza dare la svolta sperata. Viberti 5.5 Va poco convinto su svariati palloni, il gioco passa spesso per i suoi piedi ma non si sviluppa come dovrebbe. 15’ st Leon Garcia 5.5 Come Fimiano, entra a gara in corsa ma le sorti del match mutano più a causa del calo di ritmo locale che dell’apporto dei singoli. Messina 5 Poco attivo sul fronte di sinistra e quando si tratta di coprire, consente a Urbano di guadagnare campo per le sue scorribande. 1’ st Barale 6.5 Si accende negli ultimi venti minuti con un paio di serpentine che costituiscono le note più apprezzabili della grigia mattinata vercellese. All. Melchiori 5.5 La «levataccia» e il viaggio non certo brevissimo non aiutano ma la squadra risulta inferiore al Lecco sotto tanti punti di vista.   ARBITRO Foresti di Bergamo 5.5 Il Lecco reclama un rigore a ragion veduta.  Fa valere la propria autorità ma incorre in qualche svista di troppo.  

LE INTERVISTE

Uberto Tomanin:  «Una vittoria che rappresenta la degna chiusura del nostro percorso. Mercoledì abbiamo fatto una partita molto simile contro l’Alessandria: abbiamo segnato due gol e ci siamo compattati in difesa. Oggi, il primo tempo è stato incredibile, a vederla dal campo c’era una percezione di dominio totale da parte nostra. I ragazzi sono stati bravi, questa è stata la settima partita in venti giorni e avrebbero potuto giocarne almeno altre quattro, vedendo la loro condizione a livello fisico, atletico e tecnico. La miglior vittoria, con un secondo posto conquistato creando un gap con le dirette concorrenti».  È mancata la ciliegina sulla torta, il terzo gol: «È il vizio che ci ha sempre contraddistinti ma sono convinto che questi errori possano aiutarci a crescere. Vedendo però le azioni che abbiamo sviluppato, direi che va bene così. Un bilancio finale sul lavoro: «È il primo anno tra i professionisti per molti tra i ragazzi. Penso che abbiano dimostrato il loro valore nel miglior modo possibile». Stefano Melchiori:  «Siamo partiti bene ma una volta subito il gol ci siamo spenti. Non lo prendo come alibi, ma ci siamo svegliati alle 5.30 per venire a giocare questa partita. Sicuramente questo ha inciso ma a prescindere, non è stata una partita come siamo abituati a fare. I ragazzi erano stanchi, siamo a giugno, poi tra Covid e altro, da un lato si può giustificare. Peccato per la sconfitta». Un’analisi complessiva dei margini di crescita della squadra: «I ragazzi sono cresciuti tanto, a me piace veder giocare a calcio, come oggi. Abbiamo sempre cercato il fraseggio, il calcio si sviluppa in questo modo e quindi i ragazzi devono imparare. La cattiveria agonistica e la determinazione non devono mancare ma occorre saper giocare a calcio in questo modo».
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