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Como classe 2004

L'undici iniziale lariano scelto da Cicconi per la finalissima contro il Monopoli

Under 17 Serie C

Como-Monopoli, le pagelle dei lariani: capitan Gatti è da dieci, Tremolada e Mollica a dir poco favolosi

Viganò è sotto età ma fa la differenza, Di Giuliomaria fa il bello e il cattivo tempo mentre Di Pentima si conferma un talento assoluto

Il Como batte con un perentorio 3-1 il Monopoli e si laurea campione d'Italia. Bastano sedici minuti ai ragazzi di Cicconi per archiviare la pratica pugliese, coronando con una prestazione sontuosa una stagione a dir poco trionfale.

COMO
Piombino 7 È chiamato in causa già dopo due minuti, ma si fa trovare pronto e para il tentativo di Tataru senza patemi. Nella ripresa si esibisce in un'altra parata semplice (6') e in un'uscita con i pugni sicura (13'). Non riesce però a tenere la porta inviolata, subendo un gol sul quale neanche il miglior Piombino avrebbe potuto fare di più
Viganò 8 Nel primo tempo gioca un po' più basso rispetto a Di Pentima, ma le poche volte in cui sale sa come essere decisivo. Con i piedi (educatissimi) e con le mani, come quando da una sua rimessa nasce un'occasione per i suoi dopo poco meno di venti minuti. Gioca sotto età ma è solo un dettaglio: non sente la pressione e gioca una partita più che positiva. Nella ripresa cresce esponenzialmente, coronando una finale giocata da protagonista a coronamento di una stagione fantastica (30' st Prioni).
Di Pentima 7.5 Lo guardi e pensi a uno dei più classici centrale difensivo. Senza nulla togliere ai difensori centrali (ruolo comunque già ricoperto dallo stesso terzino ai tempi della Vis Nova), Di Pentima è ben altro. Fisicamente sa essere devastante, così come quando ha spazi da attaccare sulla destra. Abbina all'altezza (fuori dal comune per i ragazzi della sua età) grandi qualità tecniche e buona intelligenza nelle letture difensive. Nella ripresa contribuisce a spingere sull'acceleratore per chiudere i giochi, mentre nel finale non corre rischi. Conclude la stagione con 990 minuti giocati: onnipresente e mai sostituito. Un motivo ci sarà e l'abbiamo visto.
D'Angelo 7.5 In fase di impostazione offre soluzioni ed è una garanzia per i compagni di squadra. Il solo lato negativo (se così su può definire) lo evidenzia quando il Monopoli salta il primo pressing e riparte in velocità, mettendo in difficoltà proprio il mediano di Cicconi. Per il resto fa sempre la scelta giusta, dimostrando qualità tecniche decisamente sopra la media. Nella ripresa non ha più di che preoccuparsi in fase difensiva e può concentrarsi nell'impostazione, non sbagliando praticamente nulla negli ultimi quarantacinque minuti.
Pozzoli 7.5 Semplicemente un centrale difensivo che sa fare tutto: dall'impostazione agli stacchi di testa, passando per le chiusure difensive. Sono servite proprio un paio di queste nel primo tempo per bloccare sul nascere le manovre offensive dei pugliesi. Nella ripresa gioca a livelli, se possibile, ancora più alti rispetto al primo tempo. L'unica macchia (per nulla indelebile) sulla sua prestazione è la leggerezza in occasione del gol del Monopoli. De Michele gli va via (forse con un fallo) troppo facilmente, dopo che era stato spostato sulla corsia di destra.
Ronco 7 Qualche indecisione in fase di impostazione, ma resta un primo tempo per lui molto positivo. Dimostra anche grande esperienza a giocare a certi livelli per la malizia che ci mette in campo, così come nel marcare il diretto avversario. Quando prende il tempo e stacca di testa (successo, tra le altre, in un'occasione nel finale del primo tempo) ruberebbe la scena anche al miglior Alessandro Bastoni. La ripresa è normale amministrazione, nonostante nel finale il Monopoli acceleri leggermente, trovando anche il gol che accorcia le distanze.
Tremolada 9 Annulla totalmente il diretto avversario, giocando una partita lontano dai riflettori ma senza dubbio utile alla causa. Dieci minuti prima del duplice fischio potrebbe diventare l'eroe di giornata ma il suo destro - mix di coordinazione e potenza - è formato dall'interno del palo. Il discorso cambia sensibilmente nella ripresa, quando sblocca la gara e tre in stagione. C'è tuttavia un piccolo dettaglio: i tre gol sono arrivati tutti nella fase finale: uno nei quarti contro il Cesana, uno in semifinale contro il Renate e uno in finale.
Gatti 10 Quando prende il pallone dà la sensazione di poter cambiare la partita. I suoi strappi sono un autentico marchio di fabbrica, così come la costanza con la quale fornisce palloni alla coppia di attaccanti. Tuttavia il primo tempo fornisce solamente un assaggio delle sue qualità, dimostrate come lui sa fare nei secondi quarantacinque minuti. In primis offre un assist meraviglioso a Tremolada, dopodiché si mette in proprio al 16' e corona una prestazione eccezionale con un gol di pregevole fattura. Capitano vero: il carisma c'è, ma la differenza la fa con una leadership dal punto di vista tecnico decisamente invidiabile (46' st Settimo sv).
Duchini 7.5 Se il suo zampino c'è in quasi tutte le occasioni del Como non piò essere un caso. Di sponda gioca con una qualità a tratti disarmante, come la stessa che contraddistingue il diretto avversario. Quando si cerca con Di Giuliomaria formano una coppia di assoluto talento, capace di far male in qualsiasi momento. Nella ripresa ci prova con un bel destro da fuori ma non trova la via del gol. Peccato perché sarebbe potuto salire in doppia cifra. Poco male, considerando il contributo che ha dato in questa stagione sotto ogni punto di vista (36' st Schiavo sv).
Di Giuliomaria 8.5 Quando in giornata può essere un'autentica spina nel fianco per praticamente tutte le difese. Caso vuole che in questa stagione è decisamente raro non trovarlo in giornata, così come in questa finale. Fornisce un assist delizioso a Tremolada, dopo un primo tempo che lo ha visto altrettanto grande protagonista. Dopodiché si prende la scena con un gol strepitoso (il settimo stagionale) che chiude virtualmente la partita. Che fosse un centravanti polivalente e di assoluto talento lo sapevamo, ma un gol e un assist in finale è il giusto epilogo per una seconda parte di stagione da assoluto protagonista.
Mollica 8.5 Crea costantemente superiorità numerica quando ha modo di essere servito tra le linee. Parte tuttavia da mezzala, ma per caratteristiche e dinamica gioca quasi da trequartista aggiunto. Dai suoi piedi passa l'azione del vantaggio, mentre nel primo tempo solo un paratone di Bellavista gli nega la gioia del gol. La sua prestazione rimane comunque da incorniciare: dalla corsa alla fisicità, passando dalla tecnica e dalla leadership. In lui c'è tutto. In poche parole, un centrocampista totale (30' st Righetto sv).
All. Cicconi 10 Che dire? Secondo Scudetto della sua straordinaria carriera da allenatore, arrivato al termine di una stagione a dir poco trionfale. Zero sconfitte, una regular season da incorniciare e una fase finale da grandissima squadra: quello è il come di Cicconi. Quattro anni dopo l'ultima volta il tecnico torna sul tetto d'Italia: lo fa ancor con il Como, ancora con l'Under 17, ancora in Emilia Romagna. L'Orogel del 2017 come il Benelli di Ravenna, i classe 2000 come i classe 2004: due annate tanto diverse quanto simili. Per cuore, orgoglio ed epilogo finale. Per quanto riguarda i meriti, serve davvero dirlo?

ARBITRO
Viapiana di Catanzaro 8 La partita è decisamente corretta, ma è bravo nello stemperare gli episodi di nervosismo manifestati nei novanta minuti. Sono stati pochissimi, vero, ma lui è sempre stato sul pezzo senza mai perdere il controllo della situazione. Non c'è tuttavia da stupirsi: una finale di questo calibro non poteva che essere diretta da un arbitro di questo calibro, chiamato solamente nel finale a tirare fuori due cartellini gialli.

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