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Under 17 Serie C

Il Nord batte il Sud: il Padova fa piangere l'Avellino e si giocherà lo Scudetto

Un gol nella ripresa di Tiveron vale ai veneti l'accesso alla finalissima

Avellino-Padova

Uno scatto della semifinale tra Avellino e Padova

Soffrire ma resistere, dominare ma non pungere, insistere e guadagnarsi meritatamente l'ultimo atto. È il Padova la prima finalista di Under 17: un gol nella ripresa di Tiveron stende l'Avellino, vale la finalissima Scudetto contro la vincente di Pergolettese-Cesena (calcio d'inizio alle ore 20) e regala a Rossettini la chance di salire sul tetto d'Italia per la prima volta in carriera. Nel trionfo biancorosso c'è tantissimo del tecnico veneto, le cui scelte dell'intervallo hanno cambiato radicalmente la partita. Dopo un primo tempo in balìa dell'Avellino, con i campani vicinissimi al gol in due occasioni con Ciociola (traversa e paratona di Manciaracina), a inizio ripresa entrano Ebosele, Dalla Vestra e Menetto: le conseguenze? Netto predominio territoriale e tre palle gol nitide, di cui una trasformata in gol che regala al Padova una storica finalissima.

LUPI

Già dai minuti che precedono il fischio d'inizio si è percepito cosa avrebbe potuto offrire l'avvio di gara, quando i ragazzi dell'Avellino hanno intonato un inno motivazionale stile All Blacks. "Lupi, lupi, lupi" si sente dai 2005 di Fabbro, con l'undici biancoverde che assume le sembianze di un branco coeso e ben strutturato: sia nella disposizione in campo, un 3-5-2 vecchia scuola con Napolano e Di Martino a tutto campo sulle corsie, Esposito in cabina di regia e Inderst a guidare la difesa, che nelle gerarchie. I lupi alfa sono due e portano nomi e cognomi precisi: Salvatore Fusco, già autore di due gol dagli ottavi di finale in poi, e Michele Ciociola. Il primo agisce da numero 9, utilizza bene la prestanza fisica quando c'è da giocare di sponda e rappresenta un partner ideale per il secondo, forte di un mancino fatato e di un baricentro basso che ricorda il miglior Messi. Nell'azione che porta i campani un passo dal vantaggio è lui il protagonista: parte dalla destra, raccoglie l'invito di Giampietro, si accentra con qualità e infine lascia partire un mancino indirizzato all'incrocio che si infrange sulla traversa (11'). Sulla ribattuta il primo ad arrivare è Fusco, il cui tentativo finisce però alto e non preoccupa più di tanto Mangiaracina. Nulla in confronto a quanto accade a cavallo del 30', quando l'Avellino ha altre due chance di fare male: prima con Napolano (27'), poi ancora con Ciociola (32'). In entrambi i casi è quasi miracoloso Mangiaracina, con il Padova che ringrazia e riesce a mantenere lo 0-0 fino all'intervallo.

DUE VOLTI

Essere andato all'intervallo sullo 0-0 appare come una manna dal cielo per Rossettini, che si presenta in campo con un modulo tutto nuovo e tre cambi rispetto alla prima frazione: il 4-4-2 iniziale diventa un 4-3-1-2 con Pedron rifinitore, mentre Brugnolo, Antonello e Crescini lasciano spazio a Ebosele, Menetto e Dalla Vestra. I problemi evidenziati nel primo tempo sembrano superati, anche se quanto fatto nei primi 45 non è proprio tutto da buttare. Le occasioni da gol, ad esempio, non sono mancate: dal colpo di testa di Crescini (18') al tentativo parato di Grosu (29'), passando per un destro terrificante di Bacci che nel finale di tempo esce a lato di un soffio (47'). Tentativi tuttavia troppo fievoli per battere La Sala, ma quello del secondo tempo è un Padova diverso e lo si evince dopo appena 20 secondi: Ebosele scambia con Beccaro e arriva sul fondo, laddove semina il panico e serve a rimorchio Dalla Vestra, che colpisce una clamorosa traversa. Passano tre minuti e lo show di Ebosele giunge al secondo atto: questa volta è lui stesso ad essere servito da Dalla Vestra, ma il suo destro si spegne sul fondo. A completare il primo quarto d'ora di fuoco ci pensa Fusco, la cui azione personale - iniziata lasciando sul posto Ebosele e proseguita con un bel diagonale, parato egregiamente da Mangiaracina - porta l'Avellino ancora vicinissimo al vantaggio (15'). L'ultima mezz'ora è a due volti. Il primo racconta di una partita bloccata e apparentemente destinata ai supplementari, il secondo è una prova di forza impressionante del Padova. Dopo le chance capitate a Salvato (30') e Dalla Vestra (33'), a deciderla è Tiveron: palla dentro di Boi, sponda di Simionato - nel frattempo subentrato a Susano - e destro in buca d'angolo del numero 8 (35').

IL TABELLINO

AVELLINO-PADOVA 0-1
RETE: 35' st Tiveron (P).
AVELLINO (3-5-2): La Sala 6.5, Giampietro 7, Di Martino 7, Esposito 6.5 (17' st Sgambati 6), Di Paola F. 6.5, Inderst 6, Napolano 6 (17' st Solaro 6), Rusciano 6.5, Fusco 7 (23' st D'Anna 5), Cucciniello 6, Ciociola 7 (5' st Lonardo 6.5). A disp. Brodella, Del Percio, Fabbricatore, De Rosa, Argento. All. Fabbro 6.5.
PADOVA (4-4-2): Mangiaracina Lopez 7.5, Brugnolo 5.5 (1' st Ebosele 7.5), Antonello 5.5 (1' st Dalla Vestra 7.5), Bacci 7 (28' st Salvato sv), Boi 6.5, Susanu 6 (28' st Simionato sv), Grosu 7, Tiveron 8, Crescini 6 (1' st Menetto 6.5), Pedron 7, Beccaro 6.5. A disp. Cherubin, Masiero, Tusha, Destro. All. Rossettini 8.
ARBITRO: Caruso di Viterbo  7.5.
ASSISTENTI: Pazzarelli di Macerata e Persichini di Macerata.

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