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Under 17 Serie C

Casadei entra e riscrive la storia: il Cesena è campione d'Italia

Un gol nella ripresa decide la finalissima, cade il Padova di Rossettini

Cesena Under 17

Diego Rossi, capitano del Cesena, alza la coppa al cielo di Fermo: i romagnoli sono Campioni d'Italia

Segnare il gol decisivo per la vittoria ti rende grande. Segnare il gol decisivo in una finale ti rende grandissimo. Segnare il gol decisivo in una finale Scudetto ti rende un eroe. Un gol nella ripresa di Tommaso Casadei regala al Cesena il terzo Tricolore della propria gloriosa storia, 36 anni dopo l'ultimo trionfo con la formazione Primavera (1986) e 40 anni dopo il primissimo successo emiliano, ottenuto sempre la propria seconda squadra. Oggi come allora, è tripudio bianconero: dopo una cavalcata strepitosa iniziata con una regular season dominata (primo posto in solitaria) e una fase finale giocata da grandissima squadra nonostante l'assenza per squalifica del bomber della squadra Amadori, l'ultimo atto contro il Padova incorona la formazione di Masolini. Una finale tiratissima, dominata in lungo in largo nella prima ora di gioco ma passata a soffrire negli ultimi quindici minuti, quando la formazione di Rossettini ha sfiorato il gol con Beccaro (chiuso in uscita da Galassi), due volte con Dalla Vestra (pallonetto di poco alto e conclusione parata) e altrettante con Boi (colpo di testa sulla traversa prima, parato dall'estremo difensore bianconero poi). Si conclude con le lacrime il percorso dei veneti, usciti comunque a testa altissima dal Bruno Recchioni di Fermo dopo 90 minuti che non possono cancellare quanto di buono fatto da agosto scorso ad oggi.

BRAVURA

La bravura di Masolini sta nel dimostrare quanto un semplice accorgimento tattico possa rivoluzionare il rendimento di un collettivo. Il Cesena è tutta un'altra squadra rispetto quella che ha battuto ai calci di rigore la Pergolettese: per il modulo, un 4-3-3 volto ad aumentare la densità a centrocampo a scapito del 4-2-3-1 della semifinale; per gli interpreti, vista la fiducia ai gemelli Valentini (Filippo in mediana, Federico in difesa), Domeniconi sulla corsia destra e Guidi in avanti; per l'atteggiamento, capace di cogliere impreparato il Padova e lasciargli solamente le briciole; per la pericolosità, riassumibile con il numero delle occasioni create. Sono in totale quattro, una delle quali capace di far drizzare i capelli a Mangiaracina. Castorri parte palla al piede dalla destra e fa quello che vuole: prima approfitta di una dormita di Grosu, poi si beve in un colpo solo Boi e lo stesso Grosu. Tale iniziativa gli concede una doppia chance per portare avanti i suoi, ma in entrambi i casi Mangiaracina è bravo a metterci una pezza e a mantenere in partita il Padova (9'). Tra i veneti si evidenzia invece solo una novità rispetto alla titolare che ha battuto l'Avellino: dentro Masiero per Antonello, con Rossettini che dà fiducia al 4-3-1-2 che tanto bene ha fatto nella ripresa della semifinale. 

C'È CASADEI

Purtroppo per il Padova, il Cesena non è l'Avellino. Il primo tempo dei biancorossi è più un provare a non prenderlo che provare a farlo, anche se l'occasione capitata a Pedron nel recupero avrebbe potuto cambiare diametralmente la storia della finale: ripartenza iniziata e conclusa dallo stesso numero 10, che entra in area dal lato corto di sinistra ma sul più bello non trova la porta per questione di centimetri. Troppo poco per non spingere Rossettini a ridisegnare il proprio undici, rientrato in campo nella ripresa con due interpreti diversi e un modulo tutto nuovo: dentro Ebosele e Menetto per Crescini e Masiero, con conseguente passaggio al 4-2-3-1 con Bacci alle spalle di Beccaro e in marcatura a uomo su Filippo Valentini, fulcro del gioco del Cesena. La contromossa di Masolini arriva puntuale dopo 8 minuti e, dettaglio non indifferente, decide la finale. In particolare è l'ingresso di Tommaso Casadei a indirizzare la partita in favore dei bianconeri, abile nello sfruttare una voragine difensiva lasciata dal Padova: galoppata palla al piede alla Lucio, Susanu lasciato sul posto e mancino in diagonale che non lascia scampo a Mangiaracina (13'). L'ultima mezz'ora è roba da cuori forti. Sponda Cesena, complice anche la girandola di cambi messa in atto da Masolini, non c'è alcuna voglia di cercare il raddoppio; viceversa, sponda Padova c'è invece la fretta di dover riaprire il discorso Scudetto. Il merito dei veneti sta nel riuscire a creare quattro palle gol nitide con Dalla Vestra, Beccaro e Boi; la bravura degli emiliani è invece quella di tenere botta e far partire la festa al triplice fischio di Di Mario di Ciampino.

IL TABELLINO

PADOVA-CESENA 0-1
RETE: 13' st Casadei T. (C).
PADOVA (4-3-1-2): Mangiaracina Lopez 7, Brugnolo 6 (20' st Salvato 6.5), Grosu 6, Bacci 6.5, Boi 7, Susanu 6, Masiero 6 (1' st Menetto 6), Tiveron 6 (20' st Dalla Vestra 6.5), Beccaro 6, Pedron 7, Crescini 6 (1' st Ebosele 6, 28' st Antonello 6.5). A disp. Cherubin, Simionato, Frison, Destro. All. Rossettini 6.5.
CESENA (4-3-3): Galassi 7, Domeniconi 7 (36' st Brighi sv), Rossi 6.5, Valentini Fi. 6.5 (8' st Casadei T. 8), Trocchia 7, Valentini Fe. 6 (8' st Venturelli 6), Campedelli 6.5, Ghinelli 7, Castorri 7.5 (36' st Maroncelli sv), Giovannini 7.5 (36' st Maltoni sv), Guidi 6 (21' st Coveri 6). A disp. Casadei A., Casadei F., Magnani. All. Masolini 9.
ARBITRO: Di Mario di Ciampino 7.5.
ASSISTENTI: Alessandrino di Bari e Massari di Molfetta.
AMMONITO: Tiveron (P).

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