Cerca

Ispra Under 17: Cerri vuole maturità dai suoi ragazzi

Ispra Under 17
In prima posizione per differenza reti nel campionato provinciale Under 17 di Varese c'è l'Ispra, allenata da Cerri. Tra un buon risultato all'esordio della stagione e la qualifica di favorita alla vittoria finale c'è un gap non indifferente, ma il tecnico è convinto che la sua squadra abbia le carte in regola per poter stare nelle prime posizioni della classifica e dare fastidio alle contendenti per il titolo. Da quanti anni allena? Ha un passato da calciatore? «Sì, io ho giocato a calcio, diversi anni fa. Non mi ricordo quasi più quando talmente tanti anni sono passati, ma intorno all'85-86. Ho giocato nella Sestese in Promozione, ma ho smesso presto, perché ho subito delle fratture al ginocchio in più punti e all'epoca non essendoci tutte le tecnologie cliniche di oggi, era difficile riprendersi dopo un così grave infortunio. Ho avuto poi la fortuna di avere due figli: un '95 e un '98 che hanno giocato nelle giovanili del Monza e li ho seguiti molto nel loro percorso calcistico. Il minore ha poi giocato gli ultimi due anni nel Varese, dal 2012 al 2014, l'anno in cui c'era anche Leonardo Pavoletti. Seguendo loro è nata questa passione e ho deciso di iniziare ad allenare e ora sono tecnico da ormai sette anni. Ho iniziato con l'Accademia Somma, dove ho dato una bella mano, perché i ragazzini erano alle prime armi. Dopo qualche anno a Vergiate sono finito a Ispra, dove alleno Allievi e Giovanissimi: mio figlio Federico mi fa da secondo con gli allievi e, oltre che darmi una grande soddisfazione, mi aiuta molto nel mio lavoro. L'anno scorso è stata un'avventura un po' rocambolesca per via dell'emergenza covid-19: ho lavorato un po' sul posto e un po' online ed è stato complicato. Ora ci sarà da vedere se e quando si potrà riprendere, ma soprattutto come». Quali sono le aspettative per la stagione in corso, considerando anche il vostro primo risultato ultra positivo? «Le aspettative erano e sono abbastanza alte, anche perché la squadra è più o meno la stessa da qualche anno, fatta eccezione per qualche ragazzo che giustamente è andato a fare esperienze più importanti. Vincere non è mai facile, in nessuno sport, ma è anche vero che bisogna sempre porsi degli obiettivi e lottare per raggiungerli. Noi vogliamo stare il più in alto possibile in classifica e cercare di non rendere vita facile ai nostri avversari. Abbiamo fatto appena una partita, perciò non è ancora possibile stabilire con certezza chi possano essere i nostri diretti avversari per la lotta al titolo. L'esordio è andato alla grande, ma diciamo che la squadra avversaria era un po' indietro rispetto a noi. Vero è che anche nelle sfide amichevoli pre-campionato abbiamo fatto delle belle figure, sono state gare che ci hanno dato la consapevolezza di poter fare qualcosa di grande in questo campionato. Io sono sempre stato convinto delle potenzialità dei ragazzi e ora anche loro cominciano a rendersi conto di ciò che possono fare». Lei che tipo di allenatore si definirebbe? Qual è il suo sistema di gioco e come insegna il calcio ai ragazzi? «A me piace innanzitutto far giocare i miei ragazzi a calcio, voglio che non buttino mai via il pallone; ho qualche allenatore conosciuto a cui mi ispiro: mi piacciono molto Guardiola e il cholo Simeone. Da loro cerco di prendere ispirazione per poi applicare il mio modo di giocare ai sistemi di gioco che più si addicono alla squadra che alleno, perché dipende tutto dalle caratteristiche dei giocatori che hai a disposizione. A me piace usare il 4-2-3-1 e insisto sempre per poter lavorare su questo modulo, ma anche il 4-3-3 rappresenta una valida alternativa a mio avviso. Abbiamo avuto a disposizione poco tempo per sperimentare, quindi per ora non abbiamo un sistema di gioco fisso. Per quanto riguarda i 2006 il discorso è diverso, loro sono molto indietro, anche se stanno lavorando tanto, devono migliorare ancora parecchio per arrivare al giusto livello, perciò con loro sto utilizzando il 4-4-2, che è un modulo molto semplice per cominciare». C'è qualche elemento particolarmente talentoso che spicca su tutti? «Diciamo che è il primo anno in cui all'intero della rosa non c'è un elemento che prevale sull'altro. Sono tutti ottimi giocatori e tutti più o meno sullo stesso livello. Ciò che fa la differenza è la testa. A livello di capacità tecniche ho 20 ragazzi che si equivalgono. Poi ci sono qui 2-3 che sono molto avanti mentalmente, usano bene la testa e riescono a fare la differenza. Perciò i miei allenamenti sono anche improntati su questo, sulla mentalità. Centrocampo ed esterni sono sicuramente i nostri punti di forza. Furiga, il nostro capitano, è un ragazzo molto intelligente e calcisticamente è molto avanti, il centrocampo lo affido a lui. Abbiamo purtroppo perso, forse per l'intera stagione, i l nostro centrale per un infortunio; perdita che pesa, perché anche lui, oltre ad essere forte tecnicamente, ha una mentalità che lo fa stare un gradino sopra gli altri. Perna è un esterno dalle ottime capacità, ma è forse un po' più debole mentalmente. Sono soddisfatto della squadra che ho e sono convinto che questi ragazzi possano togliersi tante soddisfazioni».
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400