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Malnatese Under 17: la nuova "mina vagante" di Stefano Nati che non vuole essere disinnescata

Stefano Nati Malnatese u17

Stefano Nati Malnatese u17

“Affrontare l’Atalanta è come andare dal dentista” diceva Pep Guardiola prima di affrontare la squadra neroazzurra di Bergamo. Ecco, con le dovute proporzioni, è questa la sensazione con cui dovranno scontrarsi le squadre del girone B dell’Under 17 quando si troveranno davanti la Malnatese, etichettata come la vera mina vagante del campionato e che è pronta ad esplodere contro chiunque non riesca a disinnescarla come si deve, favorite comprese. A farne le spese, nella prima ed unica giornata fin qui disputata è stata la Besnatese, caduta per 2-1 in casa, di fronte ad una squadra che ha giocato a viso aperto fin dall’inizio, come racconta Stefano Nati, la nuova guida tecnica chiamata dalla società alle redini di questo gruppo: «L’esordio con la Besnatese è stato ottimo, forse un po’ sofferto nel finale, perché siamo passati da un possibile 3-0 ad un 2-1 in pochi istanti, ma devo dire che nel complesso la squadra ha subito fatto vedere quello che ho chiesto, ossia un gran possesso palla e un coinvolgimento nel gioco di tutti e 11 i giocatori in campo. Devo ammettere che sono contento che i ragazzi abbiano appreso così in fretta ciò che ho chiesto». Una filosofia, quella di Nati, che ha alle spalle più di 20 anni di esperienza, con numerosissime panchine nella provincia tra cui Lavena Tresiana, Tre Valli, Aurora Induno, Belfortese, Viggiù, Cuassese… Squadre molto diverse, ma accomunate da un unico fattore comune, ossia il fatto di aver guidato sempre e solo un'unica categoria: la Juniores: ۫«L’under 19 è una categoria che mi ha sempre affascinato molto, e non a caso ho sempre scelto esperienze di questo tipo, anche quando magari c’erano alcune proposte di prime squadre. È un’età che mi piace, perché ti confronti con dei ragazzi che non sono ancora degli uomini, ma nemmeno dei bambini, e con cui mi viene naturale avere un buon rapporto e una buona confidenza, per cui mi ero abbastanza specializzato in questa categoria». Ed allora è necessaria una proposta più che convincente per far passare Nati, specialista dell’under 19, al campionato under 17, ed essa arriva direttamente da Malnate, con il nuovo Ds Gerardo Musciagli, che non ha avuto tentennamenti nel sceglierlo per la guida dell’annata 2004, nonostante l’esordio nella categoria. Scelta che fino ad ora si è rivelata più che azzeccata, con l’ottimo feeling tra la squadra e l’allenatore che si è fin da subito creato: «Quando mi è arrivata la proposta di cimentarmi nel campionato Allievi devo ammettere che un po’ di tentennamento l’ho avuto, tuttavia ho scelto di buttarmi in questa avventura e per ora non me ne sto affatto pentendo. Con mia grande sorpresa ho notato che tra questa squadra e le varie Juniores che ho allenato non c’è molta differenza, specialmente a livello di gioco. Anche se l’età è differente, il mio approccio è sempre lo stesso, ossia quello del rispetto: se come allenatore io non lo do ai miei ragazzi, di certo non posso pretenderlo da loro». Ma non c’è stato solo un cambio di categoria per Nati, ma anche l’approdo in una società, che fin da subito ha impressionato l’allenatore, specialmente nei dettagli, tra cui uno in particolare: «Di solito non sono uno da frasi fatte, infatti se negli anni ho cambiato così tante società è anche perché non mi nascondo nel dire ciò che penso, ma devo dire che ho fin da subito trovato un’organizzazione eccezionale, un rispetto reciproco da parte di tutti e una collaborazione fantastica. In particolare, c’è un dettaglio che fa capire bene cosa voglia dire essere in questa società: nella prima partita che abbiamo giocato, contro la Besnatese, il nostro dirigente accompagnatore è stato il presidente Marco Bernasconi; tuttavia, nonostante appunto fosse il presidente, si è messo totalmente a disposizione della squadra, ha distribuito le maglie ed il materiale, ha portato le borracce... Questo dimostra il livello di attaccamento che c’è per questa società, e per i ragazzi che gli appartengono. In più, come se questo non bastasse, ho anche la fortuna di avere un vice, Ferdinando Battaini, che mi facilita di molto il lavoro. Quando sei in queste condizioni, dare il tuo meglio diventa quasi automatico». Ed allora ecco che sarà proprio questo il compito di Nati, cercare di dare il massimo per ottenere il massimo da questo gruppo, non solo però in questo tormentato campionato, ma specialmente nell’ottica di far arrivare pronto questo gruppo nella categoria che più di tutte lui conosce: «Penso che questi ragazzi abbiano le carte in regola per poter dire la loro anche l’anno prossimo in Juniores; si forse potranno pagare qualcosa fisicamente, ma a livello di gioco e di mentalità possono essere tranquillamente protagonisti, magari non subito dal primo anno, ma sicuramente nel secondo sarà dura confrontarsi con loro. Sono convinto che lo possano fare anche in questo anno, nonostante il nostro sia decisamente un girone di ferro. Non puntiamo a vincere il campionato, ma di certo non faremo sconti a nessuno, chiunque voglia i tre punti da noi dovrà sudare, altrimenti non facciamo complimenti a dare dispiaceri anche a chi lotta per il titolo».
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