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Besnatese Under 17, Taverna: «Girone di ferro, ma il calcio a volte è strano»

Daniele Taverna
«Molti dei miei ragazzi hanno la mentalità giusta», così Daniele Taverna parla del suo gruppo della Besnatese, squadra che milita nel girone B del campionato provinciale Under 17 di Varese. «Il calcio è cambiato» dice Taverna, che vorrebbe un salto di qualità mentale in alcuni dei suoi. Il passato calcistico di Taverna inizia quando il tecnico aveva 9 anni: «Ho iniziato a giocare a calcio quando ero molto piccolo. Ho iniziato dalla Ternatese per passare dal Sant'Alessandro fino a fare gli Allievi alla Gallaratese: con loro ho partecipato ai regionali fascia B, nell'83-84. Poi sono passato alla Crennese e sono stato lì per parecchi anni, ho fatto gli Allievi per poi arrivare in prima squadra. Dopo una piccola parentesi da militare sono tornato a giocare un altro anno a Crenna e poi a Fagnano, Oggiona e Coarezza. La massima categoria in cui ho giocato è stata la prima categoria. Sono comunque molto soddisfatto della mia carriera da calciatore. Uno degli ultimi anni in cui giocavo mi ha chiamato un mio vecchio allenatore per aiutarlo, l ui poi non è stato bene e quindi ho finito io la stagione, da lì è partito tutto, io volevo fare il mister. Ho iniziato subito con i Giovanissimi e da quel momento in poi mi hanno iniziato a chiamare in diverse società. Sono 12 anni che alleno ormai. La scorsa stagione ho allenato gli Esordienti, ma mi sono accorto che non mi trovo benissimo con i piccolini; ho sempre avuto in mano Juniores e credo che sia la fascia di età con cui mi sono sempre trovato bene e che preferisco allenare». A Taverna non piace auto celebrarsi o elogiare particolarmente il proprio gioco, perchè, a questi livelli, il grosso del merito va ai giocatori: «Lascio che siano gli altri a definirmi come allenatore, non mi piace esaltarmi. Non ho uno stile di gioco che seguo particolarmente; poi uno può dire che gli piace il bel gioco, ma a questi livelli la differenza la fanno quasi unicamente i giocatori, se non hai ragazzi con una grande qualità il bel gioco non lo puoi fare. L'allenatore fa il giocatore, ma se i giocatori viaggiano e sono di livello poi diventi automaticamente bravo tu che li alleni: questo è il succo del calcio. Anche il modulo che utilizzo non è sempre lo stesso, dipende tutto dai ragazzi che hai in mano. Ho provato diverse volte il 4-1-4-1 e soprattutto il 4-4-2, modulo molto semplice. Poi dipende anche dagli avversari che incontri, a seconda della formazione che hai di fronte devi essere bravo a cambiare. L'anno scorso ero all'Antoniana agli Esordienti, la cosa mi stava stretta, quindi quando mi hanno proposto la Besnatese ho accettato subito». Il tecnico ha preparato ai ragazzi del lavoro da svolgere durante lo stop, per non dover ripartire da zero nel momento di un'eventuale ripresa: « Avevamo iniziato anche bene, su 5 partite avevamo ottenuto quattro vittorie e un pareggio. Poi alla prima di campionato ci è arrivata la doccia fredda con una sconfitta, poi c'è stato lo stop. Io ho parlato con i ragazzi e gli ho preparato una scaletta per fare un po' di preparazione atletica, ma so benissimo che pochi la rispetteranno. Il calcio è cambiato: 20 anni fa c'era solo quello, oggi invece con tutte queste distrazioni spesso lo sport passa in secondo piano. Impossibile che i ragazzi si tengano in forma allo stesso modo, spero solo di non trovare dei ragazzi completamente fuori forma e dover ricominciare totalmente da zero tutto il lavoro. Forse è anche per questo che il livello si è abbssato negli ultimi anni, perchè ora basta iscriversi alla scuola calcio per avere la "garanzia" di giocare, una volta dovevi dimostrare di meritarti quel posto. Nel mio gruppo c'è qualche ragazzo che ha la mentalità giusta. Ne ho una ventina in mano e almeno la metà ci metterebbe la testa, con la giusta voglia, ma non ci si può aspettare che tutti abbiano la stessa voglia». Taverna ha poi fatto un piccolo pronostico sulla stagione, mostrandosi un po' preoccupato: «Io ad inizio stagione l'avevo già fatto un pronostico e la mia squadra l'avevo messa terz'ultima. Ora non so se le cose sono cambiate, anche perchè lo stop potrebbe aver indebolito qualche squadra più di altre. Ciò che sappiamo è che siamo in un girone con almeno 6-7 squadre che sono su di altro livello rispetto a noi e questo è un dato che dobbiamo assorbire ed accettare. Nel calcio bisogna essere obiettivi, perciò non sarebbe giusto che io dicessi che possiamo giocarci le prime due posizioni. Poi il calcio è strano, la palla è rotonda e tutto può succedere in questo sport. Se tutti danno l'anima in ogni partita si può anche pensare di poter costruire qualcosa di importante. La società è comunque consapevole della squadra che ho in mano, cerchiamo di dare il massimo e poi sarà il campo a parlare».
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