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Ardor San Francesco Under 17, Matteo D'Alise bomber giallorosso

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Iniziamo il viaggio alla scoperta dei nuovi talenti del nostro calcio provinciale, di quei ragazzi che ogni domenica sono pronti a dare battaglia nei campionati del settore giovanile. Abbiamo incontrato Matteo D'Alise, classe 2004, attaccante con il fiuto del gol dell' Ardor San Francesco, impegnato nel campionato Under 17 di Torino. La prima cosa che ci ha colpiti di questo ragazzo di San Carlo Canavese è la sua maturità come persona, come evidenziato nella chiacchierata che ci siamo fatti. Matteo, raccontaci della tua esperienza calcistica fino ad oggi e delle soddisfazioni che ne hai tratto finora... «Ho iniziato sin da quando ero molto piccolo, a cinque anni, al San Maurizio dove sono stato per sei anni e in quel periodo ho avuto delle belle e grandi soddisfazioni andando a giocare con il Torino e la Juventus in vari provini. Oltre a queste, che sono state le prime, un paio di anni fa abbiamo avuto una bella esperienza a Verona, dopo che l'Ardor ha fatto l'affiliazione con il Chievo, per un breve torneo e successivamente sono rimasto li a Verona per partecipare ad uno stage, riuscendo anche a giocare con la squadra del Chievo stesso» Quali sono i tuoi obiettivi personali? «Il mio obiettivo è quello di crescere con il calcio sia come calciatore che come persona, per ambientarmi bene nella vita ma in ogni caso lo scopo principale, come penso sia quello di tutti i ragazzi che giocano a pallone, è quello di diventare calciatore, di rendere questo hobby una passione sperando che possa alla fine diventare un lavoro» Già due doppiette in due partite contro Torinese e Fiano, entrambe pareggiate, che tipo di attaccante sei? «Inizialmente tendo a partire come esterno, però a me piacerebbe molto giocare come seconda o mezza punta in modo da ricevere sempre più palloni e poter giocare magari in modo autonomo, quasi come voglio. Però onestamente anche da esterno mi ritrovo molto bene perché riesco a sfruttare la mia velocità e la mia tecnica per poter poi concludere a rete» Come riesci a conciliare la famiglia e lo studio con gli impegni calcistici? «In realtà riesco a conciliare il tutto con nemmeno troppa fatica; ho imparato ad organizzare tutto bene tra la scuola (faccio il liceo scientifico a Rivarolo) ed il calcio. La mia famiglia gioca un ruolo molto importante perché mi è molto d'aiuto specialmente per il calcio, per gli allenamenti durante la settimana a San Francesco  al Campo e conseguenti spostamenti. Alla fine riesco a coordinare il tutto in maniera facile» [caption id="attachment_241644" align="aligncenter" width="1512"] Matteo con la divisa dell'Ardor San Francesco[/caption] Il calcio dilettantistico non si è mai trovato in una situazione così complicata come quella attuale. Tu cosa ne pensi e nella tua squadra come state seguendo la cosa? «Dopo lo stop noi avevamo giocato due partite di campionato. Per prima cosa abbiamo continuato ad allenarci al campo poi purtroppo, dopo il DCPM, abbiamo smesso tutti continuando solo con un lavoro individuale da casa, seguendo gli schemi che il mister Ragusa ci aveva dato, ma allenarsi individualmente non è chiaramente comparabile a un lavoro fatto tutti insieme. E' una situazione surreale, in squadra ne abbiamo parlato soprattutto all'inizio. Personalmente penso che, appena si potrà, sarà giusto ripartire perché già siamo stati fermi per cinque mesi tra febbraio e giugno, anche se purtroppo non si poteva fare diversamente» C'è qualche partita che porti particolarmente nel cuore? «Si, ed ero nella Scuola Calcio. Mi ricordo che giocavo nel San Maurizio, sicuramente erano i Pulcini a cinque, e avevamo vinto 2-0 sul campo della prima in classifica che era il Leinì riuscendo poi alla fine di quell'anno a vincere anche il campionato. E' vero che in quei campionati bisognava soprattutto divertirsi, però personalmente quando vincevo mi divertivo di più» Uscendo dal rettangolo di gioco, che hobby e passioni hai oltre al calcio? «In primis la principale passione riguarda i computer e mi piacerebbe tanto poter diventare ingegnere informatico. Avere a che fare con l'informatica è una cosa che mi ha sempre affascinato. Poi mi piace guardare e seguire molto anche il basket, anche se solo da spettatore, però onestamente preferisco mille volte di più il calcio» Come ti trovi con il tuo allenatore Valter Ragusa e il suo sistema di gioco? «Veramente molto bene perché, quando ero arrivato, la nostra non era una squadra che poteva ambire a zone alte in classifica e forse neanche medie. Poi l'arrivo del mister, il mio e quello di molti altri miei compagni, ci ha rivoluzionato totalmente. Siamo riusciti anche a raggiungere zone alte di classifica giocando un ottimo calcio. Devo anche dire che nell'ultima annata che si è conclusa regolarmente, parlo della stagione 2018/2019 nella quale facevamo il campionato Under 15, abbiamo fatto il girone di ritorno praticamente imbattuti, perdendo solo una partita. Indubbiamente ci troviamo tutti molto bene con Ragusa» [caption id="attachment_241709" align="aligncenter" width="1512"] Matteo D'Alise ai tempi della Scuola Calcio[/caption]
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