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Under 17 Femminile

Le mega-pagelle di Inter Milan: Di Cataldo 7.5: letale come un serpente; Alberti 7.5: un rigore parato a freddo; Razza 8: una marcia in più a centrocampo

La danza difensiva di Bufano, il sacrificio tattico di Donolato, il lavoro per la squadra di Sperduto e l'ingresso della super 2007 Santoro

Pagelle

Razza e Adelfio tra le protagoniste dell'incontro

Il derby di Milano non è una partita come le altre, e merita delle pagelle speciali che onorino l'impegno e la prestazione di tutte le meravigliose protagoniste del grande classico.

INTER

Non fa il miracolo sul rigore di Sperduto, anche se l'aveva intuito; esce però con un tempismo perfetto sui piedi di Pecce, vola sul tiro insidioso di Cappa e in generale trasmette sempre grande affidabilità alla retroguardia nerazzurra, offrendo anche l'appoggio alla difesa quando si trova sotto pressione.

Benissimo in copertura sia su Adelfio che nel secondo tempo su Cappa quando De Martino inverte le esterne. Disciplinata tatticamente, non disdegna anche qualche sortita offensiva. Meno esplosiva ed incisiva nel complesso della sua omologa sinistra Mutti, ma la sua prova è assolutamente degna di un derby.

Signore e signori, il capitano. Cervello arretrato della squadra di Torriani, danza assieme alla linea difensiva con un portamento e una classe di livello superiore. Impressionante la freddezza con cui sceglie a volte la soluzione più difficile, come l'intervento in scivolata calibrato al millimetro.

Mezz'ala granitica di temperamento e grande forza fisica. Tambureggiante nell'incedere, impavida nel contrasto. Cresce alla distanza acquisendo sempre più peso specifico negli equilibri di centrocampo. Esce a dieci minuti dalla fine, acclamata, dopo un lavoro cruciale al servizio della squadra. (34' st Marini Una decina di minuti le bastano per rendersi pericolosa).

Spalla perfetta di capitan Bufano, giganteggia in difesa dall'inizio alla fine. Se la capitana sceglie spesso la giocata di fioretto, le predilige sempre la sciabola da pirata, sbrogliando con vigore anche le reti più ingarbugliate. Con Sperduto e Pecce ha un bel daffare, i duelli però sono quasi tutti suoi.

Chiude perfette diagonali come un alfiere sulla scacchiera; alimenta l'azione offensiva alternandosi ottimamente nelle due fasi, lei che aveva già lasciato il segno nel derby d'andata con un gol. Nella ripresa va vicino a ripetersi con un bellissimo calcio di punizione che Alberti riesce a disinnescare.

Anche lei in gol nel derby di un girone fa, schierata da mezz'ala destra abbina ripiegamenti dalle parti di Adelfio e strappi decisi che impegnano il fianco sinistro della difesa del Milan. Fiancheggia Razza in un crescendo nerazzurro che lentamente sfianca le maglie rossonere, acquisendo il predominio della zona nevralgica del campo. 

Sangue blu del centrocampo. Anzi, neroblù. Se nel primo tempo il duello in mediana si conclude sostanzialmente in parità, nella ripresa prende per mano la squadra giocando una partita degna del miglior Cambiasso. Dopo la partita è acclamata dalle compagne, non si prende la copertina ma il suo carisma conta quanto i gol.

Comincia da trequartista, o «falso nueve», ma con Di Cataldo e Tironi troppo larghe manca sostanza al centro dell'attacco, e lei appare un po' fumosa. Nella ripresa Torriani la sposta a sinistra nel tridente ed è la mossa giusta. Il controllo a seguire sul gol del pareggio è da fantascienza, poi è puntuale sull'invito di Santoro che chiude la partita. Doppietta decisiva nel derby, una partita che non scorderà mai.

Voto abbassato soltanto per l'errore dal dischetto nei primi minuti e per qualche situazione non sfruttata al meglio nel primo tempo. Per il resto la sua prova è incandescente e velenosa. Il gol del 2-1 è il più bello di tutti: pallone estirpato dai piedi dell'avversaria e arcobaleno all'incrocio sul secondo palo. Solo nei sogni.

Quando ti sfreccia accanto puoi sentire il rumore dei "sonagli", come fosse serpente pronto a mordere. Rapidissima e micidiale nello stretto: nel primo tempo la difesa del Milan riesce a farla "girare al largo", ma nella ripresa il pallone che ispira il vantaggio di Fadda arriva proprio da un suo recupero. (26' st Santoro 7 Il capitano dell'Under 15 si dimostra già a suo agio con le più grandi. Cercata dalle compagne, si prende il lusso di dispensare l'assist del 3-1).



Prepara e vede disputare dalle sue ragazze la partita giusta. Trovarsi sotto dopo aver in precedenza sbagliato un calcio di rigore poteva tagliare le gambe all'Inter, ma accade l'esatto contrario. Bufano e compagne entrano gradualmente in partita soverchiando l'avversario nella ripresa, e regalando al tecnico il secondo derby e il primato in campionato.


MILAN

Sventa non solo il rigore a Tironi, quasi a freddo, ma è fantastica anche sui tentativi immediatamente successivi. Raccoglierà tre palloni dal sacco, ma se la partita del Milan non prende subito una pendenza «da Mortirolo» il merito è suo. Nella ripresa è decisiva anche sulla bellissima punizione di Mutti.

Primo tempo di grande attenzione in cui copre bene le spalle a Maria Vittoria e «costringe» Di Cataldo ad andare a cercar fortuna sulla fascia opposta. Nella ripresa l'uscita obbligata dal campo di Zanini la porta a giocare al centro della difesa accanto a Donolato. Il pallone le scotta di più tra i piedi, ma prova ad adattarsi e non sfigura.

Tiene fede al fascino «mitologico» del suo nome difendendo con la classe di un cigno per tutto il primo tempo. Leda si prende qualche rischio in più della compagna di reparto, provando la giocata palla al piede e l'impostazione dal basso, ma finché c'è lei la retroguardia regge l'urto nerazzurro. Non era al meglio, è costretta a uscire e il Milan trema dalle fondamenta. (5' st Orsenigo 6 Prende posto in mezzo al campo con l'arretramento di Donolato. Lotta ma finisce spesso preda della mediana interista)

Nel primo tempo è tra le più dominanti. Accanto a Donolato è un martello che recupera palla, la gioca e la porta sempre a testa alta. Si prende il peso della legna lasciando alla compagna maggiori compiti di regia. Nella ripresa va un po' in affanno come tutta la squadra e finisce praticamente da attaccante aggiunta nell'ultimo tentativo di assalto rossonero.

Prestazione da vero capitano, per tutto il primo tempo in cui tiene testa con Gemmi al funambolico tridente nerazzurro, e nella ripresa fino a quando è costretta a lasciare il campo in seguito ai crampi. Unico neo della sua partita, comunque notevole, la palla che Tironi le sradica per poi mettere dentro il meraviglioso col del 2-1. (31' st Paglia 6 Si posiziona da terzino destro con Aurora Cappa che passa centrale in una difesa totalmente reinventata. Fa il suo vedendosela con Santoro, ma l'Inter ormai ha sfondato).

Pulita e ordinata nel coprire la sua fascia di competenza dietro ad Adelfio. Non prende iniziative troppo ardite scegliendo sempre la giocata più semplice, che molto spesso corrisponde anche a quella giusta. Ingaggia duelli prima con Tironi, poi con Di Cataldo quando la 11 avversaria cambia fascia. (5' st Carotenuto 6 Nel secondo tempo, complici crepe tattiche, l'Inter imperversa da quella parte, ben oltre le sue responsabilità).

Offre sempre un riferimento laterale di qualità, De Martino la prova su entrambe le fasce, poi anche da centrale nell'ultima fetta di partita, mettendone in luce la duttilità. Crea più di una situazione interessante ma le manca il graffio decisivo che scalfisca la corazza nerazzurra. Comunque dentro la partita per tutti i novanta minuti.

Prima parte di gara dalla qualità elevatissima per lei che segnò il primo gol nella partita d'andata. Se Renzotti è il braccio, lei è la mente del centrocampo rossonero: atletismo e assieme visione di gioco le, sue doti, sacrificate nel secondo tempo al forzato arretramento da difensore centrale; ruolo che prova a interpretare, ma che evidentemente non le veste al meglio.

Sempre in movimento alla ricerca del varco giusto, sfruttando il maggior riferimento dato da Sperduto alle avversarie. Nel primo tempo Castelli esce con tempismo perfetto sui suoi piedi, nella ripresa ha una ghiotta chance ma esita un fatale attimo nel tiro. Gara generosa la sua, a cui è mancata però la stoccata del centravanti.

Con la sorella forma una pokeristica mano «KK», e dalla loro parte il binario del Milan è più scorrevole e pericoloso. Brava nel puntare l'uomo riuscendo in qualche caso a produrre superiorità numerica, in chiusura di tempo ci prova con un bellissimo tiro dalla distanza chiamando Castelli al volo plastico. (40' st Zanisi sv)

Unica a segnare sia all'andata che al ritorno. Fredda nel trasformare il rigore che porta in vantaggio il Milan. Brava a ripulire palloni sporchi e a fare sempre a sportellate con le avversarie. Si veste anche da assist-woman mandando in porta Pecce nel primo tempo con un tocco illuminante. Ripresa di sofferenza, come tutte le compagne.

Sconfitta severa, la seconda in altrettanti derby, ma frutto anche di circostanze sfortunate come le defezioni nel reparto arretrato. Come all'andata, la squadra gioca un primo tempo notevole per poi capitolare nella ripresa. Con quale errore di troppo delle sue nella ricerca costante di una costruzione spesso soffocata dall'intensità avversaria.

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