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Under 17 Femminile

Milan, il derby è una vendetta perfetta: Sperduto-Cappa, la lama e il mantello rossonero

Inter battuta anche nel ritorno dei quarti di finale Scudetto e Final Four conquistate: alle nerazzurre non bastano Dragoni e Calegari: prova da lacrime agli occhi per la 2008 Pomati

Inter-Milan

Maria Vittoria Cappa, il tecnico De Martino e Sofia Sperduto

Coriaceo e insieme tagliente, accorto e ugualmente letale; il Milan di Vincenzo De Martino replica il "Pecceziunale Veramente" dell'andata con un'altra pellicola destinata a diventare un cult rossonero. Contro un'Inter traboccante di talento la differenza la fanno la devastante concretezza di Sofia Sperduto, la rapidità e la prontezza di Maria Vittoria Cappa, e più in generale una clamorosa prova da squadra che in difesa ha visto la 2008 Pomati espandere il cosmo fino ai limiti estremi della sua costellazione. Troppo poco dall'Inter nella partita che valeva una stagione, se si esclude un predominio territoriale al quale è però mancata la stoccata decisiva da parte di interpreti sopraffine quali Fadda, Tironi o Di Cataldo. Il 2-1 finale è senza dubbio un risultato frustrante per le nerazzurre di Torriani (che per l'occasione hanno schierato in mezzo al campo un cavaliere d'oro come Giulia Dragoni), ma è evidente come due sconfitte a distanza di sette giorni, contro un avversario regolato per due volte in campionato, non possano essere attribuite al caso ma dovranno bensì essere elaborate con autocritica.

COLPO SEGRETO DEL DRAGO NASCENTE

Entrambe le squadre in campo con l'abito delle grandi occasioni: la prematura eliminazione dai quarti Primavera mette a disposizione dell'Inter Beatrice Calegari (che sarà la migliore in campo tra le nerazzure), oltre alla «Divina» con il numero 11 sulle spalle. 4-2-3-1 il sistema: davanti a Castelli ci sono Compiani, Bufano, Bonsi e Mutti; Fornara e Dragoni in mediana, mentre davanti è tutto strass e paillettes con Di Cataldo, Fadda e Calegari dietro a Tironi. De Martino fa in tempo a ritirare dalla tintoria di Tirrenia Alberti, Sorelli, Rossi e Donolato (tutte in campo ieri contro la Roma), e propone il consueto 4-4-2. In mezzo alla difesa accanto a Nadine c'è sempre la precocissima Pomati, con Cappa e Gemmi terzine; Orsenigo è preferita inizialmente a De Marco, sulle fasce Zanisi e proprio Letizia Rossi supportano l'ottimo incastro offensivo Sperduto-MVK.

Silvia Bufano, capitano nerazzurro

La prima occasionissima è per la gemella d'attacco, il cui sinistro è smorzato provvidenzialmente da Castelli; buono l'avvio del Milan ma la risposta dell'Inter è fantastica. Dragoni riceve e con un assist quasi in "no look" trova il taglio di Di Cataldo a sferzare la difesa: il morso del cobra numero 8 finisce però a lato di un soffio. La partita è bellissima e sfrontata: al minuto 16 ci prova Sorelli con una girata volante su corner di Rossi; subito dopo ancora Dragoni è autrice di una maestosa percussione per vie centrali che la porta di nuovo a sussurrare al legno. Dopo una giocata del genere la sensazione è che la classe di Giulia non possa che fare la differenza alla lunga, ma il Milan c'è, e la traversa di Sperduto poco più tardi è la miglior risposta a  premature conclusioni. Al 20' il primo correttivo tattico con l'inversione di fascia tra Calegari e Di Cataldo, ma il break della partita è il vantaggio rossonero al 35': destro magnifico di Sofia Sperduto direttamente su punizione, traiettoria forte e ascendente che non lascia scampo a Castelli. L'Inter, ferita nell'orgoglio, reagisce furiosamente: e dopo un pericoloso pallone non agganciato di poco da Tironi arriva il pareggio grazie all'autorete di Aurora Cappa, che devia nella propria porta sugli sviluppi di un corner nel tentativo di anticipare l'avversaria diretta in mischia. Le infinite emozioni del primo tempo vanno in archivio con una grande uscita di Castelli sull'incursione di Renzotti, e con una pennellata di sinistro di Mutti che si spegne a lato di un niente.

Valentina Donolato


SOTTO IL SEGNO DEI GEMELLI


De Marco in campo nella seconda frazione per Orsenigo, dopo che proprio Renzotti aveva sostituito Rossi sul calare dell'intervallo. Poco prima Zanini prendeva il posto di Gemmi a sinistra. Ci prova ancora Mutti da ferma, poi l'incursione di Fornara e l'astuzia di Maria Vittoria Cappa, che ruba palla ma trova ancora una volta la tempestiva Castelli. È però il preludio al nuovo vantaggio rossonero: Milan micidiale in ripartenza con giocate semplici e dirette. Sperduto ancora una volta dà sfoggio di qualità anche in assistenza per la 11, che porta a spasso difesa e portiere prima di mettere in rete sfruttando l'ultimo istante prima del recupero difensivo. Si mette malissimo per l'Inter, e Torriani rivolta tatticamente la squadra per approntare l'assalto. Nerazzurre ridisegnate con una difesa a tre (Trandafir-Bufano-Mutti), Marta Razza davanti alla difesa, Dragoni e Calegari in mezzo con Fornara e Di Cataldo larghe dietro a Fadda-Tironi. La grande mobilità di tutte le giocatrici d'attacco rende il modulo liquido, anche se di fatto il nuovo sistema somiglia molto a un 3-1-4-2.

Carolina Tironi

È il momento chiave della partita, anzi, il momento in cui il Milan la chiude a chiave. L'ultima mezz'ora di gara, povera di grandissime occasioni pur con l'Inter in pressione, offre la lettura più chiara del confronto: Fadda e compagne svolazzano ripetutamente attorno allo scoglio, provando a planare per far male, ma finendo sistematicamente a spuntarsi becco e artigli contro le rocce rossonere. Dragoni va a fiammate ma le sue giocate paiono a volte un po' fini a se stesse, l'Inter è troppo leggera davanti per bucare una difesa di colossi come Sorelli e Zanini; e se anche Donolato si spende alla grande in ripiegamento, e Pomati tira fuori un secondo tempo da spellarsi le mani, ecco che per le locali si sente tremendamente l'assenza di un centravanti puro; che dia profondità, che protegga palla, che apra spazi, che vinca duelli fisici. Una Sperduto, per intenderci: guarda caso, colei che ha fatto maggiormente la differenza. Ci prova Tagliabue, nel finale, a candidarsi per questo ruolo, ma la sua girata dall'area piccola, troppo centrale, è soltanto l'ultima istantanea prima dei titoli di coda sulla festa rossonera.


IL TABELLINO


Inter-Milan 1-2
RETI (0-1, 1-1, 1-2): 38' Sperduto (M), 41' aut. Cappa Aurora (M), 11' st Cappa Maria Vittoria. (M).
INTER (4-2-3-1): Castelli 7, Compiani 6.5 (22' st Razza 6), Mutti 6.5, Calegari 7.5 (32' st Truncali 6), Bonsi 6.5 (16' st Trandafir 6), Bufano 6.5, Fornara 7, Di Cataldo 7, Tironi 6 (32' st Tagliabue 6), Fadda 6.5, Dragoni 6.5. A disp. Tornaghi, Caccia, Boccardo, Marini, Fabbruzzo. All. Torriani 6.
MILAN (4-4-2): Alberti 7, Cappa Aurora 7, Gemmi 6.5 (3' st Zanini 7), Orsenigo 6.5 (1' st De Marco 6.5), Sorelli 7.5 (35' st Polillo sv), Pomati 8, Rossi 6 (40' Renzotti 7), Donolato 7, Sperduto 8 (12' Pecce 6.5), Zanisi 7, Cappa Maria Vittoria 8 (35' st Adelfio sv). A disp. Marcomini, Carotenuto. All. De Martino 7.5.
ARBITRO: Ronchi di Monza 6.5.

LE PAGELLE


INTER
Castelli 7 Ottima in avvio su Cappa, quasi sempre perfetta nelle uscite. La partita dell'Inter è piena però di "unici nei", e il suo può essere la gestione sul gol del 2-1 in cui la 11 rossonera è brava ma ha vita troppo facile. 
Compiani 6.5 Non ha particolari problemi a gestire la dimensione offensiva di Zanisi, dalla sua parte, ma si limita perlopiù a mansioni di copertura. Sacrificata sull'altare della tattica quando Torriani decide di giocarsi il tutto per tutto.
22' st Razza 6 Nel derby di ritorno fu tra le migliori in assoluto. Prova a dare geometrie dal basso ma senza riuscire a entrare mai davvero in partita. Bellissima l'immagine di lei, a fine partita, che va a rendere onore nel cerchio di vittoria delle avversarie.
Mutti 7 Prestazione solida impreziosita da un paio di calci di punizione notevoli, e dallo zampino di disturbo in area quando Aurora Cappa la mette nella sua porta.
Calegari 7.5 Più sgusciante di un salmone norvegese. Innumerevoli le avversarie saltate e affumicate con la sua classe. Il suo, di "unico neo", è che non riesce a essere sufficientemente pericolosa in zona gol.
32' st Truncali 6 Contrappeso di centrocampo che, nell'assalto finale prova a bilanciare la trazione anteriore della squadra.
Bonsi 6.5 Insieme Bufano fronteggia a testa alta Sperduto e Cappa nel primo tempo. Sostituita nel momento clou, è costretta a osservare le compagne in difficoltà un po' a denti stretti, con pettorina e bandierina in mano.
16' st Trandafir 6 Entra quando il Milan non ha quasi più interesse ad attaccare. Accompagna l'azione portando palla dal basso.
Bufano 6.5 Da capitano è quella che schiuma rabbia più di tutte. Difende con classe superiore, paga davvero dazio solo sul gol del 2-1, e in generale si vede impotente nell'ultima parte di gara quando le sue compagne non riescono a sfondare.
Fornara 7 Primo tempo strepitoso per qualità e quantità, perde un po' d'efficacia quando si defila a destra ma rimane una delle più positive tra le nerazzurre.
Di Cataldo 7 Perfetto il taglio sulla lettura di Dragoni che meritava più fortuna. Cercherà per tutta la partita un'altra occasione per scaricare il suo veleno.
Tironi 6 Negli occhi c'è ancora il bellissimo gol che segnò nel derby di ritorno. È sempre fastidiosa come una zanzara in camera di notte, ma l'area rossonera stavolta è disseminata di zampironi.
32' st Tagliabue 6 Peccato per quell'occasione nel finale. Poteva girare completamente il morale della squadra.
Fadda 6.5 Come Tironi, con qualche fiammata in più. Nel primo tempo è forse quei dieci metri troppo arretrata come raggio d'azione. Nella ripresa gioca da punta vera e propria, ma il suo talento non riesce a sprigionarsi come meriterebbe.
Dragoni 6.5 È imbarazzante quanto sia più forte della media di un Inter-Milan quarti di finale scudetto. Dopo un avvio fulminante, però, entra ed esce dalla partita. Appare inoltre un po' troppo individualista e questo la rende, alla lunga, quasi prevedibile nel suo incedere palla al piede.
All. Torriani 6 Ci si attendeva un'Inter arrabbiata e affamata dopo la mezza beffa dell'andata. La prestazione è stata invece piuttosto incompiuta, e il Milan un boccone troppo duro da masticare anche per una formazione che è tra le maggiori espressioni del movimento femminile nazionale.



MILAN
Alberti 7 Mezzo voto in più per la reattività su Tagliabue dopo una partita intera con il radar sempre acceso e i guanti pronti.
Cappa Aurora 7 Non si più farle una colpa per l'autorete. Per il resto gioca un'altra partita concreta e diligente qualunque avversaria le si pari davanti. La sorella le "ruba" sempre un po' la scena per questioni di ruolo, ma nel cielo rossonero si vede sempre l'Aurora.
Gemmi 6.5 Finché ne ha gioca una partita all'altezza. Da copertina i suoi duelli con Erika Di Cataldo nella prima parte del match.
3' st Zanini 7 Ingresso prorompente. La sua fisicità fa la differenza nel secondo tempo rendendola quasi insuperabile.
Orsenigo 6.5 Prima frazione col coltello fra i denti. Star dietro a Giulia Dragoni è quasi impossibile ma lei fa di tutto per onorare la maglia da titolare sfoderando una prova di sostanza.
1' st De Marco 6.5 Sempre insidiosa sulle palle inattive, per il resto è malta preziosa tra i mattoni rossoneri.
Sorelli 7.5 Prova gigantesca ventiquattro ore dopo aver affrontato la Roma con la primavera. Vicina al gol nel primo tempo. Monumentale sul tramonto della sfida nel respingere gli assalti interisti. (35' st Polillo sv)
Pomati 8 La cosa più incredibile di questa Under 14 è come sia andata in crescendo nel corso della partita, dando il meglio proprio nel momento di maggior pressione. Da lacrime agli occhi. Non a caso è portata in trionfo dalle compagne dopo il fischio finale.
Rossi 6 Non è al meglio, lei che è stata l'autrice dell'unico gol del Milan Primavera a Tirrenia, ma prova comunque a dare il suo contributo nel primo tempo.
40' Renzotti 7 Restituita al suo ruolo più naturale di esterna, gioca una partita da cavallo di razza. Sempre pronta a sfondare sulla sua corsia di competenza.
Donolato 7.5 Attesissima, gioca una partita di una maturità eccezionale. Sveste i panni del direttore d'orchestra, per un giorno, e imbraccia anche lei spada e scudo pur senza rinunciare a qualche giocata illuminante. Il risultato è un perfetto ruolo di equilibratore in mezzo al campo.
Sperduto 8.5 Ogni volta che la vediamo fa sempre meglio della precedente. Una traversa, un gol da panico, un altro assist. Se fossimo in un videogioco di ruolo lei sarebbe il guerriero con lo spadone. Un berserker, un DPS capace di sfondare ogni barriera. 
12' Pecce 6.5 La match winner dell'andata entra al momento giusto e "rompe le scatole" alla grande, andando per prima a pressare.
Zanisi 7 Di un'applicazione sorprendente. Per quanto sia costretta a compiti più di contenimento che non di vera propulsione, fa sempre la cosa giusta e sbaglia quasi nulla.
Cappa Maria Vittoria 8 Una frustata in avvio, ma soprattuto il gol partita che vale il ko alle avversarie di una stagione. Partner perfetta per Sperduto, le gira attorno come la luna alla terra. (35' st Adelfio sv)
All. De Martino 7.5 Come dirà a caldo il grande merito è delle ragazze, ma per battere l'Inter due volte in una settimana, meritando a conti fatti una qualificazione memorabile, serve anche tanta strategia, tattica e mentale. E il bello deve ancora venire...

Sofia Pomati

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