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Il 2006 della discordia, parte 2: «Sui social minacce e insulti ai ragazzi e alla società, i miei giocatori non vogliono tornare a giocare»

Scatta l'ira della Pro Collegno dopo lo striscione apparso durante FC Mirafiori-Crocetta: dopo la pioggia di insulti sui social i dirigenti rossoblù prendono posizione

Il 2006 della discordia, parte 2: «Sui social minacce e insulti ai ragazzi e alla società, i miei giocatori non vogliono tornare a giocare»

Lo striscione esposto dai tifosi del Crocetta direttamente dalle tribune del campo del Mirafiori: la goccia che ha fatto traboccare il vaso della rabbia della Pro Collegno

Regolamenti trasgrediti, ricorsi effettuati, striscioni polemici e ondata di commenti sui social. Nessuna ricetta particolare, ma il più stringato riassunto della vicenda tra Crocetta e Pro Collegno Under 18, protagoniste del caso della settimana dopo i fatti avvenuti tra il weekend del 12-13 febbraio e i successivi 10 giorni. Come avevamo raccontato la scorsa settimana dopo la vittoria dei gialloblù in casa dei collegnesi per 4-2, con nessun fatto segnalabile avvenuto tra ragazzi, dirigenti e tifosi/genitori sugli spalti, scatta la polemica nel momento in cui la Pro ha effettuato il preannuncio di ricorso per un calciatore nato nel 2006 schierato aii padroni di casa che, come regolamento vuole, non può scendere in campo insieme ai 2004

Il 3-0 a tavolino a favore dei collegnesi è quindi una formalità che potrebbe diventare ufficialità con il prossimo comunicato, sancendo il ribaltamento del risultato sul campo. Il presidente del Crocetta Stefano Armitano si è sfogato appellandosi al buon senso, anticipando come i propri tesserati dell'Under 18 fossero arrabbiati e "desiderosi di vendetta", oltre che già con la testa alla gara di ritorno contro la Pro Collegno, fissata l'ultima giornata, il 7 maggio.

I già tesi animi, dopo la notizia del preannuncio di ricorso e le parole di Armitano sul nostro sito, si sono letteralmente infiammati sui social. Sia sul nostro profilo Facebook, sotto il post relativo alla notizia, che sui canali social della Pro Collegno sono arrivati tantissimi commenti, perlopiù critici nei confronti della società rossoblù e della scelta intrapresa dalla dirigenza nel voler portare avanti il ricorso. A questi sono seguite altre parole direttamente sul profilo Instagram rossoblù, dove si sono aggiunte ulteriori critiche riferite all'operato dei collegnesi.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata nella mattinata del 23 febbraio quando, dopo la pubblicazione sul nostro profilo Instagram dello striscione dei supporters del Crocetta esposto durante FC Mirafiori-Crocetta di sabato 19 febbraio (nella foto in evidenza) il direttivo della Pro Collegno si è stancato di essere attaccato. Primo tra tutti il tecnico della Pro Collegno Under 18 Marco Patrizi, il quale si è sentito particolarmente tirato in ballo da questa situazione: «Sono inca***to, schifato e deluso dal calcio. In questi giorni ho visto tutto il peggio che questo sport può portarsi dietro: mi hanno minacciato personalmente, hanno minacciato la mia famiglia, la mia società, la città di Collegno e i miei ragazzi, senza parlare della pioggia di offese viste sui social. E' folle vedere tutte queste persone darci contro quando ci sono dei regolamenti chiari che ci danno ragione: se i 2006 non possono essere schierati non capisco perché ci si appelli a valori della sportività. Se il regolamento dice che i 2006 non possono giocare, perché raggirare le regole? Che valori si insegnano ai ragazzi?».

«Mi dà fastidio passare da str***o e antisportivo. Ho vissuto anni in curva allo stadio, ho giocato in Serie C, alleno dal 2001 e ho girato i campi più disparati e vengo pure accusato di antisportività. Ho dovuto cancellare buona parte dei commenti idioti arrivati sulla pagina Instagram della Pro Collegno, ricchi di minacce e insulti da parte di ragazzi che non hanno la minima idea di cosa vuol dire essere sportivi o meno. Mi hanno chiamato persino dall'Umbria per chiedermi che cosa "avessimo combinato" e mi sono pure dovuto giustificare spiegando che in verità eravamo dalla parte della ragione. Noi contro il Crocetta eravamo in 13, avevamo 2 infortunati titolari e di sicuro non abbiamo messo dei 2006 in campo, né tantomeno falsificando la distinta e dichiarandolo come 2005».

Marco Patrizi PRo Collegno under 18

Marco Patrizi, il tecnico della Pro Collegno Under 18, estremamente risentito dopo gli insulti e le minacce arrivate tramite social nei confronti della sua squadra e della società

Patrizi conclude il discorso facendo riferimento alle dichiarazioni di Stefano Armitano rilasciate sul nostro sito: «Avrebbe sicuramente fatto più bella figura a illustrarci il problema prima della partita: se i dirigenti del Crocetta ci avessero detto che c'era un 2006 in campo che altrimenti non giocherebbe in nessun'altra squadra del Crocetta di sicuro non avremmo fatto ricorso. E nonostante ciò fa passare il messaggio come se fossero parte lesa, facendo pure ironia sul ricorso e su come, con questa vittoria a tavolino, avremmo vinto il campionato. Noi non vogliamo vincere il campionato, vogliamo insegnare ai ragazzi il rispetto del prossimo e delle regole, non di sicuro dei sotterfugi all'italiana. Piuttosto si preoccupino di contenere i ragazzi sui social, che si nascondono dietro a uno schermo e non hanno idea di quanto male possono fare con un paio di commenti di troppo».

Lo scenario descritto da Patrizi si è inevitabilmente espanso sui propri ragazzi che, dopo i fatti del ricorso, hanno perso lo spirito per giocare a calcio. «Li vedo i miei come sono, sono quasi impauriti per colpa di altri ragazzini che fanno i grossi suoi social. La notizia si è talmente diffusa che persino il Sindaco di Collegno Francesco Casciano ci ha contattato per chiedere che cosa stesse succedendo. Mi sento pure dire dai dirigenti delle prossime squadre che affronteremo di "non fare casini", manco fossimo dei criminali. E' stata lesa l'onestà di una società che fa calcio dal 1966 e dei propri tesserati».

ANTONIO ESPOSITO, DIRETTORE TECNICO PRO COLLEGNO

Antonio Esposito, direttore tecnico Pro Collegno

Antonio Ferraro, Direttore Tecnico della Pro Collegno, arrabbiato dopo i tanti commenti negativi arrivati nei confronti della Pro Collegno

Alle parole di Marco Patrizi hanno fatto seguito quelle del Direttore Tecnico della Pro Collegno Antonio Esposito, anche lui visibilmente risentito della vicenda e dei suoi strascichi. 

«Il regolamento parla chiaro: i 2006 non possono giocare. Nonostante ciò a farmi davvero arrabbiare è questo tentativo triste di aggirare le regole attraverso una distinta falsificata: se non fosse stato per un mio tesserato, che si è accorto dell'"errore", il famoso 2006 avrebbe giocato come 2005. Potevano tranquillamente venirci a parlare con franchezza e dirci la verità, nessuno avrebbe fatto alcun ricorso, ma non possono permettersi di venire a Collegno a prenderci per il c*lo».

Polemica che si è protratta anche nei giorni seguenti, quando il presidente del Crocetta Armitano si è messo in contatto con i dirigenti della Pro Collegno. «Il signor Armitano mi ha prima contattato insultandomi - continua Esposito - Per poi passare a fare una filippica su un gruppo WhatsApp con altri dirigenti e presidenti presenti. La cosa triste è che qualcuno gli ha pure dato ragione, senza pensare che fosse lui nel torto per una regola non rispettata. Noi scendiamo in campo tirati e contati da settimane pur di non far giocare i 2006, che razza di insegnamento vogliamo dare ai ragazzi?».

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