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Under 18

Continua la telenovela dei 3-0 a tavolino: «Situazione assurda, occorre una forte presa di posizione»

Tiene banco l'impiego dei sotto età: questa volta accade in Codogno-Pozzuolo

Codogno

La rosa del Codogno, vincitrice sul campo contro il Pozzuolo per 2-1 ma penalizzata dal giudice sportivo con lo 0-3 a tavolino

Ci risiamo. Under 18, da qualche settimana a questa parte, fa rima con “giudice sportivo”. Sì, perché dopo l'intricato caso di Castelleone-Viscontini (con possibili nuovi sviluppi a breve) eccoci nuovamente a dover dare conto di un'altra sentenza. Questa volta la partita incriminata è Codogno-Pozzuolo, giocata lo scorso 20 marzo (stesso giorno della gara sopracitata e medesimo girone, il D) e terminata 2-1 per i padroni di casa. Ancora una volta, però, il verdetto del campo viene ribaltato per trasformarsi in uno 0-3 a tavolino, con i tre punti che si accasano in quel di Pozzuolo.

I MOTIVI DEL RICORSO

Apprendiamo a pagina 80 del Comunicato Ufficiale numero 58 (pubblicato dal CRL in data 31 marzo) di come il Pozzuolo abbia inoltrato, in data 23/03/2022, ricorso alla giustizia sportiva proprio in merito alla partita disputata pochi giorni prima.

Il motivo del reclamo è, ancora una volta, inerente all’impiego da parte del Codogno di giocatori cosiddetti “sotto età”, ovvero – citiamo testualmente dal regolamento approvato la scorsa estate dal CRL - «la partecipazione alle gare, calciatori che anteriormente al 1º gennaio dell'anno in cui ha inizio la stagione sportiva abbiano compiuto anagraficamente il 16º e che nel medesimo periodo non abbiano compiuto il 17º ovvero nati nel 2004.Qualora fosse necessario ,possono partecipare alla categoria Under 18 coloro che nel medesimo periodo abbiano compiuto il 15º anno ovvero nati nel 2005, limitatamente ad un numero massimo di 5 calciatori». Nel caso specifico della partita in oggetto, il Pozzuolo contesta agli avversari di aver «utilizzato il calciatore nº1 Boiocchi Alessandro (nato il 04.05.2006) e pertanto chiede di disporre la perdita della gara».


LA DELIBERA DEL GIUDICE SPORTIVO


Per effetto di tali considerazioni, il giudice sportivo ha avallato la richiesta presentata dal Pozzuolo e ha inflitto la sconfitta a tavolino per 0-3 al Codogno. In aggiunta Matteo Comaschi, dirigente della formazione penalizzata, sarà squalificato fino al prossimo 27 aprile «per – leggiamo testualmente - avere utilizzato calciatori non avendo titolo a partecipare alla gara». Insomma, situazione pressoché identica a quella verificatasi in Castelleone-Viscontini.


LA POSIZIONE DEL CODOGNO


Scorrendo il Comunicato numero 58, inoltre, si viene a conoscenza di come il Codogno abbia deciso di non controbattere al ricorso in esame. Una scelta che viene così spiegata da Alberto Vercesi, responsabile del settore giovanile dei lodigiani: «Fare ricorso non servirebbe a nulla, se non a sostenere una spesa inutile».

La questione, in realtà, è ben più profonda e va a toccare tematiche di politica sportiva che è impossibile mettere da parte, specie in occasioni del genere: «Per me è una situazione assurda – prosegue Vercesi – perché abbiamo fatto giocare un classe 2006 e nient’altro, oltretutto in relazione ai problemi avuti col Covid e i giocatori contati a disposizione».

LA DELUSIONE DI VERCESI

Sfogo, se così lo possiamo definire, che si ricollega a un dialogo difficoltoso sia con gli organi federali che con le stesse società militanti nel campionato di categoria: «Già a febbraio – tuona Vercesi – ho fatto richiesta scritta sia a Milano che a Roma per poter schierare in campo più giocatori classe 2005, ma non ho ottenuto nessuna risposta. D’accordo, in questo caso il regolamento ci dà torto e abbiamo pagato, ma manca completamente il buon senso. Si dice che bisogna far giocare i ragazzi giovani, ma se in Juniores i sotto età vanno bene negli Allievi no. Che senso ha? Allora cosa vuol dire settore giovanile? Su questa questione nessuno ci ha supportato. Ho telefonato al Pozzuolo chiedendo di ritirare il reclamo e loro mi hanno detto un ‘no’ secco, quando invece mi aspetterei che le società fossero tutte unite per permettere a ragazzi giovani di poter giocare senza problemi».

Importante anche la presa di posizione in merito alle varie deroghe concesse dal CRL in situazioni analoghe (come, ad esempio, nel caso del Castelleone). Vercesi non si nasconde e auspica un deciso cambio di rotta da parte degli organismi dirigenti: «Non capisco perché debba essere concessa una deroga a una squadra sì e all’altra no. Ritengo che sarebbe un provvedimento utile a tutti e non vedo perché non debba essere adottato. A livello di federazione mi aspetto una presa di posizione netta, sia a livello locale che nazionale. Idem dalle società e, ripeto, mi dispiace che in questo caso il Pozzuolo non l’abbia capito e si sia concentrato solo sull’ottenere i tre punti a tavolino. Bisogna cambiare le norme in fretta, perché ormai la frittata è stata fatta. Al momento tenterò nuovamente di contattare via posta certificata sia Roma che Milano, ma so che mi risponderanno soltanto di attenermi al regolamento in vigore».

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