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Alla scoperta delle star delle Finals: Arona e Gattinara

I biancoverdi vincono dominando il girone, i valsesiani sono la temibile Cenerentola delle 8 qualificate alla fase finale

Alla scoperta delle star delle Finals: Arona e Gattinara

TESTA DI SERIE: ARONA

L’Arona di Marco Bertoli è la vincitrice del girone A dopo una cavalcata intensa ed un girone di andata con numeri impressionanti. Il primo posto concede il diritto ai lacuali di disputare la gara dei quarti di finale delle Final Eight nel proprio terreno di gioco. I biancoverdi con 13V-3P-1S conquistano l’alloro con una giornata d’anticipo grazie ad una sfida entusiasmante con i diretti avversari del Gattinara. I 90’ minuti in casa degli avversari conclusisi con un pirotecnico pareggio per 2-2, hanno svelato la più grande qualità della squadra di Bertoli: la capacità di non mollare mai e di accendere il match nei momenti più drammatici. Apoteosi di questo carattere sicuramente la doppietta di Negri che proprio nella sfida dentro o fuori, regala il pareggio ai biancoverdi con un gol al novantesimo, gol che significa matematica certezza del primato indiscusso.

L'UNIDICI IDEALE DELL'ARONA CALCIO

MODULO E TATTICA

«Empatia, fantasia, pragmatismo e grande capacità di lettura della gara in corso» il tecnico Marco Bertoli dal punto di vista tecnico-tattico ma soprattutto caratteriale somiglia molto a Carlo Ancelotti, e l’approccio della sua squadra ai match decisivi e la stessa storia delle gare ne sono un esempio. Dal punto di vista meramente tattico il tecnico si esprime cosi: «Il nostro modulo di base è il 4-3-3, i miei ragazzi sono molto veloci e dotati di un’ottima tecnica di base, paghiamo forse qualcosa sul piano della possanza fisica, ma la predilezione per la manovra veloce e articolata che si sviluppa principalmente in verticale nelle corsie ci offre molte soluzioni per arginare i nostri limiti fisici. Nel tempo abbiamo affinato gli ingranaggi delle posizioni e sovrapposizioni nelle catene di destra e di sinistra creando sempre doppie soluzioni di passaggio e triangolazioni tra i terzini, le mezzali e gli esterni».

PERSONALITÀ E GIOCATORI CHIAVE

Il primato, la qualità di gioco e i risultati sono frutto di un gioco corale e di un gruppo compatto e coeso. Come in tutte le collettività c’è sempre qualche individualità che si esalta, su questo il tecnico ci svela: «Ho un gruppo di giocatori fantastico, figurarsi che uno dei nostri si è trasferito negli Stati Uniti per ragioni di studio ma abbiamo comunque lasciato il suo nome in rosa e lui periodicamente si fa sentire per supportare i compagni. I risultati sono frutto della capacità che hanno i ragazzi di sacrificarsi l’uno per l’altro, non c’è un “giocatore” più forte di un altro, ci sono diverse personalità».

«Lancelotti, il capitano, è un generale, guida i compagni con disinvoltura e intelligenza tattica; poi c’è Negri che è l’uomo dei gol pesanti, in termini di numeri e di gare decisive; il più personaggio di tutti però è Cavazza, è il gemello di Negri in campo come qualità e gol ma la differenza vera la fa fuori dal rettangolo di gioco, tiene alto lo spirito del gruppo con la sua euforia e la sua simpatia. È un mattacchione».

CAMMINO E MOMENTI SVOLTA

Come dicevamo la stagione dell’Arona è stata una cavalcata intensa ed emozionante, ma come in tutte le storie di successo c’è sempre una "sliding doors", un momento chiave che segna un passaggio importante, che imprime consapevolezza nei singoli. A tal proposito è illuminante l’esperienza del tecnico biancoverde: «Abbiamo iniziato la stagione alla grandissima, 3 vittorie nelle prime tre giornate, tutte con risultati fragorosi e con squadre importanti come Torri Biellesi e Lucento. Alla quarta giornata la batosta, siamo stati catapultati nella terra da quella che secondo me è la squadra più tecnica del girone: il Quincitava di Yon. Abbiamo perso a casa loro 3-0, ma la cosa più dura da digerire è che non abbiamo mai visto la palla. I ragazzi ci hanno messo poco a riprendersi ma quella partita ci ha segnato. La vera slidingdoor della stagione però l’abbiamo vissuta nel doppio confronto di andata con Gattinara e Strambinese (altra grande candidata alla vittoria finale, ndr). Abbiamo vinto 4-2 con la Strambinese e 4-1 con il Gattinara, in quel momento si accesa una scintilla in noi, quella della consapevolezza che potevamo ambire a vincere il girone».

LA GUIDA TECNICA

Delle peculiarità del tecnico Marco Bertoli abbiamo già parlato prima, ma al di là dei magnifici paragoni, la verità è che Bertoli è un normalizzatore, un Normal One che grazie alla sua capacità di empatizzare con il gruppo è riuscito a costruire un contesto emotivo che ha permesso ai ragazzi di rendere al massimo.

L’immagine più sublime del tecnico arriva da un tifoso che preferisce restare anonimo: «A prescindere da quanto possa essere forte la squadra, credo che ai nostri ragazzi resterà nella memoria il risultato che è riuscito ad ottenere il tecnico con la sua forza e il suo spirito, esaltare ed emozionare un gruppo nato in una squadra costruita per far divertire i ragazzi, Chapeau!»

E allora Chapeau Monsieur Bertoli!

NON TESTA DI SERIE: GATTINARA

Considerata la Cenerentola del girone A, il Gattinara di Pavero dopo uno sprint vincente nel finale di stagione e un ruolino di marcia da prima della classe, si piazza al secondo posto alle spalle dell’Arona capolista staccata da sole quattro lunghezze, conquistando il pass per le Final Eight. I bianconeri, che incontreranno ai quarti di finale la prima classificata del girone B, hanno dimostrato durante tutta la stagione una forza d’animo e una cattiveria agonistica superiore alla concorrenza. Perfino nei momenti più duri, quando i risultati stentavano ad arrivare e la crisi di vittorie cominciava a rendersi destabilizzante, il gruppo è rimasto coeso, facendo dell’unità d’intenti la sua miglior virtù capace di illuminare l’uscita alla fine del tunnel.  L’adrenalina per la sfida ad eliminazione diretta è alle stelle e chissà che l’ottima condizione nella quale i ragazzi di Pavero arrivano al match non possa essere l’arma decisiva per aggiudicarsi anche questa sfida.

GATTINARA L'UNDICI TIPO CON STELLE

MODULO E TATTICA

Lo stile calcistico mostrato dai bianconeri durante la stagione è vivace ma allo stesso tempo concreto ed equilibrato, il tecnico molto attento all’approccio strategico della gara definisce il suo calcio in questi termini: «Ho un centrocampo di ottimi palleggiatori e una coppia di difensori centrali forti fisicamente e veloci. Il nostro modulo quello che esalta maggiormente le qualità individuali è il 4-3-1-2, le mezzali forti e veloci ci permettono di coprire bene gli spazi e le linee di passaggio in fase di non possesso permettendo al nostro trequartista, Romano, di dare sfoggio al suo estro calcistico e di infiammare con giocate e progressioni palla al piede i match».

«La coppia d’attacco è composta da due giocatori complementari: Savio e Boccardo, il primo è più eclettico e dirompente, il secondo è più roccioso e duttile. Il nostro è un calcio che si sviluppa molto in verticale, la nostra giocata tipo vede spesso l’attaccante venire incontro alla linea dei centrocampisti ed agire come boa per l’inserimento negli spazi dei centrocampisti e del trequartista».

PERSONALITÀ E GIOCATORI CHIAVE

Coesione e unità d’intenti questa la grande forza del gruppo del Gattinara, ma la ricetta vincente per raggiungere questo status ce la spiega il tecnico bianconero: «Il mio è un gruppo di tutti amici, non lo dico per modo di dire, lo dico perché è veramente così. Il paese è piccolo e questi ragazzi si conoscono da sempre, per dare un esempio dell’amicizia che li unisce e che si è cementata fuori dall’ambito calcistico, questo gennaio ho dovuto fare a meno di 13 ragazzi per svariati giorni perché avendo festeggiato il capodanno insieme purtroppo sono risultati tutti positivi al Covid contemporaneamente. La forza della squadra sta tutta lì, in questo rapporto che li lega dentro e soprattutto fuori dal campo. In campo è chiaro che ognuno ha le sue specificità e le sue abilità ma sicuramente il leader tecnico ed emotivo del gruppo è il capitano Romano, il nostro numero 10, il nostro trequartista. I suoi gol sono stati gli assoluti protagonisti dello sprint finale che ci ha portato alle Final Eight. Solo grazie ai suoi scarpini abbiamo conquistato 7 punti in 3 partite.

CAMMINO E MOMENTI SVOLTA

Il cammino vincente del Gattinara non è stato avaro di ostacoli, anzi proprio i momenti difficili hanno permesso al gruppo di crescere, di maturare e di ritrovarsi concentrati verso l’obiettivo finale: «Siamo partiti a bomba, nelle prime sei gare abbiamo raccolto sei vittorie consecutive, poi il tracollo, 3 sconfitte di fila con Strambinese, Quincitava e Arona. Eravamo a pezzi, demoralizzati, non riuscivamo più a vincere. Fortunatamente abbiamo chiuso il girone d’andata con la vittoria sulla Torinese che ci ha ridato un po’ di ossigeno. La pausa è stata un calvario, prima ho beccato il Covid io e abbiamo sospeso gli allenamenti, poi ho dovuto rinunciare a 13 ragazzi contemporaneamente sempre causa Covid, il primo allenamento del 2022 si è tenuto il 20 gennaio e lì ho veramente creduto che i giochi per noi fossero finiti. La nostra salvezza sono stati i ragazzi che sono scampati al contagio e che hanno tenuto a galla la squadra sotto l’aspetto emotivo, della fiducia e della determinazione. La svolta è arrivata nella partita fuori casa con il Lucento quando nonostante aver subito il gioco avversario per tutta la gara siamo riusciti a non prendere gol e anzi a vincerla 0-1 con un gol di Romano nei minuti finali. Quando soffri tanto e alla fine vinci capisci che allora si può fare tutto. La gara di Lucento ci ha dato un’adrenalina incredibile che ci ha permesso di conquistare 6 punti pesanti con le nostre dirette rivali, Strambinese e Quincitava, e di conquistare matematicamente il passaggio alle fasi finali.

IL GATTINARA DOPO LA VITTORIA CONTRO IL LUCENTOIL GATTINARA FESTEGGIA LA VITTORIA AL RICONDA CONTRO IL LUCENTO

LA GUIDA TECNICA

Il tecnico Pavero oltre ad essere molto preparto tatticamente e al sapersi circondare da uno staff competente e lucido nella gestione del gruppo, è risuscito a creare un rapporto empatico con i ragazzi che ha permesso di accentuare quel processo sinergico che ha visto come risultato predominante l’eccelsa gestione della quarantena che il gruppo ha dovuto subire. Questo ha permesso di sopperire alla mancata preparazione post pausa invernale e di approcciare le gare decisive con atteggiamento diverso e fruttuoso nonostante il deficit di condizione.

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