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Under 18

Acqui inarrestabile, Malvicino cala il poker al Mestre e lancia la sfida alla Varesina

Doppio Morganti, Cadario e Ruci cancellano il sussulto di Barbiero e spazzano via i lagunari

Acqui inarrestabile, Malvicino cala il poker al Mestre e lancia la sfida alla Varesina

QUI LA FOTOGALLERY DELLA PARTITA

Morganti, Morganti, Cadario, Ruci. A furia di ripetere i loro nomi sta diventando quasi una macumba scaccia sfortuna. La verità è che la squadra di Malvicino è una vera macchina da gol, e i suoi interpreti segnano ad intervalli che potremmo definire  "musicali". A farne le spese stavolta sono i veneti del Mestre, campioni in carica del campionato regionale Under 18 del Veneto. Nella prima sfida del triangolare valido per le fasi finali regionali, i ragazzi di Malvicino affrontano il Mestre di Moser, tra le mura casalinghe del comunale Ottolenghi. In un match senza storia i termali surclassano nel gioco, nel risultato e nello spirito i veneti imponendosi per 4-1. In un primo tempo giocato a ritmi stratosferici ci pensa Morganti di testa al 21' e con una gran botta di destro al 30' a portare i padroni di casa sul doppio vantaggio. Nella ripresa subito al 4' Barberio riporta in partita i lagunari, ma prima Cadario al 9' st e poi Ruci al 18' st sgretolano le speranze degli ospiti chiudendo definitivamente la pratica. Vittoria importantissima per i piemontesi che si proiettano alla sfida in esterna contro la Varesina con un buon parziale in termini di differenza reti e con la consapevolezza che la sfida in Lombardia ha già il sapore di una finale. 

Morganti Imperatore. Dopo aver incantato il calcio piemontese con un cammino trionfale che li ha portati a stravincere la finale contro l'Arona e a conquistare il titolo di campioni del Piemonte, Malvicino vuol passare il Rubicone ed esportare il suo calcio raffinato oltre i confini regionali, nel palcoscenico nazionale. Il primo avversario che si pone sul cammino dei Termali è il Mestre di Moser, detentrice del titolo della regione Veneto. Si sa che il calcio per il tecnico bianconero è una filosofia, così fedele ai suoi dogmi schiera i suoi in formazione tipo: 4-3-3 con Martino Taddeo in cabina di regia, Massucco mezzala destra, Super Morganti mezzala di sinistra e il trio pirotecnico Costa Pisani, Cadario e Mazzarello in attacco. I lagunari si schierano con un modulo speculare: 4-3-3 con Bacchin ad inventare calcio e a dispensare giocate per la velocità e il dribbling di Barbiero e ad innescare il fiuto del gol di Boni Alvise. Pronti via e le carte sul tavolo vengono svelate, i padroni di casa sono famelici, e sotto la spinta del tifo di casa aggrediscono altissimi gli avversari con un pressing asfissiante a tutto campo. Nel traffico dei palloni sporchi il jolly vincente dello scacchiere di Malvicino risulta essere Cadario, il bomber bianconero più nelle vesti da falso 9 si abbassa spesso sulla linea dei centrocampisti, ripulendo le palle sporche dando ordine alla manovra offensiva. La supremazia dei padroni di casa è ben raffigurata dallo strapotere tecnico e  fisico di Morganti che sull'out di sinistra interagisce sinergicamente con Costa Pisani e Sciutto dando vita ad una eccelsa catena di sinistra. Al 12' proprio Morganti si rende protagonista di una gran prova di forza: dopo aver recuperato una palla vagante sulla trequarti avversaria, punta l'area di rigore, salta due uomini e di potenza conclude centralmente trovando la pronta risposta di Del Bello. il gol è nell'aria, e il suo sentore si respira ad ogni falcata dei bianconeri, al 20' infatti Arecco viene steso fallosamente sulla corsia di destra da Vanin, sulla punizione scaturita si presenta Cadario che di destro pennella un cross alto e morbido che si staglia dritto sul secondo palo trovando lo stacco di Morganti che tutto solo incorna la sfera e la spedisce alle spalle di Del Bello. Acqui 1 - Mestre 0. La squadra di Moser non pervenuta. Ad esser precisi gli arancioneri abbozzano una timida risposta al 25' con Barbiero, il più attivo e  pericoloso fra i suoi, che scorgendo Ivaldi fuori dai pali,  tenta una volè da metà campo su una palla alta, con la sfera che si spegne ampiamente fuori dallo specchio. I Malvicino boys sono incontenibili, fanno girare la palla da una parte all'altra del rettangolo sperimentando a tratti sprazzi di tiki taka di stampo catalano, al 27' Massucco sfiora il raddoppio, il 7 bianconero con una serpentina velenosa salta due uomini penetra detro l'area di rigore e al cospetto di Del Bello calcia basso e di potenza, la sfera impatta sul portiere che non trattiene, schizza via e si stampa sulla traversa. Se in fase offensiva sono incontenibili, in fase difensiva i bianchi sono monolitici, i reparti si muovono sinuosamente come fosse una fisarmonica con  Contrafatto e Martino F. che controllano minuziosamente ogni anelito offensivo avversario disinnescando ogni azione al suo principio. Al 33' la supremazia schiacciante  dei termali si concretizza nel doppio vantaggio: Mazzarello riceve palla sulla corsia di destra, mette il turbo salta due uomini, penetra in area di rigore e con un filtrante morbido serve l'inserimento del solito Morganti che con una sassata di prima intenzione spedisce la sfera nel palo più lontano lasciando il portiere avversario inerme sul posto. I lagunari sembrano smarriti, totalmente in balia degli avversari e incapaci di rispondere concretamente alle offensive altrui, nonostante a quasi tempo scaduto il solito Barbiero si ritrovi sui piedi la palla del possibile 2-1. Su un calcio d'angolo all'apparenza innocuo battuto dgli ospiti, Ivaldi esce bene ma non trattiene la palla che schizza via e capita fortunosamente sui piedi di Barbiero che addomestica la sfera e, approfittando della porta sguarnita, cerca di piazzare il colpo con un tiro a giro che si spegne di poco fuori lo specchio. Nulla da fare, risultato inchiodato sul 2-0 per l'Acqui e tutti negli spogliatoi per l'intervallo.


Cadario Artista. Il secondo tempo si apre con i Malva Boy's che riprendono il discorso dove l'avevano interrotto: pressing alto, passaggi veloci e imbucate a favorire gli inserimenti dentro l'area. Al 4'La sicurezza dei bianchi però concede un velleitario contropiede ai lagunari che presto rivela la sua natura fatale. Sulla conclusione del solito Barbiero, Ivaldi si rifugia in calcio d'angolo, dalla bandierina Bacchin calcia teso a rientrare sul secondo palo, Barbiero elude la marcatura della difesa bianconera e tutto solo inchioda la sfera di testa: Acqui 2 Mestre 1. Gli arancioneri la riaprono a sorpresa con un'azione fotocopia a quella che ha portato al primo gol di Morganti. Il colpaccio Barbiero rivitalizza gli animi arancioneri ma le speranze degli ospiti si sgretolano subito. Non passano neanche 5 minuti che i padroni di casa ritrovano l'allungo e stavolta con un'azione da calcio spettacolo puro. Mazzariello estirpa un pallone ad un avversario, parte per vie centrali in una sgroppata di 40 metri e sulla linea della trequarti imbuca con un filtrante l'inserimento di Costa Pisani che salta un avversario supera in dribbling il portiere e quasi sulla linea di fondo con un colpo ti tacco serve l'inserimento dell'arrembante Cadario che con un destro a giro spedisce la sfera sul secondo palo e fa 3-1. La partita è un inno all''arguzia tattica di Malvicino e alla classe dei suoi giocatori che giocata dopo giocata disegnano calcio fagocitando gli avversari nell'oblio delle loro geometrie. La giostra dei cambi non cambia di una virgola il copione che anzi si alimenta sempre di nuove occasioni che trovano spesso la provvidenziale chiusura di Del Bello che cerca di evitare l'umiliazione totale. Al 18' però l'umiliazione prende forma con il poker di Ruci tecnicamente arrogante e fisicamente prepotente nel raccogliere il cross di Cadario e spedire con un incornata dal vertice dell'area di rigore, la sfera alle spalle dell'estremo difensore avversario. A questo punto la sfida non ha più nulla da raccontare e il match si trascina verso le battute finali mettendo in luce le capacità di palleggio della squadra di casa che in modalità risparmio energetico diverte il pubblico e regala giocate per i fotografi. La sfida finisce quindi 4-1 regalando un grandissimo vantaggio a Malvicino che adesso ha due settimane  per preparare la sfida con la Varesina che sa già di finale.


IL TABELLINO

ACQUI-MESTRE 4-1

RETI (2-0, 2-1, 4-1): 21' e 30' Morganti (A), 4' st Barbiero (M), 9' st Cadario (A), 18' st Ruci (A).

ACQUI (4-3-3): Ivaldi 7.5, Arecco 7.5, Sciutto 8, Martino F. 7.5, Contrafatto 8, Morganti 9 (51' st Parisio sv), Massucco 8 (36' Piccardo D. sv, 43' st De Alexandris sv), Martino T. 8.5 (33' st Bortoletto 6.5), Mazzarello 8.5 (37' st Gallo sv), Cadario 9 (28' st Crescentini 6.5), Costa Pisani 7.5 (13' st Ruci 8). A disp. Vecchiattini, Garello. All. Malvicino 9. Dir. Carminati.

MESTRE (4-3-3): Del Bello 7, Martellato 5.5 (23' st Reginato 5.5), Scarpa 5.5 (15' st Pocchiari 5.5), Cavallin 5.5, Frasca 5, Vanin 5, Barbiero 7 (37' st Leggieri sv), Sorgato 5.5, Boni Alv. 5 (40' st Russo sv), Bacchin 6 (32' st Meneghini sv), Vecchiato 5.5 (23' st Semenzato 5.5). A disp. Tessitore, Melis, Pillon. All. Moser 6.

ARBITRO: Chieppa di Biella 7

COLLABORATORI: Dell'erba di Torino e Barbero di Asti.

AMMONITI: Sorgato (M), Barbiero (M), Vanin (M), Frasca (M), Piccardo D. (A), Martino T.[04] (A), Massucco (A).

LE PAGELLE (in aggiornamento)


ACQUI

Ivaldi 7.5
Il guardiano dei pali, per quanto noi sia per lui una partita impegnativa si mette in mostra con un paio d'interventi assestando un duro colpo all'autostima degli avversari e dimostrando di essere una certezza
Arecco 7.5 Se l'out di sinistra è dominio del capitano, la fascia destra è di sua esclusiva competenza. Martella come un matto aggredendo alto il terzino di riferimento. Con Mazzarello costituisce una catena solida e oliata che scorre agilmente  cerando continue sovrapposizioni e soluzioni offensive.
Sciutto 8 E' il capitano della squadra, dominatore assoluto della fascia sinistra non concede praticamente nulla agli avversari. ogni qual volta si concede una scorribanda offensiva riesce a ripiegare agilmente e velocemente in difesa, spezzando ogni tentativo di contropiede degli avversari. 
Martino F. 7.5 Con il compagno di reparto costituisce un valico insuperabile. Una linea Maginot impenetrabile. Periodicamente si concede delle avanzate senza mai creare difficoltà ai compagni. Lungimirante 
Contrafatto 8 Praticamente perfetto: monolitico, lucido, calcolatore. Gioca una partita perfetta non concedendo nulla  agli avversari. L'anticipo è il suo marchio di fabbrica, grazie ad una strabiliante capacità di lettura del gioco anticipa sistematicamente gli attaccanti avversari 
Morganti 9 Strabiliante. In queste partite si esalta come uno squalo quando fiuta il sangue. Impetuoso, prepotente e dirompente. Il gol con cui sblocca la partita è un condensato di forza e intelligenza tattica, il secondo gol è invece un concentrato di forza fisica e di potenza: il tempo d'inserimento è eccelso, la conclusione è stucchevole. Gladiatore  (51' st Parisio sv)
Massucco 8 Frizzante, vivace, dirompente. Non esiste una zolla del campo che non sia stata da lui calpestata, e la sua partita è durata solo 36' a causa di un giallo rimediato per un fallo tattico. Vitale per l'equilibrio tattico della squadra. L'azione con cui sfiora il gol ne è una dimostrazione  (36' Piccardo D. sv, 43' st De Alexandris sv)
Martino T. 8.5 Tutte le più grandi orchestre hanno al timone un grande direttore. Lui è il migliore dell'intera categoria. detta i tempi di gioco e le direttive ai compagni con la maturità di un veterano. Legge le linee di passaggio avversario con largo anticipo, quasi fosse nostradamus. Diaframma dell'intera squadra che si alza quando lui pressa alto e indietreggia quando lui arretra
33' st Bortoletto 6.5 Entra benissimo a partita in corso dando il suo contributo alla squadra, cercando anche più volte la gloria personale. Prezioso.
Mazzarello 8.5 Chi fermerà la musica? cantavano i Pooh, Chi fermerà Mazza? cantano ad Acqui. Praticamente indomabile, ha una forza fisica inarrestabile, una capacità di dribbling strepitosa un'intelligenza calcistica sublime. Lo strappo con cui innesca la ripartenza del terzo gol dei suoi è da applausi a scena aperta, 40 mt palla al piede mentre salta gli avversari come fossero cartelli stradali. Impressionante!  (37' st Gallo sv)
Cadario 9 Passo felpato, sguardo arguto, tocco vellutato. È un artista del calcio, guardarlo accarezzare la palla non ha prezzo. Capacità di dribbling assurda, vedasi come al 14' st salta 3 avversari come birilli, penetrando in area e sfiorando il gol alla Roberto Baggio.  Nonostante non abbia le fattezze del classico numero 9 interpreta magnificamente il ruolo giocando più da rifinitore , da falso nove. È l'architetto del triumvirato d'attacco, la mente del tridente, l'Artista.   
28' st Crescentini 6.5 Entra bene a partita in corso mantenendo alta l'attenzione dei suoi nonostante il risultato abbastanza favorevole. In mezzo trasmette sicurezza grazie alla sua intelligenza tattica e alla sua capacità di posizionamento. Amministratore.
Costa Pisani 7.5 Solito funambolo, si diverte e fa divertire. Con la palla tra i piedi è imprevedibile, sforna giocate con la semplicità di un bambino. Il colpo di tacco con cui libera al tiro Cadario è da manuale del calcio. follia pura che da sola vale il prezzo del biglietto. Eclettico.  
13' st Ruci 8 Entra a partita in corso con voglia e cattiveria da vendere. Ha eternamente fame e il suo pasto preferito sono i gol. La sua media gol è da capogiro, il rapporto minuti giocati/gol  dimostra la caparbietà e la forza mentale di questo giocatore. Il gol con cui chiude la partita è una dimostrazione di prepotenza fisica e spirituale.

All. Malvicino 9 Stratega, motivatore, grandissimo conoscitore di calcio. Vedere giocare la sua squadra è uno spettacolo per gli occhi, è un'opera d'arte contemporanea. La sua è una squadra costruita per vincere, ma tra vincere e convincere c'è di mezzo l'essenza vera del calcio. La sua squadra vince e convince giocando un calcio moderno e soprattutto offensivo. Gran parte del merito è suo e della sua visione. Mago!





MESTRE

Del Bello 7
Se non fosse stato per le sue parate , per i suoi puntuali interventi il risultato sarebbe stato molto più pesante. Ha cercato di mantenere a galla i suoi in tutti i mezzi, purtroppo si è dovuto arrendere allo strapotere degli avversari.
Martellato 5.5 Non riesce a contenere  la vivacità e lo strapotere degli attaccanti avversari
23' st Reginato 5.5 Entra a partita in corsa senza incidere
Scarpa 5.5 Perennemente schiacciato dal terzino avversario, non riesce a spingere come dovrebbe.
15' st Pocchiari 5.5 Entra a partita in corso senza incidere positivamente
Cavallin 5.5 Non riesce a contenere gli attaccnti avversari, spesso in ritardo negli interventi e nelle uscite
Frasca 5 Chiamato a fare da scudo alla difesa  subisce la fisicità e la tecnica degli avversari. Impalpabile
Vanin 5 Costretto sempre al fallo, passa la partita a vedersi sfrecciare accanto Mazzarello senza mai riuscire a fermarlo
Barbiero 7 Il migliore dei suoi per distacco. L'unico a cercare di creare qualcosa e l'unico ad impensierire veramente gli avversari. Il gol è il giusto coronamento per un'ottima prestazione. Purtroppo per lui gli altri sono più forti (37' st Leggieri sv), Sorgato 5.5 Scompare a centrocampo, fagocitato dal pressing degli avversari
Boni Alv. 5 Purtroppo la sua è una partita complicata, schiacciato, contrastato e inibito dal duo Contrafatto- Martino F. purtroppo non è la sua partita(40' st Russo sv)
Bacchin 6 Cerca di dare geometrie e tempi alla sua squadra ritrovandosi però asfissiato dal pressing avversario. Confuso
(32' st Meneghini sv)
Vecchiato 5.5 Scomapre sulla fascia schiacciato dalla catena Arecco-Mazzarello.
23' st Semenzato 5.5 Entra a partita in corso senza incidere positivamente

All. Moser 6 Approccia la partita con il classico schema all'italiana del catenaccio e contropiede. Puntare sulle ripartenze, sfruttando l'estro e la velocità di Barberio si è rivelata una tattica fallace e povera. Purtroppo per lui gli avversari sono troppo forti, rendendo inutili ogni sua strategia.




ARBITRO
Chieppa di Biella 7 Puntuale, lucido e  deciso. è una mano invisibile nella partita che giudica senza mai scadere in inutili protagonismi. Sagace.







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