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Milan-Fiorentina: la nebbia e Tognetti fermano il diavolo, Charalampoglou manda la Viola in Paradiso

Milan-Fiorentina salutano il pubblico del Vismara

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Milan-Fiorentina: Tognetti ferma il Diavolo, Charalampoglou manda la Viola in Paradiso

Gli uomini di Papalato sbancano il Vismara al termine di una partita sofferta ma in cui hanno saputo stare in campo meglio dei loro avversari

Il freddo e la nebbia di Milano non hanno fermato un Milan-Fiorentina sporco e ruvido ma che non ha deluso le aspettative. I molti tifosi che hanno sfidato il gelo del Vismara sono stati ripagati da una partita dai ritmi intensi che ha visto due squadre affrontarsi a viso apertissimo, ognuna secondo la sua filosofia di gioco. Al termine dei 90 minuti sono stati i Viola a spuntarla, che hanno interpretato la gara da grande squadra. Hanno controllato il gioco, hanno saputo soffrire e hanno colpito con cinismo in una delle poche reali occasioni della partita con la zuccata di Charalampoglou. Il Milan dal canto suo esce con l'amaro in bocca, consapevole di non aver sfruttato alcune palle gol importanti nel primo tempo e all'inizio del secondo. Troppo disordinato l'assalto finale dei rossoneri che non sono riusciti a scardinare la compatta retroguardia della Fiorentina, anche grazie a un paio di interventi miracolosi di Tognatti. Con questa vittoria, i toscani si affermano come una delle forze di questo campionato mentre il Milan dovrà cercare di invertire la rotta al più presto: le vacanze di Natale, forse, arrivano nel momento giusto e potranno dare una scossa ai ragazzi di Terni.

Tra fuorigioco e sprechi. La partita si dimostra fin dalle prime battute molto maschia ed emozionante. In 12 minuti, infatti, viene annullato un gol per parte. All'8' è Boni a illudere i padroni di casa: il numero 11 colpisce bene di testa il cross su punizione di Polenghi ma era scattato leggermente in anticipo. Quattro minuti dopo la scena è praticamente identica ma cambiano area di rigore e protagonisti: questa volta a scattare in posizione di offside è Sene, centravanti ospite. Il canovaccio tattico è chiaro fin da subito. La Fiorentina tiene il possesso del pallone e cerca di sfruttare le fasce laterali, anche perché Vigiani è in giornata. Quello che manca ai viola, però, è la coesione tra i reparti, soprattutto là davanti dove Sene si ritrova a combattere contro la possente linea a tre rossonera. La retroguardia del Milan, capitanata da un Marshage in grande forma, riesce ad arginare eccellentemente la punta e a rendere inoffensivo il giro palla avversario. La formazione di Terni, imbrigliando in tal modo la manovra della Fiorentina, cerca di giocare di rimessa. Più di una volta nel corso della prima frazione di gioco, infatti, i rossoneri si affidano a palle lunghe o a verticalizzazioni rapide non appena entrano in possesso del pallone. Questo stile di gioco dei padroni di casa viene anche aiutato dalla linea difensiva toscana che rimane molto alta e apre spazi invitanti per Condello e Boni. Il problema del Milan non è dunque creare occasioni, semplicemente concretizzarle. Prima è Pluvio ad andare poco convinto su un cross arrivato dalla destra e a mancare la zampata. Qualche minuto più tardi è Condello a gettare al vento l'occasione più grande per i suoi. Il 9 viene lanciato a rete e sfrutta lo scivolone di Aprili che gli apre un'autostrada verso Tognetti: la punta rossonera esita troppo prima della conclusione e poi calcia alto. Due occasioni sfumate che si riveleranno molto pesanti a fine partita.

Cambio di ritmo. Pronti via e il Milan si butta all'arrembaggio nella metà campo avversaria. Dalla panchina, per la Fiorentina, entrano Charalampoglou e Ungheria, cambi che si riveleranno decisivi. I rossoneri hanno una grandissima occasione dopo pochissimi secondi. Bright, nell'unico vero lampo della sua partita, scende sulla destra e apparecchia per il tiro da fuori area di Boni. Tognetti non è perfetto e respinge corto ma è bravissimo sul tap-in a botta sicura di Condello a cui viene negata la gioia del gol. Primo miracolo per l'estremo difensore toscano. Adesso è il Milan che cerca di mantenere il controllo delle operazioni e prova a mettere alle corde gli avversari. In particolare nelle fasi iniziali della ripresa è Piantedosi a scatenarsi, creandosi più di una volta delle vere e proprie praterie verso l'area avversaria. Il Milan, però, ancora una volta non riesce a concretizzare e viene punito. La Fiorentina, messa alle strette, riesce a guadagnare un calcio d'angolo: in mezzo a tutti svetta proprio il subentrato Charalampoglou che piega le mani di Nava e manda in vantaggio i suoi. I padroni di casa accusano il colpo e perdono lucidità per qualche minuto. In questo modo la Fiorentina si riorganizza tatticamente e si trincera nella propria metà campo. I rossoneri tentano in tutti i modi di aggirare lo scoglio difensivo ma la muraglia viola non accenna a cadere. L'unica crepa è subito ben controllata da un altro stupendo intervento di Tognetti. Al 24' Chiesurin scende bene sulla destra e mette in mezzo: un difensore della Fiorentina devia verso la sua porta ma il portiere vola con un gran riflesso e salva il risultato. Un vero peccato che proprio su questo intervento, Tognetti si procuri un infortunio che lo costringe a lasciare il terreno di gioco. Gli ultimi minuti vedono un Milan arrembante ma mai veramente pericoloso e il numero 12 Manzari può dormire sonni tranquilli. Al triplice fischio la nebbia fitta avvolge totalmente il Vismara e sono le maglie viola a festeggiare.

IL TABELLINO

MILAN-FIORENTINA 0-1
RETE: 13' st Charalampoglou (F).
MILAN (3-5-2): Nava 6, Pandini 6 (39' st Elia sv), Piantedosi 7, Marshage 7, Incorvaia 6.5, Polenghi 6, Chiesurin 6 (26' st Montalbano 6), Pluvio 6.5, Condello 6, Bright 5.5, Boni 6 (43' st Basilico sv). A disp. Di Chiara, Dipalma, Anane. All. Terni 6.
FIORENTINA (4-2-3-1): Tognetti 7 (26' st Manzari 6), Vigiani 7.5, Marcucci 6.5, Atzeni 6, Farneti 6 (43' st Paternò sv), Saltalamacchia 6.5, Bigozzi 6, Aprili 6, Sene 6, Nardi 5.5 (1' st Charalampoglou 7), Denes 5.5 (1' st Ungheria 6.5). A disp. Bardotti, Markosian, Fiaschi, Rensi, Chiesa. All. Papalato 7.
ARBITRO: Garofalo di Torre del Greco 6.5.
ASSISTENTI: Toniutto di Como e Ruggeri di Bergamo.
AMMONITI: Marcucci (F), Chiesurin (M), Marshage (M), Paternò (F).

LE PAGELLE

MILAN
Nava 6 Partita strana per l'estremo difensore rossonero che non viene quasi mai impegnato e nell'unica occasione in cui lo è, non può davvero nulla.
Pandini 6 Dei tre centrali è quello più morbido e meno appariscente. Comunque attento. (39' st Elia sv).
Piantedosi 7 Uno dei migliori in campo. Sia nel primo tempo che nel secondo, prova a spaccare la partita con le sue percussioni sulla fascia sinistra.
Marshage 7 Se è capitano un motivo c'è ed è chiarissimo. Grandissimo leader in campo, sia tecnico che carismatico. Riesce a limitare il pericolo Denes ed è l'ultimo ad arrendersi.
Incorvaia 6.5 Solida prestazione difensiva insieme ai suoi compagni di reparto. Ha anche la lucidità di prendersi qualche licenza in possesso del pallone.
Polenghi 6 Partita a corrente alternata per il metronomo rossonero che trova soluzioni difficili ma spesso cade su quelle più facili.
Chiesurin 6 Al netto di una bella azione personale che porta a un quasi autogol, la partita del numero 7 non è la sua più memorabile.
26' st Montalbano 6 Entra in campo con il piglio e la volontà giusta ma non riesce a incidere.
Pluvio 6.5 Il pallone passa spesso dai suoi piedi e lui lo gioca con intelligenza. Manca l'appuntamento con il gol nel primo tempo.
Condello 6 Si muove bene e si rende sempre disponibile ma i due gol divorati pesano come un macigno sulla sua prestazione e, soprattutto, sul risultato finale.
Bright 5.5 Non il migliore dei pomeriggi per il 10 rossonero che rimane tagliato fuori dalla partita per quasi tutti i 90 minuti. Si rifarà.
Boni 6 Nel primo tempo è uno dei più indiavolati, guidando la maggior parte dei contropiedi del Milan. Nella ripresa si perde e scompare progressivamente dal campo. (43' st Basilico sv).
All. Terni 6 Un vero peccato perché il Milan meritava qualcosa in più ma non è sembrato avere l'organizzazione giusta per trovare il pareggio.

FIORENTINA
Tognetti Due parate belle non solo esteticamente ma soprattutto perché si rivelano decisive per la vittoria finale. Gli auguriamo pronta guarigione!
26' st Manzari 6 Entra per l'infortunio del suo collega. La difesa viola gli fa passare una ventina di minuti tutto sommato tranquilli.
Vigiani 7.5 Migliore in campo. Una forza della natura quando parte sulla fascia sinistra e un ostacolo tostissimo da superare quando viene puntato nell'uno contro uno. 
Marcucci 6.5 Prestazione di grande cuore per il capitano della Fiorentina che gioca con la giusta intensità per tutti i novanta minuti.
Atzeni 6 Soffre un po' la fisicità del centrocampo avversario che lo prende un po' in mezzo. Poco incisivo.
Farneti 6 Cerca di portare più il pallone rispetto al suo compagno di reparto ma anche lui finisce per rimanere imbottigliato nel traffico di metà campo. (43' st Paternò sv).
Saltalamacchia 6.5 Buona prestazione in fase di copertura per il laterale viola che difficilmente si fa saltare dal diretto avversario.
Bigozzi 6 Sicuramente non gli si può dire di essere poco generoso: tanta corsa al servizio della squadra pur non apparendo come altri suoi compagni.
Aprili 6 La prestazione nel complesso è buona ma rischia di comprometterla quando nel primo tempo inciampa sul pallone e regala un'occasione all'attacco del Milan. 
Sene 6 Giornata no per la punta della Fiorentina che cerca di aprire gli spazi, buttarsi in profondità e far salire la squadra ma è francobollato da Marshage.
Nardi 5.5 Trasferta amara per il 10 viola che non riesce a mettere la sua impronta sul match. Sostituito nell'intervallo.
1' st Charalampoglou L'asso nella manica di Papalato è El Greco. Il numero 21 entra bene in partita e ha il merito di scegliere bene il tempo sul corner, anticipando tutti di testa e battendo Nava per il gol che sblocca e decide la gara.
Denes 5.5 Il discorso è molto simile a quello di Nardi e anche la sua sorte all'intervallo. In ombra.
1' st Ungheria 6.5 Entra molto bene in campo sparigliando le carte sulla fascia sinistra con la sua corsa instancabile.
All. Papalato La Fiorentina ha saputo vivere tre partite in una, come fanno le grandi. Ha controllato il gioco, ha sofferto in due momenti distinti e ha colpito al momento giusto.

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