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Viareggio Cup

Le parate di Bertini non bastano: l'Atalanta è irriconoscibile e saluta il Viareggio

In finale ci va il Sassuolo: Leone, Ferrara e Bruno firmano il tris per Cascione

Le parate di Bertini non bastano: l'Atalanta è irriconoscibile e saluta il Viareggio

Muhameti, centrocampista classe 2004 dell'Atalanta

Troppo Sassuolo per una piccola Atalanta. La prima semifinale della Viareggio Cup sorride ai ragazzi di Cascione che si prendono, nell'ordine: un 3-0 favoloso firmato da Leone, Ferrara e Bruno dopo novanta minuti a dir poco spettacolari, la quinta vittoria su sei uscite in terra toscana ma soprattutto la finalissima di mercoledì 30 marzo, che vedrà gli emiliani affrontare a Pontedera la vincente della sfida tra Empoli e Alex Transfiguration. A Sesto Fiorentino è tripudio neroverde: ai gol su rigore di Leone e Ferrara - entrambi arrivati nel primo tempo nel giro di cinque minuti - è seguito il sigillo di Bruno nella ripresa, a coronamento di una prestazione quasi perfetta che ha visto giocatori come Baldari, Leone e Toure prendersi la scena su Fisic, Vavassori e Stabile, assenti ingiustificati per l'Atalanta. È una Dea irriconoscibile e priva di idee quella di Bosi, salvata dall'imbarcata solamente da un Bertini in stato di grazia, autore di parate a dir poco strepitose come quelle su Ferrara e Baldari nelle quali ha dimostrato istinto, tecnica e una dose non indifferente di talento.

TRIPUDIO

Il Sassuolo della prima mezz'ora è roba da vedere e rivedere, tanto che sembra quasi giocare con un uomo in più rispetto all'Atalanta. Nel 4-3-3 di Cascione c'è tutto: l'attenzione del reparto arretrato, opera dalla coppia Loeffen-Cehu coadiuvata dagli esterni Cannavaro e Martini; la precisione di quello mediano, nel quale spicca l'intelligenza tattica di Toure e la tecnica di Zafferri e Leone; l'estro di quello offensivo, con il tris Baldari-Ferrara-Lolli capace di creare palle gol a valanga. Quelle più nitide arrivano al 12' e al 20': prima Leone illumina per Ferrara, che entra in area e da ottima posizione costringe Bertini al miracolo; poi lo stesso Leone inventa per Lolli, il cui tentativo è parato ancora una volta dall'estremo difensore della Dea. Nel mezzo un paio di azioni corali di Baldari, a tratti imprendibile ma poco efficace quando c'è stato da fare male. Poco male per i neroverdi, che nel giro di cinque minuti a cavallo della mezz'ora prima la sbloccano e poi la chiudono grazie a due rigori. In occasione del primo - causato da un intervento ingenuo di Stabile su Martino - è glaciale Leone (26'), nel secondo - questa volta è Bertini a pagare caro un'uscita in ritardo su Cehu - si incarica della battuta Ferrara che apre di destro e fa 2-0 (31'). Sponda Atalanta è buio pesto, come dimostra l'esito del primo nonché unico sussulto nei primi quarantacinque: un tiro di Vavassori su assist di Fisic che termina abbondantemente sopra la traversa (25').

TRIS

A tenere a galla la Dea a tempo praticamente scaduto è ancora una volta Bertini, il cui intervento su Baldari è un mix perfetto tra istinto, senso della posizione e reattività. Occasioni alla mano, essere andata a riposo sono di soli due gol appare come una manna dal cielo per l'Atalanta, che approccia alla ripresa cambiando due pedine - Gudmundsson e Ferrara per Colombo e Fisic - dando invece continuità al 4-3-3 iniziale. Pur portando ad un innalzamento naturale del baricentro - difficile immaginare il contrario essendo sotto di due gol - le contromosse di Bosi faticano a portare i propri frutti, tanto che le problematiche emerse nella ripresa sono le stesse emerse in avvio: assenza totale di un'idea di gioco, poco equilibrio tra i reparti e una linea difensiva lasciata fin troppo sola. Ne conseguono altri 45 minuti da incubo, con il Sassuolo solido in fase di non possesso e letale in avanti: dopo due tentativi sciupati da Sasanelli (gran parata di Bertini al 12') e Lolli (conclusione alta al 25') è il subentrato Bruno a calare il tris, abile nel battere Bertini con un pallonetto delizioso (34').

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