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Quieto è fenomenale ma Zanchetta lo sostituisce: Inter rimontata e fermata sul pari

Il dieci nerazzurro dà spettacolo e segna con Sarr, poi nella ripresa vengono fuori gli estensi

Quieto

Quieto e Marocco, punti fermi dell'Inter di Zanchetta

Sarr e Quieto portano avanti l'Inter, Abdalla e Martini la riprendono per la Spal. I nerazzurri di Zanchetta si fanno rimontare due gol, mancano il sorpasso al trittico Bologna-Fiorentina-Parma e rimangono momentaneamente fuori dalla zona playoff, attualmente distante una lunghezza. Quella scesa in campo al Breda è un'Inter a due facce: quella del primo tempo, pur senza brillare, passa meritatamente con Sarr e raddoppia con un gol strepitoso di Quieto, migliore per distacco e sostituito inspiegabilmente a metà ripresa; quella del secondo tempo, spaventata dal gol di Abdalla arrivato poco prima del duplice fischio, soffre per un quarto d'ora abbondante ed è costretta ad arrendersi di fronte al talento di Semenza - grande ex della partita - e Dell'Aquila, anche se il gol del definitivo 2-2 degli estensi è a opera di Martini, anch'esso col nerazzurro nel destino essendo tesserato Inter girato in prestito ai biancocelesti dopo l'approdo a Milano della scorsa estate.

DI TUTTO

Vincere per ripartire al meglio dopo la delusione del Viareggio e rimanere aggrappati al treno playoff. Se in casa nerazzurra quella contro la Spal non è una finale poco ci manca: per l'avversario, con gli estensi seconda forza del campionato dietro la Roma; per il momento, visto il rush finale a due mesi dalle fasi finali; per il palcoscenico, essendoci lo Stadio Breda di Sesto San Giovanni - solitamente adibito ad hoc solamente per la formazione primavera nerazzurra - a fare da cornice. Nel 4-3-1-2 iniziale di Zanchetta c'è tutto: l'intraprendenza di Motti, esterno destro nel reparto capitanato dalla coppia Stante-Peretti e completato da Pelamatti; la concretezza di Sarr, coadiuvato in avanti da Owusu; la fantasia di Quieto, vertice alto nel rombo di centrocampo con Andersen al centro dei mezzi Biral e Kamate. I primi due, dopo dieci minuti di guerra a centrocampo, prendono in mano i nerazzurri e regalando il gol del vantaggio: il terzino nerazzurro semina il panico sulla destra, si accentra e col piede debole (almeno sulla carta) pesca in profondità il centravanti, che da ottima posizione infila col sinistro l'ottavo gol stagionale (10'). Il terzo sale in cattedra dopo un quarto d'ora, dimostrando in una giocata il perché venga definito come uno dei prospetti migliori in casa Inter: il sombrero di tacco ai danni di Abdalla è l'antipasto, il destro sul primo palo è la portata principale in un menù degustazione da fare invidia. Abati battuto per la seconda volta, raddoppio ottenuto con merito e partita - almeno apparentemente - in cassaforte (28'). 

IL PARI

Gli unici pericoli per l'Inter arrivano da Semenza - grande ex della partita - e Dell'Aquila, esterni alti nel 4-3-3 disegnato da Prediali: la tecnica del primo chiama agli straordinari l'asse Motti-Peretti, la vivacità del secondo quello Pelamatti-Stante. Non è un caso se proprio dai loro piedi nascono le uniche due occasioni dei primi 45: la prima - un tiro da fuori di Dell'Aquila - si conclude con un nulla di fatto per merito di Botis, la seconda - un calcio d'angolo al bacio di Semenza sul quale Abdalla si avventa e sotto misura accorcia le distanze - si tramuta in gol (45'). È l'episodio che cambia la partita, tanto che nel secondo tempo i ruoli si invertono: la Spal manovra, crea densità a centrocampo e si affaccia dalle parti di Botis; l'Inter si difende, mantiene un baricentro tutto sommato alto ma si affaccia troppo poco negli ultimi sedici metri. Cosa che riesce molto bene agli estensi, tanto che nel primo quarto d'ora trovano il gol del pareggio con Martini. Dopo un primo tentativo di Semenza finito a lato (6') a prendersi la scena è Dell'Aquila, il cui slalom è seguito da un ottimo mancino da fuori che impegna Botis; sulla respinta del portiere greco si avventa come un falco Martini, che di sinistro non perdona e firma il 2-2 (15'). L'ultima mezz'ora è infuocata, e a gettare ancor più benzina sul fuoco ci pensano Zanchetta e Prediali: il primo sceglie Curatolo, Uberti, Stankovic e Marocco; il secondo Boateng, Chillemi e Zuccherato. Gli ingressi migliori sono dei nerazzurri, come dimostrato dalla traversa rocambolesca colpita da Curatolo (26') e dall'occasione per Andersen (esterno destro alto da ottima posizione) arrivata a seguito di un cioccolatino dalla destra di Marocco (35'). Comunque troppo poco, col senno di poi, per tornare in vantaggio visto che l'occasione più grossa - a seguito di un'uscita scellerata di Botis poco prima del recupero - è della Spal.

IL TABELLINO 

INTER-SPAL 2-2
RETI (2-0, 2-2): 9' Sarr (I), 21' Quieto (I), 45' Abdalla (S), 15' st Martini (S).
INTER (4-3-1-2): Botis 6, Motti 7 (31' st Marocco 6.5), Pelamatti 6.5, Andersen 6.5, Peretti 6, Stante 6, Biral 5.5, Kamate 5.5 (31' st Stankovic 6), Sarr 7, Quieto 7.5 (22' st Uberti 5.5), Owusu 5.5 (1' st Curatolo 6). A disp. Calligaris, Di Pentima, Perin, Esposito, Straccio. All. Zanchetta 5.5.
SPAL (4-3-3): Abati 6, Abdalla 6.5, Cavallini 6, Roda 6, Breit 5.5, Gobbo 6 (9' st Boateng 5.5), Contiliano 6.5, Martini 7 (32' st Zuccherato sv), Bicki 5.5 (16' st Chillemi 6), Dell'Aquila 7.5, Semenza 7. A disp. Pezzolato, Cogiani Trotta, Tomaselli, Franzoni, Valdesi. All. Pedriali 6.
ARBITRO: Diop di Treviglio 7.5.
ASSISTENTI: Piccichè di Trapani e Chichi di Palermo.
AMMONITO: Marocco (I), Biral (I), Stante (I).

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