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Under 18

1° Memorial Ernesto Modanesi: nella finalina la spunta l'Inter di Zanchetta che batte l'Atalanta grazie a Ronco e Clerici

I ragazzi di Bosi, inizialmente in vantaggio con Roaldsoy, non affondano il colpo e i nerazzurri di Milano non perdonano

Primo memorial Ernesto Modanesi: alla finalina la spunta l'Inter di Zanchetta che batte l'Atalanta  grazie a Ronco e Clerici

Due dei protagonisti della finalina: Tommaso Clerici, autore del secondo gol, e Tomas Valdecampos Valli

È finita con il risultato di 1-2 la finale valida per il terzo e quarto posto che ha visto contrapporsi al 1° Memorial Ernesto Modanesi gli Under 18 dell’Atalanta di Giovanni Bosi contro quelli dell’Inter guidati da Andrea Zanchetta, vittoriosi sugli orobici grazie a un gol di Clerici a pochi minuti dallo scadere del secondo tempo. Primo Memorial Ernesto Modanesi che ha voluto essere prima che un incontro di sport tra i vivai più interessanti del nostro campionato una festa per tutti coloro che hanno assistito sia alle partite del mattino che a quelle del pomeriggio, con un breve e piacevole intermezzo dei Piccoli Amici in gioco dell’OST Fara, dell’Accademia Gera d’Adda, del Badalasco e della Trevigliese. Ad aggiudicarsi la gara, come detto, l’Inter di Zanchetta che sotto di una rete è riuscita subito a raddrizzare la barra a dritta e a portarsi a casa la vittoria.

Vantaggio Atalanta, ma poi Ronco impatta di testa ed è pari. È stata una partita combattutissima, con pochi errori da una parte e dall’altra e che per buona parte del primo tempo ha visto un equilibrio in campo che difficilmente lasciava spazio a iniziative individuali o a manovre particolari, anche se già al 2’ è Valdecantos Valli a cercare la prima conclusione nella porta di Maglieri, che prontamente risponde compiendo una bella parata di piede. Poco dopo il quarto d’ora invece è l’Atalanta a portarsi avanti e a guadagnare un corner dalla sinistra: dalla bandierina si presenta Perez che scodella in mezzo all’area una palla che la difesa milanese spazza via subito; la sfera però finisce tra i piedi di Ferrara che va dritto al tiro con la difesa che nuovamente respinge, ma non quanto basta per evitare il tap-in vincente di Roaldsoy, che batte Delvecchio siglando il momentaneo 1-0. I bergamaschi non riescono a capitalizzare il prezioso vantaggio, adagiandosi un po’ sugli allori e con l’Inter pronta subito ad approfittarne: al 17’ infatti i ragazzi di Zanchetta ottengono una punizione dalla tre quarti con Valdecantos Valli che subisce il fallo. Al tiro va Mazzola e Ronco di testa svetta più in alto di tutti indirizzando la sfera in rete e mettendo la propria firma sul pareggio.

Bergamaschi più passivi, l’Inter alla fine sfonda. Dopo essere andati a riposo sul’1-1 le due squadre rientrano in campo cercando di sfruttare eventuali errori dei singoli per provare a cambiare le sorti della sfida, anche se sono i nerazzurri di Milano a tentare in più circostanze di far male agli orobici, che però resistono alle incursioni nemiche. Al 21’ l’Inter si affaccia dalle parti di Maglieri con Valdecantos Valli e poi con Mazzola, ma l’estremo difensore atalantino è vigile e attento e chiude ogni possibilità di segnare ai due attaccanti meneghini. A optare per una soluzione diversa è Clerici che due minuti dopo prova la conclusione dalla distanza, ma la palla si perde sul fondo. Clerici però non demorde e ci crede e al 27’ aggiusta la mira per battere Maglieri a rete trovando il giusto spiraglio per calciare sul palo più lontano dopo essere arrivato fin dentro l’area di rigore avversaria. L’ultima ghiotta opportunità è però per i ragazzi di Bosi, che al 31’ guadagnano una punizione interessante proprio con Roaldsoy, il migliore dei suoi. Al tiro da posizione centrale va lo stesso Roaldsoy che però calcia alto, sfumando così la possibilità di andare ai calci di rigore. Inter caparbia, che alla fine è riuscita nell’intento di vincere e non ottenere “la medaglia di legno”. Atalanta che per alcuni tratti del primo tempo è stata anche pericolosa, ma che nella ripresa invece è parsa un po’ troppo passiva pagando poi con la rete sul finale.

Alwande Benedict Roaldsoy, centrocampista dell'Atalanta

FINALE 3°/4° POSTO • IL TABELLINO

ATALANTA-INTER 1-2
RETI (1-0, 1-2): 13’ Roaldsøy (A), 17’ Ronco (I), 27’ st Clerici (I).
ATALANTA (4-4-2): Maglieri 6, De Palma 6.5, Trousolo 6.5, Bouyla 6 (1’ st Saleh 7.5), Colombo 6 (4’ st Ardenghi 6.5), Regonesi 7, Ferrara 6.5, Roaldsoy 8, Bertini 6, Perez 6.5 (16’ st Bordiga 6), Vitucci 6 (1’ st Invernizzi 7). A disp. Pulcini, Meloni. All. Bosi 6.
INTER (3-4-3): Delvecchio 6.5, Maiullari 6.5, Pelamatti 6.5, Liserani 6, Casani 6 (6’ st Stante 6.5), Ronco 7.5, Motti 7, Straccio 6.5, Valdecantos Valli 7, Mazzola 6.5, Clerici 8.5. A disp. Raimondi, Marocco, Perin, Quieto, Uberti, Curatolo, Sarr, Kamate. All. Zanchetta 7.
ARBITRO: Houjjaji di Treviglio 6.5. 
ASSISTENTI: Finardi di Treviglio 6.5, Ferrari di Treviglio 6.5.

LE PAGELLE

ATALANTA
Maglieri 6 Rimane un po’ spiazzato in occasione delle due reti, sui cui palloni non riesce ad arrivare per tempo.
De Palma 6.5 Bravo nella lettura delle azioni di gioco avversarie, in un paio di circostanze riesce a intercettare la sfera
Trousolo 6.5 Anche con due uomini su di lui non rinuncia alla palla, bada più all’attacco che alla fase difensiva
Bouyla 6 Non va tanto per il sottile se si tratta di allontanare il pericolo. Tanto pragmatismo e quantità
1’ st Saleh 7.5 Le lunghe leve lo aiutano e mantiene sempre alta l’attenzione. Non ha paura di andare al contrasto
Colombo 6 Esegue il suo compito facendo il minimo indispensabile. Non va oltre a ciò che gli viene richiesto
4’ st Ardenghi 6.5 Si propone in avanti senza troppi problemi, ha dalla sua un tempo in meno nelle gambe
Regonesi 7 Bravo anche lui ad avanzare facendo salire la squadra. Ha fiato da vendere correndo per tutta gara
Ferrara 6.5 Usa un po’ di malizia nei suoi interventi; in campo cerca di non dare troppi riferimenti agli avversari
Roaldsoy 8 Cinico nel momento del gol, è sempre nel vivo delle azioni e la rete ne è la dimostrazione
Bertini 6 Rimane il più avanzato di tutti, ma i palloni che tocca e riceve purtroppo per lui sono veramente pochi
Perez 6.5 Non si scompone, mantiene la calma e sa quello che deve fare. Ieratico, non fa una piega in tutta partita
16’ st Bordiga 6 Dà il suo contributo come può, mettendo a disposizione del gruppo la sua freschezza
Vitucci 6 Rimane un po’ in penombra, cerca di rubare l’uomo per favorire gli inserimenti dei compagni
1’ st Invernizzi 7 Buono il suo ingresso in campo, anche lui cerca la profondità sulla sinistra per arrivare al bersaglio.
All. Bosi 6 Nell’arco delle due gare non riesce ad accendere i suoi ragazzi, che mancano un po’ di cattiveria.

INTER
Delvecchio 6.5 In campo con un cappellino alla Benjamin Price, le sue uscite sono sempre tempestive.
Maiullari 6.5 Addomestica la palla e si prende tutto il tempo per impostare le azioni. Calcolatore che non vuole errori.
Pelamatti 6.5 Accompagna bene il pallone proteggendolo da eventuali minacce. Si frappone tra la sfera e l’uomo.
Liserani 6 Cerca il lancio lungo non solo per far ripartire la squadra, ma anche per dare un po’ di respiro.
Casani 6 Nei contrasti non sempre vince i duelli, ma non demorde. Un brutto infortunio lo ferma a inizio ripresa.
6’ st Stante 6.5 Ci mette tutta la sua esperienza per frenare l’avversario e recuperare su di lui. Sostituisce bene il compagno.
Ronco 7.5 Attaccante aggiunto, non solo svolge la sua funzione di difensore, ma fa anche da torre con ottimi risultati.
Motti 7 Cerca il dialogo sulla fascia con i suoi compagni mettendosi in mostra e proponendosi per lo scatto.
Straccio 6.5 Si spende tanto a centrocampo, la lotta è senza esclusione di colpi e lui non si sottrae.
Valdecantos Valli 7 Non ha paura di provarci e la mira c’è. I difensori orobici per fermarlo sono costretti al fallo.
Mazzola 6.5 Rimane un po’ indietreggiato, ma fa il suo dovere giocando in modo costante nel corso della gara.
Clerici 8.5 Gioca spesso di sponda per favorire l’avanzata dei suoi, alla fine la risolve lui con un tiro di precisione.
All. Zanchetta 7 Prende le misure non agli altri, ma ai suoi giocatori, che nel pomeriggio hanno un altro passo.

ARBITRO
Houjjaji di Treviglio 6.5 Dirige la gara ben coadiuvato, rimanendo sempre vicino all’azione.

LE INTERVISTE

A fine gara Giovanni Bosi, tecnico atalantino, esprime il suo rammarico più per la prestazione che per il risultato: «Abbiamo giocato due pessime partite e siamo arrivati ultimi. Sono state due gare non buone anche sed abbiamo fatto un pochino meglio nel pomeriggio. Eravamo anche un po’ in emergenza e numericamente eravamo contati. Non è stata in generale una buona prestazione, e dispiace perché bisogna fare partite migliori al di là del risultato. Per noi e per come abbiamo giocato non è stato un buon torneo e questo ci dispiace perché in onore di un allenatore importante com’è stato Ernesto Modanesi per il nostro settore giovanile. Dobbiamo fare meglio tutti quanti e bisogna lavorare tanto. Oggi ci sono state troppe cose non buone e io non sono contento; come detto non è il risultato che amareggia, ma la prestazione perché possiamo fare meglio».

Più soddisfatto invece l’allenatore dell’Inter Andrea Zanchetta, che non manca di esprimere il suo pensiero sul calcio giovanile: «Nel complesso abbiamo fatto una partita e mezza fatta bene. Abbiamo avuto tante occasioni che però sono state sprecate soprattutto contro il Genoa ed è bastato un loro tiro in porta per complicare la gara. Contro l’Atalanta il risultato è stato meritato. Abbiamo giocato tutte e due le partite con l’atteggiamento giusto e con l’intensità giusta. Sono soddisfatto per una prestazione e mezza. Dal punto di vista del risultato nella prima sfida potevamo fare qualcosa di più. Ai ragazzi ho poco da rimproverare, sono stati bravi e queste partite fanno parte del processo di crescita. Sappiamo anche che possiamo pescare tranquillamente dal bacino dei 2005, difatti oggi non è cambiato quasi nulla tra la prima partita con più 2004 e la seconda con più 2005. Serve a loro per prepararsi e per capire che cosa dovranno affrontare l’anno prossimo. Dobbiamo quindi in questo senso essere più pronti perché a volte ci facciamo prendere dalla fretta di giudicare e la pazienza in questo caso è una grande virtù soprattutto per chi opera nei settori giovanili, così come dobbiamo dare comunque la possibilità di far giocare questi ragazzi e trovare uno spazio adeguato per farli giocare. Il mister è colui che deve fare queste scelte e nella cultura italiana questo discorso viene un po’ meno perché conta il risultato, però noi dobbiamo guardare alla formazione del ragazzo. Chi ha la pazienza di lavorare sul percorso piuttosto che sull’arrivo può dare una grossa mano proprio a questi ragazzi».

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