Cerca

Under 18

Lo definivano un "Bad Boy", adesso giocherà nell'Inter: «Ero etichettato come uno svogliato»

Marco Baldelli, stella del Sarnico, dovrebbe firmare nel giro di 48 ore con il club nerazzurro

MARCO BALDELLI

UNDER 18 INTER: Il trequartista ex Sarnico vestirà nerazzurro

Cinque sfumature di Marco Baldelli. Numero 1: la faccia da bravo ragazzo. Numero 2: la maturità nel mettere nel cassetto il passato, pensare al presente e guardare dritto al futuro. Numero 3: gli occhi chi di chi sa perfettamente cosa vuole dalla vita. Numero 4: un percorso lungo e tortuoso, a tratti in salita ma pur sempre utile per provare a raggiungere i traguardi più importanti. Numero 5: il piede destro capace di fare qualsiasi cosa. Classe 2005 da Grumello del Monte, è prossimo a lasciare quella che ha rappresentato la sua casa calcistica per gran pare dei suoi 17 anni di vita - l'Uesse Sarnico - per diventare un giocatore dell'Inter. La tanto attesa firma sul contratto avverrà questo sabato, 2 luglio, e metterà nero su bianco il suo passaggio nella Milano nerazzurra. «È una grandissima occasione, ne sono consapevole» dichiara Marco Baldelli, per quelle che potrebbero essere le sue ultime parole dal giocatore sarnicense e le prime da interista

NUMERO 1 E NUMERO 2

Lo guardi in faccia e ci vedi un ragazzo con la testa sulle spalle: dettaglio non indifferente, specie se si parla di giovani di appena 17 anni. Ancor meno indifferente lo è per l'Inter, da sempre attenta anche agli aspetti non propriamente legati al mondo del calcio. «Mi sono impegnato molto quest'anno - commenta Baldelli - e sono felice di avere avuto questa possibilità. Penso di aver fatto un bel salto di qualità e di essere maturato molto». Il passato di Baldelli non è stato proprio tutto rose e fiori. L'etichetta di "Bad Boy" - ovvero un talento destinato a fare grandi cose, senza però avere la testa giusta per affermarsi - l'ha accompagnato per diversi anni, tanto che lo stesso fantasista ha voluto togliersi qualche sassolino dalle scarpe: «Negli scorsi anni mi hanno sempre definito come una senza voglia di allenarsi, che non si impegnava. Ammetto che poteva essere anche vero, ma ora le cose non stanno più così». Il segreto di Baldelli è stato concentrarsi sul presente e lavorare in ottica futura, la fortuna quella di aver avuto un mentore del calibro di Mauro Pozzoni, allenatore nonché sorta di guida spirituale: «Quest'anno sono stato anche capitano. Il mister è venuto da me e mi fa: "Ho sentito tante voci sul suo conto, ma conoscendoti credo fossero tutte bugie". Mi è stato di grande aiuti, inoltre la fascia mi ha responsabilizzato molto».

NUMERO 3 E NUMERO 4

Lo guardi negli occhi e ci vedi un giovane innamorato perso del calcio: anche questo un dettaglio non indifferente, visto che la vita da calciatore - sebbene si parli di settore giovanile - non è solamente rose e fiori. Inoltre si percepisce la consapevolezza su cosa voler fare nella vita, e in questo caso non ci sono dubbi: «Il calciatore». Il grande salto è avvenuto proprio all'ultima curva, ovvero nell'ultimo anno di settore giovanile a Sarnico. Troppo tardi? Non per Baldelli, le cui parole - quasi da veterano - non lasciano spazio a particolari interpretazioni: «Credo sia il momento perfetto per andare nei professionisti. Andarci da piccoli è un conto, ma farlo a quest'età penso sia anche meglio perché si è più vicini al calcio che conta. Inoltre si ha una percezione maggiore del peso della maglia, quindi sono contento di esserci arrivato adesso». Non che non avesse avuto possibilità negli anni precedenti, anzi. All'età di nove anni, durante la sua prima esperienza al Sarnico - arrivata dopo i primi calci all'oratorio di Grumello e quelli alla Grumellese - era stato a lungo visionato dall'Inter: numerosi provini, altrettante amichevoli e partite. Al tempo non se ne fece nulla, tant'è che qualche anno dopo cambiò addirittura casacca passando al Brusaporto: giusto due stagioni - una in Under 14 e una in Under 15 - prima del ritorno tra i blues, laddove tutto cominciò all'età di nove anni.

NUMERO 5

Ultima in ordine di tempo, ma non per importanza, la sfumatura legata agli aspetti più prettamente calcistici. Per raccontare le gesta di Baldelli basterebbe descrivere il suo piede destro, magari utilizzando tre aggettivi: fatato, prezioso e letale. Fatato perché quando si accende sulla trequarti, posizione da lui preferita, sa disegnare calcio come pochi. Prezioso perché nell'economia di una squadra sa come rendersi utile, rappresentando il più classico dei collanti tra linea mediana e linea offensiva. Letale perché nel calcio i numeri non mentono mai, soprattutto quelli collezionati quest'anno: 24 presenze e 13 gol. Il tutto senza però dimenticarsi del sinistro, il cui utilizzo - sebbene più sporadico - lo rende un trequartista totale: pane per i denti dell'Inter, che a livello di settore giovanile sta dimostrando di puntare forte su giocatori di questo tipo. Per caratteristiche e duttilità, infatti, Baldelli sembrerebbe una mossa azzeccata da parte dei nerazzurri: il suo futuro dovrebbe essere con l'Under 18, anche se non sono da escludere altre eventualità quali, per esempio, un anno di apprendistato lontano dalla Madonnina. Tuttavia, tutti gli indizi sembrerebbero portarlo in pianta stabile con la rosa dei 2005.

FUTURO

Insomma, l'ora Inter sta per scattare. Manca sempre meno alla tanto agognata firma del contratto e, se tutto dovesse andare per il meglio, per Baldelli sarebbe il giusto coronamento di un percorso: «Già da quando ero piccolo su di me c'erano tante aspettative, forse troppe. Sono sempre stato consapevole delle mie capacità e di quello che avrei potuto fare, dunque essere arrivato all'Inter per è un obiettivo raggiunto. L'emozione è tantissima». In poche parole, quasi un sogno che si realizza. Ma non ditelo a Baldelli, che di sogno nel cassetto proprio non ne vuole sentire parlare: «Ho raggiunto quello che volevo? Sì ma voglio sottolineare che inizialmente giocavo per divertirmi».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400