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Ares Redona Under 19: i coesi biancazzurri e i valori fondamentali del gioco di squadra spiegati dal tecnico Antonio Locatelli

Ares Redona
L' Ares Redona Under 19, allenato dal tecnico Antonio Locatelli, aveva esordito nell'ormai lontana prima di campionato subendo una sconfitta casalinga di misura per 2-1 contro il La Torre, un'avversaria molto forte, tra le favorite per la possibile vittoria del campionato. Nel primo tempo, l'ottimo portiere biancazzurro Matteo Locatelli, già aggregato alla Prima Squadra, è stato espulso a causa di un'uscita in ritardo sull'attaccante avversario, che l'arbitro ha interpretato come contrasto irregolare. Durante il primo parziale, la formazione di Locatelli ha subito il gol del vantaggio da parte della squadra ospite, e in seguito il difensore Gabriel Persico ha siglato la rete del pareggio momentaneo, prima di subire il centro decisivo. L'allenatore spiega le ragioni dell'inizio un po' critico, cogliendone anche aspetti positivi, e racconta: « I ragazzi hanno giocato molto bene, nonostante avessimo subito due conclusioni avversarie, dovute ad alcuni nostri errori dal punto di vista tecnico. Nella ripresa, abbiamo effettuato un tentativo a rete interessante colpendo la traversa. Su quel risultato, aveva inciso soprattutto la nostra inferiorità numerica». L'Ares Redona è dotato di una solida difesa, anche grazie al centrale fisicamente molto prestante Nicola Carissoni, coordinatore del reparto, bravo a marcare e ad anticipare gli avversari, e per merito del terzino mancino duttile Andrea Gian Franco Cucco, efficace nelle marcature a zona, molto bravo a leggere l'anticipo, e a ribaltare l'azione. A centrocampo, l'alto centrale Andrea Manfredi, che impedisce i filtraggi ed è anche bravo a colpire di testa, e David Marchese, che recupera al meglio i palloni. Tra i protagonisti della fase realizzativa, il centravanti prima punta tecnicamente dotata Kader Fofana Abdoul, la seconda punta Pietro Casali, che effettua dei buoni cross, fornendo anche degli assist ai compagni, Abreu Matta, il centrocampista conclusivo Davide Giuliani, che calcia bene dalla distanza, dal bel dribbling e che vede spesso la porta avversaria, e anche la punta mobile Emanuele Panseri. Osserva il tecnico: « In occasione delle gare, ho insegnato ai ragazzi ad aiutarsi sempre in campo, a giocare veramente di squadra, e a ragionare sempre in senso collettivo, senza mai colpevolizzarsi fra loro in seguito a delle lacune, allo scopo di intendersi meglio progressivamente, migliorare e di ottenere risultati notevoli». Locatelli parla della sua avventura sulla panchina: « Alleno da quasi trent'anni. Qui a Redona ho allenato i Giovanili Under 21, e la Prima Squadra della Redonese, all'epoca militante in Terza Categoria. Ho guidato tutte le squadre del settore giovanile, e la Prima Squadra del Gorle, nel campionato di Seconda Categoria. Sono stato anche responsabile del settore di base, e ho seguito per un anno la Juniores del Monterosso, e anche i Giovanissimi Regionali B della Nembrese. Ho allenato per cinque anni la Juniores dell'Ares Redona, ma ogni stagione delle rose diverse, e rammento con molto piacere il pareggio allo scadere del match per 2-2 contro l'allora capolista Excelsior Calcio tre anni fa. In passato ho giocato a calcio da centrocampista in tutto il settore giovanile, nella Juniores e nella Prima Squadra della Brembillese, di cui ricordo con molta gioia il mio esordio nell'amichevole pre-stagionale contro la Virescit Boccaleone. Adesso lavoro in un'azienda che fornisce materiali per ospedali e case di riposo a Faro Olivana». I biancazzurri dispongono di un unico portiere: il rapido e molto reattivo Matteo Locatelli, bravo anche a giocare con i piedi, e che partecipa attivamente all'impostazione delle azioni di gioco. L'estremo difensore è preparato in allenamento da Emanuele Frigeni. Locatelli spiega: « L'impatto con questi ragazzi, educati volenterosi e diligenti era stato molto buono, e loro mi considerano un buon motivatore anche in allenamento, in cui svolgevamo esercizi prevalentemente con il pallone, strumento base del calcio. I miei giocatori si intendono bene fra loro, e si conoscono anche al dì fuori dell'attività sportiva. Tra i vantaggi tattici del gioco di squadra, anche lo svolgimento delle coperture preventive. Adotto il 3-4-1-2 a cui i ragazzi si sono ben adattati, ma il sistema di gioco può cambiare a seconda del lavoro svolto in fase di preparazione, o al comportamento delle squadre avversarie durante le gare. Sono soddisfatto del loro buon giropalla, e che effettuino un buon scaglionamento in fase conclusiva. Stimo molto l'ex allenatore milanista Arrigo Sacchi perché privilegiava le coperture preventive in fase difensiva, e lo scaglionamento in fase di possesso, valorizzava i giocatori anche dal punto di vista psicologico e umano, tenendo molto al concetto di squadra, anziché solo a quello del singolo. Ritengo che il pregio dell'attuale tecnico rossonero Stefano Pioli, sia quello di aver valorizzato e migliorato un gruppo di giocatori coesi. Da tifoso atalantino, apprezzo molto che Gian Piero Gasperini al timone della Dea lavori sull'aspetto collettivo, e che pretenda di raggiungere alti livelli. In Europa, condivido che lo spagnolo Josep Guardiola alla guida del Manchester City tenga molto al gran gioco incisivo della sua squadra, e che il tedesco Jurgen Klopp al timone del Liverpool impronti le prestazioni dei Reds su ritmo, forza e verticalizzazione». Locatelli è supportato durante le esercitazioni dal vice-allenatore Filippo Rossi, il preparatore atletico è Paolo Barbieri, Stefano Bergamini fa da guardalinee, il dirigente accompagnatore e segretario è Pierluigi Viganò. Il medico sociale Antonello Quadri in panchina, soccorre e visita gli eventuali giocatori infortunati durante le partite, e il massaggiatore Marco Magone risolve le conseguenze degli infortuni di lieve entità. Il direttore sportivo è Renato Magni. I presidenti della società Giuseppe Bonomi e della sezione calcio Edoardo Valter Linello sono spesso presenti ai match casalinghi e agli allenamenti. Locatelli conclude: « Credo che i ragazzi dovrebbero avere più fiducia nelle loro potenzialità, e consolidare anche la loro autostima. Prima delle partite chiedo sempre loro di giocare con entusiasmo, vigore e temerarietà, e di rispettare gli avversari e gli arbitri, pretendendo soprattutto il gioco di squadra, che incide molto sui risultati. Non credo che gli allenamenti individuali con il pallone a dovute distanze violino i principi base del calcio come sport di squadra, perché i ragazzi, effettuando dei passaggi fra loro, possono migliorare l'impostazione collettiva dell'azione di gioco. Gli allenamenti congiunti li riabitueranno al ritmo partita. Il mio ruolo, anche nel futuro, sarà anche soprattutto educativo».
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