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Acquafredda Under 19: parla Alberto Fraccaro, il decano dei giallorossi

Acquafredda Under 19-Alberto Fraccaro

Mister Alberto Fraccaro, Acquafredda

Alberto Fraccaro, attempato ragazzo del ’49, è da agosto alla guida della seconda squadra dell’Acquafredda. Con una tempra d’acciaio, dopo una vita nelle arti grafiche Turini come attrezzista, una volta in pensione si è dedicato ai suoi principali hobby: tra questi la pesca, lo sci, le moto e naturalmente il calcio. Da giocatore fece qualche apparizione nelle giovanili del Montichiari come centrocampista, ma ha sempre giocato a livello dilettantistico, facendo molti tornei estivi e chiudendo la carriera proprio ad Acquafredda in III Categoria. Ha sempre allenato nelle giovanili perché ama stare in mezzo ai giovani. Cominciò ad allenare oltre 20 anni fa, a fine anni ‘90. Fra i suoi trascorsi,   Castel Goffredo, all’epoca della presidenza Bompieri, poi in lungo e in largo nel mantovano fra Medole Guidizzolo, Marmirolo e Cerlongo. Sprint e Sport gli ha chiesto il punto sulla stagione in corso. Ciao Alberto, come mai ad Acquafredda quest’anno? «Quest’anno in società volevano fare la Juniores pescando un pò in giro nei dintorni. La società è riuscita ad allestire una squadra che, comunque, a livello provinciale può giocarcela con tutti, almeno finché regge fisicamente. Purtroppo non ha ricambi e generalmente crolliamo nella ripresa solitamente. Il fatto di non avere cambi però non deve essere una scusante: anzi devo dire grazie ai ragazzi perché tirano fuori “gli attributi” e non vogliono mai perdere, facendo sempre il massimo delle loro potenzialità». Da chi è composto il tuo staff? «Faccio tutto da solo, dalla parte atletica a quella tattica. Ho avuto validi insegnanti e non voglio ingerenze esterne. Sono un pò particolare caratterialmente e voglio sbagliare con la mia testa. Ognuno ragiona a suo modo e vede le gare a suo modo, per cui avrei bisogno di un vice sempre rispettoso delle mie scelte o piuttosto preferisco non averlo». Come sta andando la stagione? «Quest’anno siamo partiti bene, anche se le prestazioni poi sono andate in calando perché via dei cambi. Essendo una rosa risicata, la squadra ha avuto difficoltà nel dare continuità ai risultati. Il ritorno però è partito bene, con un pareggio e una vittoria contro due società importanti della bassa bresciana. Noi siamo una società poco attrezzata». Qualche innesto da Allievi o Prima? «Non abbiamo gli Allievi ma solo la Prima squadra. Con la prima non c’è una grande collaborazione, ognuno cura il suo orto e i giovani non trovano mai molto spazio. Se una squadra vuole vincere usa giocatori di categoria, mentre se vuole salvarsi usa giocatori esperti. Così non è mai il momento di provare dei giovani». Con che modulo giochi? «Il modulo dipende sempre dai giocatori che hai in campo. Personalmente vorrei giocare col 4-3-3, ma se poi non hai degli esterni che vanno è inutile. Io mi arrangio e faccio con quello che ho, cerco di non scoprirmi troppo. D’altronde se la tecnica è deficitaria e hai a disposizione pochi numeri non riesci a fare il gioco che vorresti». Che difficoltà hai incontrato? «La mia rabbia è che i ragazzi non crescono tecnicamente, perché dalla scuola calcio in poi i genitori pretendono solo dei risultati, trascurando i fattori che determinano la cresciti individuale del giocatore. Una volta nella juniores, poi, non c’è più molto tempo per curare la tecnica. Ora per guidare una squadra bisogna studiare psicologia, ma non per i ragazzi, per gli adulti. I genitori mettono sempre in discussione le scelte tecniche invadendo ruoli altrui».   Qualche tuo ragazzo potrebbe già esordire in Prima? «Seguo la prima e posso dire che alcuni potrebbero benissimo essere aggregati al gruppo. Nell’amichevole in famiglia a inizio stagione ce la siamo giocata contro di loro. Tra questi cito Filippo Lodetti, classe ’99, un mediano intelligente e dinamico capace di ascoltare e mettere in pratica ciò che gli è richiesto. Nel mezzo ruba tanti palloni. Poi Lorenzo Piccinelli, adattato difensore centrale quest’anno nonostante l’anno scorso fosse una punta. E’ grande fisicamente ma deve perdere qualche kilo per rientrare nella forma ottimale. Infine Bresciani Gianluca, un difensore centrale, arrivato quest’inverno che ci sta aiutando molto. Ah dimenticavo anche Santi Arnaldo, un esterno basso che sta dando una grande mano grazie alla sua inesauribile autonomia. Tutti questo sopracitati potrebbero benissimo già debuttare».   L’obiettivo stagionale? «Ho sempre gente fuori, le unità sono risicate numericamente. Spero di arrivare a fine stagione con almeno qualche cambio per la partita. Purtroppo le altre squadre sono più organizzate». Progetti per il futuro? «Per l’anno prossimo non so ancora, qui ad Acquafredda è un’incognita al momento. Nei dintorni tante squadre sembrerebbero pronte a fare la Juniores e magari tanti ragazzi se ne andranno più vicino a casa. Per cui non so proprio cosa accadrà». Grazie mister, in bocca al lupo. «Grazie a voi». [caption id="attachment_197726" align="alignnone" width="900"] La formazione dell'Acquafredda[/caption]
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