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Paratico Under 19, Fenaroli tra il Bresciaoggi e vecchie sfide: «Vorrei rigiocare contro il Telgate»

Ottorino Fenaroli, e sua figlia Charlene

Ottorino Fenaroli, e sua figlia Charlene

Negli stessi luoghi in cui Dante ricercava elementi utili per la sua Commedia, Ottorino Fenaroli va predicando invece il suo calcio. Sbarcato a Paratico due anni fa nelle vesti di direttore sportivo/allenatore Allievi, quest’anno è al timone della Juniores. Chissà se la “spirale dantesca” non abbia dunque influenzato perfino il suo gioco e le percussioni dei suoi esterni, pronti a convergere fulminei verso la porta avversaria scatenando l’inferno. Nella seguente intervista il tecnico biancazzurro ci racconta della squadra, del Bresciaoggi e della figlia Charlene (nella foto in alto). Un post Facebook della Polisportiva Paratico riporta: «La Carta Europea dello Sport per Tutti, adottata dal Consiglio d'Europa nel 1974, afferma che “chiunque ha il diritto di praticare lo sport” (art. 1) e che “lo sport […] deve essere sostenuto in maniera appropriata con finanziamenti pubblici” (art. 2)». Che effetto le fa lo stop odierno? «Sono deluso, perché la società ha fatto dei sacrifici per potersi mettere a norma e adesso è ancora tutto fermo. Dopo 2 mesi alcuni sponsor se ne sono già andati e quindi è un po’ difficile continuare. Spero si riprenda il più presto possibile ma dalle voci pare si ricominci a febbraio/marzo; inoltre non so però in che termini, se con playoff o altro. È tutto un po’ caotico». A volte lunghe soste lasciano strascichi di varia natura, la squadra com’è? La squadra è un po’ inesperta perché sono tutti ragazzi arrivati dagli Allievi. Al di là delle difficoltà riscontrate nella passata stagione e in questa, i ragazzi sono partiti bene, con testa e spirito giusti: tutti hanno ampi margini di miglioramento. Difatti ho dato loro indicazioni  per restare in allenamento in questi mesi, sperando così di non dover ripartire totalmente da zero quando si ricomincerà. Sono tutti intelligenti e disposti al sacrificio, dobbiamo riprendere da dove abbiamo interrotto». Siete partiti con una sconfitta, in che difficoltà siete incorsi? «La prima gara contro il Passirano l’abbiamo persa principalmente perché ci è mancata un po’ di esperienza. Questo è un aspetto su cui dobbiamo migliorare, oltre anche al fatto che la squadra deve ancora trovare la giusta amalgama. Peccato per l’interruzione, stavamo lavorando appunto sulla messa in campo». Ogni allenatore ha le sue credenze, che modulo adotta e che gioco vorrebbe vedere dai suoi ragazzi? «Mi piace il 4-4-2, ma quest’anno stavo provando anche il 4-2-3-1 perché, siccome l’anno scorso ho fatto il direttore sportivo, conoscevo le caratteristiche di diversi giocatori. Diciamo che di base io adotto una difesa a 4, il resto è stato dettato da qualche assenza che mi ha costretto a rivedere l’assetto tattico. Circa il gioco, avendo esterni molto veloci, sto cercando di battere le fasce anche se non ho una vera e propria punta di finalizzazione. Sto cercando di convergere verso la porta puntando sulla velocità degli esterni». Siete gli unici ancora in lotta su due fronti (Bresciaoggi e campionato), quale ha la precedenza? «Noi siamo alle semifinali del Bresciaoggi e come società l’obiettivo è quello di arrivare in finale: siamo l’unica squadra dei provinciali in semifinale, le altre tre sono tutte dei regionali. Quindi arrivare in finale sarebbe una cosa bellissima. Puntiamo alla coppa e pertanto abbiamo anche dei rinforzi dalla prima squadra che rientrano nei parametri d’età. Tuttavia fare anche un bel campionato con la Juniores non è così secondario, perché la squadra ha le potenzialità per stare in medio-alta classifica». Condivide con sua figlia Charlene la stessa grande passione, può parlarcene? «Sì, lei mi ha aiutato spesso nella mia attività d’allenatore. Ha giocato nell’Atalanta femminile in serie A e ha conseguito la laurea in scienze motorie con specializzazione nel recupero dagli infortuni, pertanto mi ha dato spesso una grossa mano nel preparare allenamenti ed esercitazioni: di fatto è un’esperta del settore. Ora allena come me oltre ad essere dirigente a Cortefranca». È nel calcio da molti anni ormai, c'è qualche gara che rimpiange? «Sicuramente ci sono sfide all’epoca dei Giovanissimi classe ’98 del Villongo che vorrei rigiocare. In quegli anni sono sempre arrivato alle spalle del Telgate e quindi rigiocherei volentieri gli scontri diretti contro di loro, perché avevamo tutte le possibilità di batterli e l’avevamo mostrato anche sul campo». È tutto mister, in bocca al lupo... «Grazie a voi».

PARATICO UNDER 19 2020/2021

STAFF OTTORINO FENAROLI, ALLENATORE STEFANO MENASSI, VICE ALLENATORE CARLO FRATUS, DIRIGENTE PORTIERI 2003 NICOLA FRATUS 2003 VLAD CAPRIANU 2003 NICOLA TENGATTINI DIFENSORI 2002 THOMAS BRESCIANINI 2002 CRISTIAN RUSSO 2003 PIETRO MAURO VESCHETTI 2003 GIUSEPPE BELLONI 2003 MICHELE AGOSTI 2003 MATTIA NAICOLINI CENTROCAMPISTI 2000 ANDRE TINTI 2000 GABRIELE CUBOLINO 2002 TOMMASO TENGATTINI 2002 OUSSAMA AOUNI 2003 FRANCESCO CORNA 2003 STEFANO MAURIZIO BELLONI 2003 FEDERICO LINFOZZI 2004 WALID SAADAUI 2000 LUCA VINZIOLI 2005 FABIO CAIRONI ATTACCANTI 2002 FILIPPO CALIARI 2003 DAVIDE MEROLI 2003 FILIPPO MODINA
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