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Orsa Iseo Under 19, Nicola Venturelli racconta i dubbi sorti col corso Uefa C: «Non sono un allenatore, ma un coach»

Nicola Venturelli U19 Orsa Iseo

Nicola Venturelli U19 Orsa Iseo

Non sarà Amsterdam ma c'è un clima ugualmente fantastico ad Iseo. Ha mosso i primi passi ad Ospitaletto sulle panchine di Juniores ed Allievi, Nicola Venturelli, prima di arrivare quest'anno su quella dell'Orsa Iseo Under 19. In gioventù ha giocato nelle giovanili di Brescia e Lumezzane, quando ancora non sapeva che da grande avrebbe fatto l’allenatore. La scelta, se di scelta può trattarsi, matura a seguito di numerosi infortuni, che inizialmente lo allontanano dall’ambiente, salvo poi tornare in scena trascinato da una irrefrenabile passione. Ama gli Orange e il calcio totale, in cui non esistono ruoli e sovrastrutture mentali; una filosofia rivoluzionaria per l’epoca, i ruggenti anni ‘70, oggi ancora affascinante. Lui prova a trasmetterla ai suoi ragazzi,  quelli dell'Orsa (acronimo di Oratorio Salesiano per chi non lo sapesse), e in questa intervista ci spiega perché si definisca un coach e non un allenatore. Allora mister, come si vive la situazione ad Iseo? «Dispiace aver avuto una parvenza di normalità all’inizio, con la ripresa delle attività e dei campionati, e poi doversi invece fermare nuovamente e rivivere una situazione che alla fine rimane assurda. Sembra si riparta a febbraio, e questo è fondamentale perché il calcio ha molta importanza per la vita sociale e relazionale». Che avete fatto nel precampionato? «La squadra non ha avuto molta continuità dall’anno scorso. C’è chi arrivato dagli allievi, chi da fuori. Nei primi mesi ho lasciato loro più libertà possibile, perché volevo si conoscessero da soli limitando al minimo la mia ingerenza. Senza imposizioni rimane più spazio all’istinto dei ragazzi. Credo molto in questo tipo di approccio, non mette pressione all’ambiente».  Cosa significa “lascio molta libertà”? «Per libertà intendo questo: i ragazzi devono scendere in campo per divertirsi con lo scopo di favorire così la loro libertà di espressione. Ovviamente non devono sembrare anarchici. Io cerco di dare loro chiavi per esprimersi al meglio in campo, dando compiti in base alla loro qualità senza metterli in difficoltà: ecco perché non parlo molto di moduli e robe simili, mi concentro sul rapporto umano con loro». Qualcuno direbbe però che nel calcio contano i risultati... «Conta il modo con cui si fanno le cose, non tanto i risultati di per sé. Il risultato a volte può trarre in inganno. Per esempio se vinco 4 gare con 4 autogol degli avversari non vuol dire che abbia giocato bene. Credo che soffermarsi troppo sul risultato sia fuorviante, i ragazzi avranno tempo in seguito per essere indirizzati dagli allenatori futuri su quello. Ora non devono essere gli esecutori delle ambizioni di qualche allenatore, sono loro i veri protagonisti». Che propone negli allenamenti? «Prima di iniziare la settimana cerco di creare occasioni di dialogo aperto per capire dove spazia l’attenzione, o per capire chi ha personalità, o ancora per confrontarci insieme su un determinato tema. Sprono i giocatori ad essere autonomi, ad esempio il capitano l'hanno scelto loro, perché era il più anziano e aveva più personalità di tutti. Anche altre figure le ha scelte la squadra. Sembrano cose banali ma sono momenti in cui ci si ritrova, si parla e si prendono decisioni in totale autonomia. Certo per sviluppare l’autonomia in campo non ci sono esercitazioni specifiche, diciamo che do problemi e guardo come li risolvono, ragionando poi con loro sulle possibili soluzioni». Molto interessante. «Per esempio anche la questioni dei tocchi: io non ne impongo un numero definito ma al termine dell’azione chiedo al giocatore se fare 10 tocchi fosse giusto o viceversa poteva in quella situazione farne meno. Un rapporto basato su domanda-risposta che incrementa il dialogo e lascia possibilità interpretative. Secondo me questo favorisce un clima disteso in cui non c’è timore di esprimersi». Un approccio davvero singolare… « Il calcio è un gioco di errori e se li sottolineiamo tutti non ne verremmo più a capo. Meglio lavorare sugli aspetti relazionali, così tante difficoltà si possono superare insieme e più facilmente. In campo bisogna andare senza paura, perché la cosa più importante è rimediare all’errore piuttosto di non far nulla per commetterlo». L’attenzione per gli aspetti comunicativi e psicologici sono stati ispirati al tecnico da letture di libri come Eleven Rings di Phil Jackson, La mia rivoluzione: L’autobiografia di Johan Cruyff, L’alieno Mourinho di Sandro Modeo o Brilliant orange. Il genio nevrotico del calcio olandese di David Winner. Cosa ci dice del suo staff? «Lo staff è ben assortito e li ringrazio perché mi aiutano molto quando sono assente per frequentare il corso-allenatori. Quando manco sono tranquillo perché il gruppo è abbastanza autonomo e seguito da persone molto appassionate. Ho trovato una bella alchimia con Colosio e Bosio, al mio arrivo entrambi mi hanno aperto le porte di casa senza problemi». In queste ore il tecnico è sotto esame per conseguire la licenza Uefa C. La sua tesi: “Autonomia, istinto e coraggio”.  Il corso-allenatori? «Interessante, è un corso dove emergono un sacco di dubbi, e credo sia un bene, perché i dubbi spronano ad approfondire le tematiche. Io ho una grande passione per il calcio, ma anche per il mondo del coaching in generale: coach è la definizione americana di allenatore e mi sembra appropriata, perché dà più l’idea di una persona che guida e trasporta qualcuno da un livello inferiore ad un altro superiore attraverso un percorso formativo». Un obiettivo fattibile per il campionato? «La squadra potrà recitare un ruolo da protagonista, ho buone sensazioni. Tutti danno qualcosa alla causa, aumentandone il valore complessivo».  Grazie mister. «Grazie a voi».   [caption id="attachment_245740" align="alignnone" width="900"] Un momento di allenamento dell'Orsa Iseo Under 19 guidata dal tecnico Venturelli[/caption]

ORSA ISEO UNDER 19 2020/2021

STAFF NICOLA VENTURELLI, ALLENATORE JHONNI COLOSIO, VICE ALLENATORE MATTIA BOSIO, VICE ALLENATORE ETTORE RONCHI, PREPARATORE PORTIERI IN PORTA 2000 FAUSTO ZATTI (C) 2002 CRISTIAN LAZZARETTI 2003 LORENZO LODRINI IN DIFESA 2001 LUCA CASTIGLIA 2001 OMAR ESPOSITO 2002 GIOVANNI ZAGATO 2002 MAURIZIO PEZZOTTI 2002 MATTIA CARBONE 2003 MATTEO COTTELLI 2003 FLAVIO PARMIGIANI 2003 MASSIMILIANO CRISTINELLI 2003 MATTEO MUSATI A CENTROCAMPO 2002 MATTEO LORENZI 2002 LUCA FERRARI 2002 MARCO UBERTI 2002 PIETRO DONADONI 2003 PAOLO BERTELLI 2003 ZENO ROMANO 2003 ANDREA EMANUELE IN ATTACCO 2001 DANIELE CADEI 2001 CRISTIAN BRESCIANI 2002 MARCO BOLIS 2002 PIETRO VOLPI 2002 PIETRO MEROLI 2003 FEDERICO BAGLIONI 2003 ANDREA FERRARI   [caption id="attachment_245739" align="alignnone" width="900"] Al debutto l'Orsa ha pareggiato 3-3 contro La Sportiva Calcio[/caption]
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