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Union Oratori Castellanza Under 19: alla scoperta di Lorenzo Restelli, saracinesca della squadra di Tamborini

Restelli
La peculiarità che inconsciamente stiamo sviluppando tutti noi appassionati di calcio giovanile e dilettantistico nel periodo storico caratterizzato dalla pandemia, è certamente l'immaginazione. Le classifiche parziali, i gironi mutilati e i turni non disputati, ci portano ad elaborare astrattamente, con insistenza e quasi ossessivamente, alcune domande che altrimenti rimarrebbero prive di risposta: «Come sarebbe finito quel campionato? Chi avrebbe segnato in quel derby?». E' difatti questo lo strazio che colpisce tutti noi: i ripetuti stop che stiamo vivendo, prima a metà dello scorso campionato, poi agli albori di quello attuale, non possono che farci colmare questi vuoti con la sola forza della fantasia, perché nessuno di noi è in grado di assistere ad un lungometraggio senza poi godersi il finale. Analizzando però le poche statistiche reali e concrete di questo inizio stagione, riguardanti i tre gironi dell'Under 19 di Legnano, salta subito all'occhio l'unico "zero" presente nella casella "gol subiti" fatto registrare dall'Union Oratori Castellanza. «Il merito è certamente della difesa, rimasta pressoché la stessa dello scorso anno e quindi chiaramente con una maggiore intesa, ma anche io ho compiuto qualche buon intervento», a svelarlo è Lorenzo Restelli, l'imbattuto portiere della formazione di Tamborini, al momento anche a punteggio pieno. All'estremo difensore abbiamo chiesto di soffermarsi ad immaginare, appunto, l'entusiasmante volata finale della scorsa stagione (che lui stesso definisce «la più bella della carriera»), che ha visto l'FCB Saronno trionfare davanti a San Giorgio e U.O. Castellanza, compagini nuovamente rivali nel campionato provinciale: «Non avevamo nulla in meno delle altre due contendenti. Se avessimo continuato a giocare avremmo potuto anche vincere il campionato, all'andata avevamo battuto le nostre dirette rivali. Abbiamo mollato in alcune partite del ritorno che hanno pesato sulla classifica. Siamo calati, ma abbiamo anche pagato alcune assenze. Penso che se fossimo andati avanti avremmo fatto bene». Impossibile però, nell'incertezza del futuro, non analizzare anche il campionato attuale: «Quest'anno non temo nessuno, anche perché ogni squadra si rinnova. L'Antoniana è ostica. Noi abbiamo voglia, speriamo che il campionato riprenda presto. Siamo a punteggio pieno, non ci sentiamo i favoriti ma tra le squadre che possono lottare fino in fondo». "Reste" ha mosso i primi passi all'età di soli 6 anni, difendendo i pali dell'Oratorio San Giuseppe per ben 5 stagioni. Come il suo idolo Gigi Buffon però, Lorenzo ha voluto tentare anche le brezza di uscire dall'area per aiutare i compagni in campo: «L'ho fatto per un paio d'anni, poi sono stati i miei stessi compagni a chiedermi di tornare tra i pali. Avevano bisogno di me in quel ruolo». In seguito, è sbarcato all'Oratorio Sacro Cuore. Ma è dopo la fusione che Lorenzo si è tolto le prime soddisfazioni: «Qui ho esordito in prima squadra già a 15 anni e ho ricevuto qualche chiamata dalla Rappresentativa, mi sento bene con questa maglia». Abile coi piedi, attento sui tiri da fuori area e dotato di un ottimo rinvio, l'estremo difensore ha però già fissato gli obiettivi per diventare ancora più forte: «Devo imparare ad aiutare maggiormente i miei compagni guidando la difesa con la mia voce. Inoltre devo cercare di parare qualche rigore in più!» Tifoso bianconero e studente di biotecnologie sanitarie, Lorenzo non ha dubbi nel nominare i propri riferimenti: «Buffon mi ha spinto a diventare portiere e tra i pali mi ispiro a Neuer, ma vado pazzo per Alessio Cragno».
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