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Under 19

Due gemelli alle fondamenta della squadra: uno para, l'altro guida la difesa

Samuele, portiere dell'Osl: «Tra i pali un mondo a parte». Simone, il centrale: «Un tutt'uno coi compagni di reparto»

Samuele e Simone Ghirardi

Samuele e Simone Ghirardi, i due gemelli dell'Osl Garbagnate

Uno in porta, l'altro in difesa: che cosa li unisce? Un legame di sangue che, sul campo, si trasforma in sintonia perfetta. Simone e Samuele sono i due gemelli che militano tra le file dell'Osl Garbagnate Under 19, allenata fino alla scorsa stagione dal tecnico Della Grana. Ecco come i due ragazzi hanno deciso di raccontarsi:



Da quanti anni giochi a calcio? Ti ricordi quando hai iniziato e perché?

Simone Ghirardi: «Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 5 anni. Ho cominciato come attaccante, successivamente sono passato a centrocampo e oggi sono felicemente un difensore centrale. Ho iniziato a giocare a calcio perché per me questo sport rappresenta il mio modo di vivere e di essere».
Samuele Ghirardi: «Gioco a calcio da 15 anni e sempre nello stesso ruolo: portiere. Ho iniziato sin da piccolo, mi è sempre piaciuto buttarmi e tuffarmi, inoltre ho sempre amato il pallone, come si dice 1+1 fa 2, quindi ho iniziato a giocare a calcio in porta e non ho più smesso».

Pensi che il tuo ruolo rispecchi le tue caratteristiche?

Simone Ghirardi: «Gioco come difensore centrale, e rimpiango di non aver iniziato fin da subito come difensore; in questo ruolo ci vuole personalità nel guidare la difesa e insieme ai miei compagni di reparto dobbiamo essere un tutt'uno. Non essendo velocissimo punto molto sull’anticipo e nell'1vs1, perciò penso che questo sia il ruolo in cui le mie qualità emergono maggiormente
Samuele Ghirardi: «Gioco come portiere, da sempre. Penso che il mio ruolo rappresenti le mie caratteristiche, perché il portiere è un mondo a parte nel calcio: si deve essere forti nei momenti difficili, si è soli 90' con la consapevolezza di non poter sbagliare, fare il portiere significa stare sempre sotto pressione, ci vuole coraggio nell’andare a prendere palloni alti in mezzo a tante persone, e i tuoi compagni devono fidarsi di te. Tutto questo rappresenta anche il mio modo di essere nella vita».

In quali squadre hai giocato? Da quanti anni sei all’Osl?


Simone Ghirardi: «Sono partito dalla squadra della mia città: la Nuova Amatese dove ho fatto la scuola calcio, poi sono passato alla Solese, dopo in Pro novate e poi al Bruzzano per poi passare all’Osl. Sono in società da 4 anni, l'Osl mi ha dato tanto perché venivo da un periodo calcistico non felicissimo e mi hanno dato fiducia, grazie alla guida tecnica del tecnico Simone Dalla Grana, con la quale ho instaurato un rapporto bellissimo che va oltre il campo».
Samuele Ghirardi: «Anche per me vale lo stesso discorso di mio fratello, ma io sono in società da 3 anni perché prima di andare a Garbagnate ho fatto un anno tra Universal Solaro e Lentatese».

Hai un fratello nella stessa squadra: com’è giocare con lui? L’affinità di sangue c’è anche in campo?


Simone Ghirardi: «Sì, ho la fortuna di avere mio fratello tra i pali e in tutta sincerità non ho visto portieri superiori a lui, è speciale giocare con lui perché abbiamo una certa intesa... lui sa cosa intendo. Lui da dietro mi guida e mi dà indicazioni, spero di giocare con lui ancora molti anni».
Samuele Ghirardi: «Sì, gioco con mio fratello da molti anni nella stessa squadra. Io e lui abbiamo un’intesa che va oltre il campo. Abbiamo affrontato molte cose dolorose insieme e questo ci ha rafforzato. In campo abbiamo sempre dato tutto l’uno per l’altro, gli voglio bene e spero che si possa togliere molte soddisfazioni».

Quali sono i tuoi punti deboli e quali quelli di forza?


Simone Ghirardi: «I miei punti deboli penso che siano la velocità, con la consapevolezza di doversi migliorare sempre, senza accontentarsi. I punti di forza penso che siano il colpo di testa e la lettura difensiva, scherzando dico anche la realizzazione dato che quest’anno ho segnato 10 gol».
Samuele Ghirardi: «Il mio punto debole penso che sia un pizzico di personalità in più, ma ci sto lavorando, in Prima Squadra mi stanno aiutando, certo poi arriverà anche con l’esperienza. I miei punti di forza penso che siano la reattività e il gioco con i piedi, e sono migliorato molto nell’aiutare i miei compagni».

Il campionato è finito: quali sono le tue sensazioni? Pensi si potesse fare di più?


Simone Ghirardi: «Le mie sensazioni a mente fredda sono di un ottimo campionato, ci è mancata un po’ di esperienza e di personalità nelle partite cruciali. Sono contento perché in ogni partita che abbiamo disputato siamo stati in grado di fare prestazioni importanti, onorando la maglia della società. Vanno fatti i complimenti ai compagni, ai dirigenti, al mister e alla società».
Samuele Ghirardi: «Abbiamo fatto un bel campionato, concludendo al secondo posto. Analizzando la stagione un pizzico di rammarico c’è. Abbiamo dimostrato fin da subito qualità e una solida fase difensiva, purtroppo ci è mancato qualcosa negli scontri diretti che non ci ha permesso di vincere il campionato, ma la stagione è positiva. Vanno fatti i complimenti anche agli avversari, in questo caso al Mazzo che ha vinto il campionato. Vanno comunque fatti i complimenti al nostro tecnico Simone Dalla Grana, alla squadra, ai dirigenti e alla società».

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