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Frog Milano Under 19, parla Mirko Capasso: «I ragazzi devono poter esprimere la propria fantasia»

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Prosegue il classico l’approfondimento sulle realtà giovanili milanesi in rampa di lancio ed oggi le attenzioni vengono rivolte al profilo di Mirko Capasso, giovane ed intraprendente tecnico della Frog Milano Under19. «Ho cominciato ad allenare dalla stagione 2016/17, proprio tra le fila gialloverdi, si può dire quindi che io sia praticamente un esordiente in questo ruolo, specialmente viste le ultime due stagioni mai realmente giocate. Nonostante la mia non navigata esperienza, il fedele gruppo di allievi di cui mi era stata affidata la guida tecnica la prima stagione, non ha trovato fatica nell’ottenere da subito risultati postivi. Risultati che mi sono valsi la panchina di una delle categorie più ambite e interessanti a cui un tecnico del mio status possa aspirare: l’Under 19. Una scelta del tutto logica, in realtà, se si considera che l’ossatura di base dell’attuale rosa è composta principalmente da ragazzi nati nel 2002, e dunque provenienti proprio dalla categoria con la quale ho debuttato. Il tutto per dare anche continuità al processo di crescita dei miei giovani calciatori, un ruolo stimolante, ma anche carico di grande responsabilità». L’allenatore descrivendo le caratteristiche principali della squadra, ponendo l’accento sui dettagli da migliorare per puntare alla parte alta ella classifica: «La sconfitta nella gara d’esordio e risultati altalenanti in coppa Lombardia hanno comunque un denominatore comune estremamente positivo, ovvero la prestazione. La prestazione fornita dai miei ragazzi infatti è stata sempre stata di ottimale a livello di calcio proposto, con trame di gioco correttamente sviluppate, che generano un quantitativo sempre elevato di occasioni da rete e garantiscono quindi una produzione offensiva sicuramente sopra la media in termini di prolificità. Dobbiamo anche riconoscere le nostre evidenti difficoltà in situazioni da palla inattiva, anche se ritengo che sia prevalentemente un problema di concentrazione, niente che non si possa migliorare con il lavoro in allenamento. Per quanto concerne il tasso tecnico a disposizione poi, mi ritengo sicuramente ben fornito. Al già citato nucleo di ex Allievi, siamo riusciti ad integrare un gruppo formato da elementi classe 2003 dal talento evidente, che si riveleranno fondamentali per il conseguimento di traguardi importanti nelle stagioni future». Capasso conclude evidenziando l’importanza della figura dell’allenatore per lo sviluppo e la crescita concreta di promettenti giovani in calciatori di carattere: «Non sono legato ad un modulo predefinito, e non condivido affatto l’ideologia secondo la quale i giocatori debbano adattarsi ad un sistema tattico preimpostato. Ritengo che l’equilibrio vada ricercato soprattutto in funzione delle caratteristiche dei propri calciatori e non viceversa. Soprattutto in età giovanile, i ragazzi hanno bisogno di esprimere le proprie idee in ogni ambito, e il calcio può essere per loro un veicolo di crescita importante con cui confrontarsi. Credo che l’aspetto fondamentale sia quindi analizzare correttamente il tipo di ragazzo che si sta allenando, prima ancora del tipo di giocatore. Cercare di comprenderne le ambizioni, il carattere e le necessità e adottare comportamenti che siano in grado di stimolarne lo sviluppo in maniera costante e positiva, per arrivare ad ottenere uomini formati e consapevoli dei propri mezzi».
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