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Schiaffino Under 19, la carica del capitano Rossi: «Con questo gruppo possiamo vincere»

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L’arte della difesa: un concetto spesso sottovalutato, offuscato dalle spettacolari giocate dei tipici numeri 10 o dalle prodezze realizzative dei centravanti. Nel calcio odierno, però, prende sempre più piede l’idea di costruire l’azione giocando dal basso, ed ecco quindi che i giocatori difensivi moderni devono anche imparare ad affinare le loro qualità tecniche. Oggi abbiamo scelto di puntare i riflettori su uno dei migliori giovani talenti a livello provinciale, il promettente Pietro Rossi, leader della Schiaffino 19, brillantemente guidata da Ilario D’addato. Il classe 2002 ha sempre militato tra le fila rossonere, difendendo con orgoglio i propri colori, tanto da diventare meritatamente capitano, una responsabilità che ha contribuito a plasmarne il carattere, preparandolo anche mentalmente. «Sono consapevole che tra le mie qualità più significative, spicchino in particolar modo il carattere forte e carismatico, e le doti di leadership necessarie per guidare in maniera ottimale la nostra solida difesa a quattro. Per quanto riguarda nel dettaglio i miei pregi tecnici, ritengo di eccellere in particolar modo nella duttilità, nel corso della mia giovane carriera, infatti, ho operato con ottimi risultati sia da libero che da stopper, e in sistemi tattici anche molto differenti tra loro. Inoltre all’occorrenza so interpretare discretamente il compito di terzino, grazie al buon piede sinistro di cui sono dotato. Un’altra qualità che ritengo mi appartenga, è l’intelligenza tattica, la capacità innata di saper leggere e analizzare correttamente le situazioni di gioco proposte dagli avversari. Riconoscere il momento giusto nel quale intervenire, o aspettare, è una peculiarità fondamentale in tutti i ruoli difensivi, e nel mio caso in particolare. Ovviamente ci sono sempre aspetti sui quali migliorare ed in questo senso ammetto di riservare particolare severità ed esigenza agli standard che desidererei mantenere. Dovrei, ad esempio, lavorare ancora molto in allenamento per progredire nella fluidità di movimento. Risulto, infatti, spesso, ancora troppo macchinoso negli spostamenti sulla linea difensiva».

Rossi si sofferma infine, sul futuro che attende la formazione allenata da D’addato, con un particolare occhio di riguardo sulle aspettative e sulle speranze in vista di una possibile e futura ripartenza: «Quest’anno avevamo aggiunto in rosa una validissima componente di giovani, una classe di età che si era sempre distinta nelle categorie inferiori, e che ha saputo integrarsi perfettamente nei meccanismi della nostra squadra. In più, il nostro campionato era partito con una vittoria con quattro reti all’attivo, un trionfo meritato e prestigioso ai danni della rivale più accreditata per la vittoria finale del girone, nonché una delle migliori compagini a livello provinciale, ovvero l’Accademia Inter. Vien da se che l’obiettivo ragionevole per cui lottare sarebbe stato la conquista della prima posizione in classifica, un traguardo ambizioso ma sicuramente alla portata grazie a questo gruppo fantastico, che ci auguriamo di poter mantenere per la prossima attesissima stagione».

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