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Cologno Under 19: Alla scoperta di Andreoni, regista del centrocampo gialloverde

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Prosegue l’approfondimento nel quale puntiamo i riflettori sui giovani talenti più promettenti a livello di provincia milanese. Oggi è il turno del centrocampista del Cologno Under 19, Alberto Andreoni, metronomo fondamentale della rosa allenata da Luca Rombati. «Fin dall’età di 5 anni ho indossato questa maglia con orgoglio e passione. Nel corso delle stagioni successive ho scelto di rimanere, fiducioso e fortemente convinto che questa società potesse garantirmi quel clima famigliare e necessario per il processo di crescita di un ragazzo, progredendo tecnicamente e maturando come persona, oltre che come sportivo. Inoltre sono sempre stato affiancato da ragazzi che considero prima di tutto amici, e questo è stato un fattore determinante per affinare l’intesa generale della squadra, oltre che una motivazione ulteriore per sposare la causa gialloverde». Il giovane classe 2002 prosegue descrivendo le proprie caratteristiche tecniche, e come queste siano funzionali alla filosofia di calcio del tecnico: «Dopo le prime esperienze trascorse da portiere e difensore, sono stato spostato stabilmente nel ruolo di centrocampista centrale, con compiti relativamente differenti nell’arco delle annate. Attualmente agisco da mediano basso dedito all’impostazione, in un 4-3-3 a forte propensione offensiva. Il mio è un ruolo estremamente delicato. Devo cercare di garantire in ogni situazione di gioco, l’equilibrio tattico alla squadra, schermando il reparto difensivo e facendo ripartire a manovra dettando i tempi di gioco. Tra le mie migliori qualità tecniche spiccano sicuramente la visione di gioco e la precisione nella trasmissione della palla, si tratti di passaggi corti, filtranti in profondità o lanci per cambiare gioco. Tutte caratteristiche fondamentali, e da affinare, visti i preziosi compiti da regista del centrocampo da dover assolvere». Andreoni conclude volgendo il pensiero verso l’intrigante nuova avventura che lo attende tra le fila della prima squadra, evidenziando gli aspetti sui quali lavorare per evolversi come giocatore: «Come altri ragazzi della mia età, ho già iniziato a prendere confidenza con i prossimi compagni di spogliatoio della prima squadra, svolgendo svariati allenamenti, un ambiente sicuramente differente per quanto riguarda la difficoltà nell’imporsi e risultare decisivo. Un dettaglio che mi è subito parso evidente, di questa categoria, è l’importanza, ad esempio, di saper usare il fisico con cattiveria agonistica mantenendo ritmi ed intensità su un livello alto e in maniera costante. Le qualità tecniche non mi mancano, ma per riuscire ad emergere anche in questo ambiente devo crescere fisicamente. Oltre che una struttura muscolare più solida occorre infatti, imparare ad usare il corpo in maniera maggiormente funzionale in alcuni frangenti di gioco, come contrasti e protezione della palla. Non ho sogni particolari per il proseguo della mia carriera calcistica, e credo di essere lucido e realista nell’analisi di questo punto di vista. L’obiettivo è, e sarà, spingermi a migliorare continuamente, impegnandomi al massimo per cercare di raggiungere traguardi sempre più ambiziosi».
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