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Sporting Valentino Mazzola, Under 19 Cattaneo: «Il calcio mi ha dato tanto, ora cerco di restituire ciò che riesco ai miei ragazzi»

Cattaneo-Mazzola
Il calcio alla vecchia maniera, quello più vero, meno scientifico, con più cuore e meno automatismi e sentimenti pressoché azzerati, è questo ciò che rende particolare la carriera di Alberto Cattaneo, attuale tecnico dell'under 19 dello Sporting Valentino Mazzola. Una carriera, quella in panchina, ad altissimi livelli passando dai nazionali, fino ai provinciali dove è sempre stato uno solo il suo diktat: giocare con il cuore e non con strani studi campati a volte per aria e sopratutto, allenamenti alla vecchia maniera che però hanno sempre reso piuttosto bene. «Ho avuto la fortuna nella mia carriera di confrontarmi a tutti i livelli praticamente. Sono passato dai nazionali fino ai regionali con il Rivoltana e di mezzo ho avuto l'opportunità di guidare anche la rappresentativa regionale con Paolo Tolesi. Sono state tutte esperienze che mi hanno aiutato nella mia crescita e che porto dentro con grande affetto, l'ultima in particolare con la rappresentativa è stata parecchio formativa ed un esperienza che mi ha lasciato tanto di positivo. La mia carriera ha visto prevalere formazioni giovanili per mia scelta. Ho sempre prediletto i ragazzi alle prime squadre perché da loro c'è sempre tanto da imparare e coi ragazzi mi trovo bene e riesco sempre a lavorarci molto bene. La mia filosofia è sempre stata quella di aiutare i ragazzi a crescere: il calcio mi ha dato tantissimo e sono contento quando riesco a restituire in parte ciò che ho avuto io, ai ragazzi che alleno. Il mio obiettivo è quello di far si che il maggior numero di ragazzi che alleno possa raggiungere livelli di prime squadre importanti, sono sempre orgoglioso quando vedo miei ex giocatori ora in eccellenza e promozione che giocano e segnano, mi danno dimostrazione che il lavoro che ho fatto e la mia linea di pensiero funziona e continuerà a funzionare. Sono sempre stato uno di quegli allenatori che se ha un ragazzo con delle qualità lo butto nella mischia, è giusto dar modo al talento di esprimersi e anzi mi da rabbia vedere certi allenatori che a volte arginano il talento con allenamenti strani spesso controproducenti. Sono uno alla vecchia maniera che ha cercato di adeguarsi al calcio di oggi anche e nel complesso credo di esser riuscito ad adattarmi bene senza snaturare il mio credo». Quest'anno per lui c'era pronta la sfida con lo Sporting Valentino Mazzola, squadra punto di riferimento in termini di settore giovanile visti gli ottimi talenti sfornati negli anni. Cattaneo, che si era seduto alla guida della formazione Under 19 già nella passata stagione, cosi racconta la sua squadra e le ambizioni per questa stagione: «All'inizio avevo trovato un gruppo composto dai 2002 che era apatico: perdere o vincere non gli cambiava nulla. Abbiamo dovuto allora fare un lavoro importante a livello mentale e tattico per sistemare un gruppo che aveva di fondo una buona base sulla quale lavorarci. I risultati infatti già nella passata stagione ci stavano facendo sorridere perché dimostravano la bontà del nostro lavoro. Quest'anno sembrava che avessimo iniziato bene come dimostrato dalle prime gare dove, eccezion fatta per la gara contro la Virtus Inzago, la prestazione c'era stata e uscivamo dal campo con delle ottime ed importanti indicazioni. Meno positivo è stato purtroppo il percorso in coppa dove però faccio un mea culpa in quanto ho usato questa competizione per fare delle sperimentazioni e i risultati non sono stati quelli sperati. Siamo stati inseriti in un girone molto competitivo se consideriamo il livello medio provinciale degli ultimi anni. Ci sono parecchie squadre ben attrezzate e con cui ce la giocheremo fino alla fine, consci però del livello delle avversarie che andremo ad affrontare.  L'aspettativa mia era quella di riuscire a fare un campionato di alta classifica per far capire ai ragazzi stessi che se si vuole si possono ottenere importanti risultati e il percorso stava andando in quella direzione». Ora lo stop obbligato che non ha modificato l'amore e la passione per il suo ruolo e le sue prospettive su un futuro dove gli obiettivi sono chiari e ben definiti: «Siamo in una categoria molto fragile e sappiamo benissimo che spesso abbiamo a che fare con ragazzi il cui interesse verso quest'attività è sempre meno e in tutta onesta non so nemmeno quanti torneranno se mai dovessimo ripartire. So solo una cosa: la mia passione resta invariata e anzi, questa attesa non fa altro che infondermi ancora più voglia di tornare sul campo a fare ciò che più amo e con la stessa passione di quando ero agli inizi, perché per me questo non è un'extra per arrotondare ma la mia più grande passione che voglio e continuerò sempre a coltivare».  
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