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L'intervista

«Sogno la prima squadra, sento di esserci vicino»

Autore di una stagione fin qui esemplare, il centrocampista si è posto l'obiettivo di esordire nel calcio dei grandi con la maglia del club

«Sogno la prima squadra, sento di esserci vicino»

Davide Marenco, playmaker del Real Cinisello

«Una vita da mediano», cantava Luciano Ligabue. Messi «a recuperar palloni», il compito dei giocatori in quella zona del campo, a fare da guardia ancor prima della linea difensiva. Ad oggi, però, il ruolo del mediano, del numero 4, è molto più complesso e totale, se così si può dire. Non solo interdizione, ma anche importazione. Non solo incontrista, ma anche qualità. 

E queste sono tutte caratteristiche che si possono ritrovare in Davide Marenco, centrocampista del Real Cinisello che, sabato scorso, è stato protagonista della bella vittoria contro il Limbiate. Il ragazzo è stato infatti il migliore in campo tra i suoi ed ha segnato il gol che ha pareggiato i conti a cinque minuti dal termine della gara di campionato, permettendo così alla squadra di andare addirittura a vincere e conquistare tre punti che permettono al Real di restare nelle zone di vertice della classifica.

Playmaker basso davanti la difesa, Davide è da due anni nella società di Cinisello Balsamo. In precedenza ha vestito i colori del San Fruttuoso, della Vis Nova, del Monza (tra i professionisti), della Speranza Agrate e della Cosov. Questo viaggio lo ha portato poi al Real Cinisello, dove «mi sento benissimo e sono felice». Il centrocampista, infatti, è decisamente entusiasta della stagione 2021/2022 che la squadra sta portando avanti, perché nonostante le sconfitte negli scontri diretti, i cinisellesi stanno disputando un ottimo campionato, e Davide ne è ben consapevole: «Il nostro percorso finora è ottimo. Dal punto di vista mentale abbiamo fatto uno step importante, trovando l'atteggiamento vincente che ci serviva. A questo possiamo aggiungere che il mercato ci ha portato i giusti rinforzi: i nuovi compagni di squadra ci hanno migliorato collettivamente e individualmente. Il livello globale della squadra si è alzato e questo mi permette di spostare in alto anche la mia asticella, anche grazie alla squadra che ho attorno a me, letteralmente vista la mia posizione in campo».

La rosa della stagione 2021/2022 del Real Cinisello

E se si parla della sua posizione in campo, è facile rendersi conto come il centrocampista blaugrana giochi più vicino alla sua porta che a quella degli avversari. Nonostante questo, Davide è riuscito ad andare in gol diverse volte durante l'annata fino a questo momento - sono infatti 6 le reti in campionato - anche se il ragazzo ha spiegato come preferisca di gran lunga servire in compagni per far segnare loro: «Io credo che il gol sia la gioia alla base del calcio. L'emozione più bella. Ma, personalmente, l'idea di mettere un mio compagno nelle condizioni di esultare, con un passaggio o un tocco particolare, mi rende più soddisfatto. L'assist mi fa sentire importante, mi fa sentire la forza motrice del gol». Per riuscire a svolgere questo compito, è necessaria una discreta visione di gioco, qualità che Davide possiede con grande consapevolezza. Non solo, «l'altra mia caratteristica principale, come mi è stato detto anche da altri, credo sia la tecnica individuale. In ogni partita, poi, dal punto di vista del carattere, cerco di mettere sempre tutta la grinta che posso, per restare attento nei momenti di difesa ed essere poi pronto a cambiare attitudine e lanciarmi all'attacco. Sotto questi punti di vista, nel mio piccolo, cerco di ispirarmi ai due più grandi di sempre del centrocampo: Andrea Pirlo e Andrés Iniesta: entrambi giocavano con una calma incredibile e riuscivano a prendere sempre la decisione giusta».

Visti i due esempi di qualità che ha portato il ragazzo, è possibile tracciare anche una certa leadership in lui, maturata anche grazie alla coesione dello spogliatoio: tutto il gruppo del Real Cinisello è infatti saldo e compatto da due anni e in questo clima ognuno riesce ad esprimersi al meglio. Compreso appunto anche Davide, che per il suo futuro ha già messo nel mirino la Prima Squadra«Essere chiamato tra i grandi è un po' il sogno di tutti. Ma per motivazioni che vanno da problemi tecnici agli infortuni non ho potuto rispondere alla convocazione. Credo però di essere vicino a questo traguardo. Quest'anno vengo da prestazioni importanti, come quella contro la Polisportiva di Nova, in cui ho segnato direttamente su calcio di punizione, dalla distanza: al di là del bel gol che ho segnato, è stato importante perché ci ha portati in vantaggio a pochi minuti dallo scadere. Quella è stata veramente un'emozione unica, che spero di poter rivivere anche in Prima Squadra un giorno».

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