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Virtus Ciserano Bergamo Under 19, Togni: «Sorpreso dai miei ragazzi, ma sarà una stagione difficile per tutti»

Mirko Togni Virtus Ciserano Bergamo
La Virtus Ciserano Bergamo Under 19 ha cominciato il campionato dove era stato interrotto il precedente, ovvero in testa alla classifica. Dopo tre vittorie in altrettante giornate Mirko Togni, allenatore dei rossoblù, non si fa illusioni e guarda avanti senza volare troppo con la fantasia. Nonostante il rinnovamento estivo della rosa siete ancora a punteggio pieno. Se l’aspettava? «Faccio parte di una società che da tanti anni lavora molto bene a livello giovanile e i risultati parlano chiaro, quindi anche le aspettative su di noi sono sempre alte. Tuttavia, cambiando ogni anno i ragazzi per dar spazio a quelli più giovani, sono sinceramente sorpreso di aver già raccolto risultati così buoni. L’importante è non cantare vittoria troppo presto perché la strada è lunga e, complice anche la pandemia, sarà una stagione particolarmente complicata per tutti». Ora non potete allenarvi, quanto incide questo sui suoi ragazzi? «Anche se qui nella bergamasca la situazione non è grave come a marzo, la ferita è ancora aperta e basta poco per far affiorare quei brutti ricordi. Io già da un po’ avevo deciso di rinunciare a lavorare su alcune situazioni, come le marcature sulle palle inattive, per ridurre al minimo i contatti tra i ragazzi. Ora senza allenamenti dovremo essere bravi più a lavorare sulla testa dei ragazzi piuttosto che sulle gambe, che comunque non saranno lasciate al caso». Adesso che il campionato è sospeso, come pensate di evitare che la squadra perda completamente la condizione fisica acquisita finora? «Stiamo concordando col preparatore atletico un programma di lavoro individuale per non vanificare completamente quanto fatto fin qui. Credo che sarà incentrato più sulla quantità, quindi mettendo fatica nelle gambe, per poterci poi concentrare sulla qualità appena ci sarà permesso di tornare a giocare. Tuttavia è inutile girarci intorno, sapendo che per un po’ non disputeranno partite è chiaro che i ragazzi abbassano la guardia. Così diminuiscono sia l’entusiasmo sia le motivazioni, e questo incide inevitabilmente sull’efficacia dell’allenamento. Ci auguriamo che ciascuno di loro sappia trovare gli stimoli giusti per lavorare a casa, con la consapevolezza che senza sacrificio i risultati non possono arrivare. Riuscire a creare atleti consapevoli sarebbe per noi un grande risultato». A livello tattico cercate di imitare la prima squadra o avete altre linee guida? «Fortunatamente non ho alcuna imposizione in tal senso, quindi posso provare ad esaltare ogni volta le caratteristiche dei miei giocatori. Chiaramente con Ivan Del Prato (l’allenatore della Serie D, ndr) c’è un confronto costante, ma riguarda i concetti base che vogliamo siano perfettamente assorbiti. Il grande obiettivo, che ci rendiamo conto essere molto ambizioso, è quello di creare calciatori pensanti, che sappiano leggere il gioco ed adattarsi alle situazioni che si vengono a creare in campo. Per me il calcio è una metafora della vita: hai sì un confronto diretto col tuo avversario, ma se hai creato una corretta socializzazione coi compagni riceverai sempre un aiuto. In un gruppo che funziona il valore del collettivo è sempre maggiore della somma dei singoli. In prima squadra abbiamo tanti giovani cresciuti nel nostro vivaio, ed è un risultato di cui siamo orgogliosi, ma è chiaro che non sempre tutti riescono a trovare spazio. Per cui ogni venerdì sera mi vengono comunicati i nomi di quei due o tre ragazzi del 2002 che si aggregheranno a noi per mettere minuti nelle gambe. In questo modo devo adattare il sistema di gioco alle caratteristiche dei giocatori che ho a disposizione di volta in volta».
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