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Sporting Franciacorta Under 19, Marella corre verso il debutto: «Sono pronto a dare una mano per continuare a sognare la C»

Mathias Marella Sporting Franciacorta
Arrivato due estati fa allo Sporting Franciacorta per rinforzare la squadra Allievi, Mathias Marella si è messo subito in mostra convincendo Gianluca Zattarin ad aggregarlo alla Serie D già dallo scorso gennaio. Il giovane talento classe 2003, vicino all’esordio nell’ultimo turno di campionato contro la Virtus Ciserano Bergamo, non vede l’ora di poter scendere in campo per aiutare i compagni a restare nelle zone altissime della classifica. Dopo sei giornate, infatti, i giallorossi sono quarti a sole tre lunghezze dal Crema capolista. Nell’ultima partita sei stato a un passo dal debutto in Serie D, poi l’allenatore ha preferito optare per un tuo compagno più esperto. Sei rimasto deluso? «Assolutamente no, quest’anno siamo partiti molto bene e siamo nelle prime posizioni. Credo sia normale che il mister, col risultato in equilibrio, voglia affidarsi a giocatori che gli danno maggiori garanzie. Io lavoro per farmi trovare pronto quando verrò chiamato in causa e anche durante questo periodo senza partite ho continuato ad allenarmi duramente. Non vedo l’ora di poter scendere in campo per aiutare i miei compagni». Il 4-3-3 che state utilizzando è il sistema di gioco che ti consente di esprimerti al meglio? «Si, ho sempre giocato ala destra e con questo modulo ho l’opportunità di esaltare le mie caratteristiche nell’uno contro uno. Tuttavia, se negli anni scorsi amavo rientrare sul mancino per cercare la porta, adesso sto seguendo le indicazioni dell’allenatore che mi chiede di essere più rapido nella circolazione di palla, giocando al massimo a due tocchi e rinunciando a puntare sempre l’avversario. Rispetto alle giovanili mi sono reso conto che a questi livelli non puoi permetterti di perdere un tempo di gioco perché gli avversari sono subito pronti ad aggredirti. Ad ogni modo sarei disposto anche a sacrificarmi di più in fase difensiva se si decidesse di cambiare sistema di gioco, l’importante è poter scendere in campo per mettere minuti nelle gambe e dare il mio contributo alla squadra». Al momento siete quarti e state viaggiando a una media di quasi due punti a partita che vi garantirebbe l’accesso ai playoff. È questo l’obiettivo che vi ha chiesto la società? «A dire il vero richieste precise non ne sono arrivate, ma non si può negare che la rosa allestita è di grande valore. Noi dobbiamo continuare a dare il massimo per arrivare più in alto possibile. Se poi sarà sufficiente per raggiungere i playoff lo scopriremo solo a fine campionato. Il girone è molto competitivo e la pandemia rende la stagione anomala: quest’anno può accadere davvero di tutto». Coly, Piccinni, Scaglia, sono solo alcuni dei giocatori di grande esperienza con cui hai la fortuna di allenarti. Che consigli ti danno? «Essendo un attaccante ho la possibilità di confrontarmi spesso con loro in settimana. Dall’alto della loro esperienza cercano sempre di aiutare i più giovani come me, specialmente dando consigli su come crescere nella mentalità. A livello giovanile c’è la possibilità di tentare più volte una giocata, c’è quasi sempre la possibilità di rimediare ad un errore. Invece giocando a questi livelli non si hanno tante opportunità di rifarsi dopo uno sbaglio, pertanto bisogna essere sempre sul pezzo, pronti a sfruttare qualsiasi occasione si presenta sul terreno di gioco». Nel tuo percorso di crescita c’è un calciatore in particolare a cui ti sei ispirato? «Tifando Inter ho potuto ammirare Eto’o nell’anno del Triplete: un giocatore decisivo per la sua capacità di saltare l’uomo e creare pericoli, che aveva già vinto tutto eppure si è messo al servizio della squadra adattandosi a giocare esterno».
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