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Domenico Anania parla della Folgore e del futuro: «Voglio allenare ancora e ho un sogno nel cassetto»

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Il tecnico della Folgore Caratese Anania

L 'Under 19 è stata ufficialmente rinviata all'anno prossimo, ma le squadre sono tornate ad allenarsi anche solo per far riassaporare il campo ai ragazzi. Ma quelli della Folgore Caratese non hanno trovato a guidarli Domenico Anania, che poco più di una settimana fa ha dato le dimissioni da tecnico, oltre che da Direttore Tecnico del club di Carate Brianza.   Cosa l'ha portata a questa decisione di dimettersi? «Per prima cosa vorrei dire che non ho avuto nessun problema con il club o con nessun elemento della Folgore Caratese. Le mie dimissioni sono dovute solamente a motivi di lavoro e famigliari che non mi permettono di poter fare il lavoro che ho svolto negli ultimi 5 anni. Quindi ho comunicato questa decisione alla società, che ha accettato la mia scelta, anche se nessuna delle due parti voleva lasciarsi».   Ora che cosa si aspetta dal futuro per la sua carriera nel calcio? «In questo periodo, ho ricevuto anche delle offerte per delle panchine di Eccellenza, ma come ho spiegato, non ho proprio la possibilità di accettare nessun incarico. Certamente la voglia di allenare c'è ancora e non è mai andata via. Spero di tornare su una panchina già questa estate, perchè mi sento ancora un allenatore e voglio arrivare a 20 anni da tecnico. Mi mancano ancora due stagioni, speriamo che questo momento particolare passi in fretta così da poter tornare a fare quello che più mi piace».   Quali sono le sue priorità in vista di un ritorno sul campo? «Mi piacerebbe senza dubbio allenare una prima squadra dalla Promozione in sù, diciamo. L'importante è che abbia un progetto serio e competitivo dove posso dare il massimo per far crescere una squadra e in generale un club. Poi valuterò ogni proposta che mi arriverà nei prossimi mesi, con un sogno nel cassetto: vorrei raggiungere il professionismo».   Un'ultima considerazione sui suoi 5 anni alla Folgore Caratese? «Sicuramente mi hanno fatto crescere molto come professionista e come uomo. Il doppio ruolo, allenatore-dirigente, mi è costato molto a livello fisico e mentale, ma mi ha permesso di fare esperienze nuove e conoscere ancora meglio il mondo del calcio dilettantistico. Voglio ringraziare il club e tutte le persone con cui ho lavorato in questo periodo. Poi un pensiero anche a tutti quelli che mi hanno espresso la loro stima, il loro affetto e vicinanza dopo la mia decisione di lasciare l'incarico a Carate. Potrei tornare alla Folgore? Mai dire mai...».
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