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L'intervista

Dal Real Orione al Al-Nasr di Dubai: la fantastica storia di Gabriele Mitarja

L'attaccante classe 2003, che ha militato anche nel Bra e nel Lucento, è approdato nella Serie A degli Emirati Arabi

Dal Real Orione al Al-Nasr di Dubai: la fantastica storia di Gabriele Mitarja

Gabriele Mitarja nel giorno della sua presentazione all'Al-Nasri

"C'è che ormai ho imparato a sognare, non smetterò" cantano i Negrita in un loro celebre brano del 1997. Gabriele Mitarja può prendere spunto proprio da questo testo in quanto il suo sogno è appena incominciato. L'attaccante classe 2003 è infatti approdato nell'As-Nasr, prestigiosa società di Dubai militante nell'UAE Arabian Golf League (ossia la massima serie degli Emirati Arabi Uniti) di cui ben tre campionati sono stati vinti nel corso della propria storia. 

Il giovane talento, di origini albanesi, ha iniziato la sua carriera calcistica nella J Stars per poi approdare in squadre come il Lucento, il Real Orione e il Bra con cui si è tolto un gran numero di soddisfazioni grazie ai numerosi gol da lui realizzati. Non a caso ha vinto più volte il premio di capocannoniere nei campionati dei settori giovanili. I numeri parlano chiaro: 14 gol in 400 minuti con la casacca giallorossa e 28 reti in 16 presenze nella stagione 2016/2017 con la maglia biancoverde. Non a caso il suo motto è: «Non sono io che cerco il gol, è lui che cerca me». Mitarja risulta essere particolarmente devastante, ovviamente nel senso buono del termine, soprattutto partendo dalla panchina. Un chiaro esempio arriva nella sfida di campionato Under 17 tra il Bra e il Chisola: lui entra nel corso della ripresa dove realizza un gol e fornisce un assist. La sua migliore partita è però quella contro il Garino, sempre in giallorosso: l'attaccante realizza una tripletta e regala i tre punti alla propria squadra in un match importante per il primo posto in classifica. Gabriele passa successivamente nell'Under 19 Nazionale del Bra dove ha modo di allenarsi anche con la Prima Squadra allenata da Roberto Floris e assaporare così i primi assaggi di Serie D

Nel mese di febbraio 2022 arriva però quella proposta che Mitarja non si sarebbe mai immaginato ricevere: «Il mio procuratore mi chiama per avvisarmi che lui e la sua agenzia ha in programma per me un bel progetto con una squadra di Dubai, ossia proprio l'Al-Nasr, che aveva già inviato una mail con un file PDF contenente tutti i dettagli dell'invito a giocare con loro. Mi sono fatto spiegare bene la situazione e io ho accettato immediatamente, senza pensarci due volte, sia per una questione economica che per lo straordinario livello della squadra: giocare nella Serie A degli Emirati Arabi Uniti è uno di quei treni che passa una volta sola nella vita». Sabato 19 febbraio Gabriele ha già avuto modo di esordire con la maglia dell'Al-Nasr in un'amichevole pareggiata 1-1: il gol della sua squadra è stato realizzato proprio da lui al termine di un'azione in cui ha superato molto bene due avversari con un doppio passo prima di effettuare un bel tiro piazzato. Mitarja sembra essersi quindi già adattato al calcio emiratino nonostante questo sia diverso da quello che lui era abituato: «In Italia il gioco è molto fisico mentre qui è nettamente molto più tecnico. In questo campionato puntano molto su tre fattori: resistenza, tecnica e voglia di fare. L'unica vera difficoltà è il caldo: sono passato, nel giro di pochi giorni, dai 5 gradi di Torino ai 30 di Dubai. Non è per niente facile giocare con questa temperatura. Loro sono ovviamente abituati ma il sole picchia veramente forte. È comunque un sogno poter giocare in uno stadio come questo».

A proposito di sogni, Gabriele ne ha due ben in mente da realizzare: «Io ho la doppia cittadinanza, sia italiana che albanese, e vorrei giocare con la maglia della Nazionale. Non ho una particolare preferenza tra le due: l'Albania è il paese delle mie origini, l'Italia quello in cui sono cresciuto. In ogni caso il mio sogno sarebbe realizzato. Mi auguro davvero che questa esperienza possa essermi d'aiuto per essere notato in tal senso. Un altro mio desiderio è quello di vincere un giorno la Champions League: alzare questo trofeo con la maglia della Juventus sarebbe l'apoteosi». Ma il primo vero pensiero di Mitarja non è il calcio bensì la sua adorata famiglia: «Con i soldi che incomincerò a guadagnare vorrei come prima cosa sistemare loro, poi inizierò a mettere da parte qualcosa per me. È veramente una gioia vedere i miei genitori orgogliosi di me: è anche per loro che non mollo mai e voglio inseguire il mio sogno di diventare un calciatore professionista. Lavoro proprio per raggiungere tale obiettivo: in ogni allenamento mi fermo sempre un pò di più rispetto agli altri per poter migliorare sempre più»

Non a caso il suo idolo in tal senso è Cristiano Ronaldo«Ammiro tantissimo la sua determinazione e la sua voglia di diventare sempre più forte con il passare del tempo. Anche lui, proprio come me, si è allontanato presto dalla famiglia e si è costruito da solo. Proprio per questi motivi mi ispiro molto a lui. In Italia alcuni miei compagni e amici mi hanno invece paragonato ad Immobile e a Rashford. Penso però di poter essere accostato anche a Mbappè come stile di gioco perché, esattamente come lui, ho una grande velocità oltre ad avere un bel fiuto per il gol»

Nel frattempo che Mitarja si gode quella che lui definisce «in assoluto l'esperienza più bella della mia vita», altre società hanno già messo gli occhi su di lui tra cui il Rayo Vallecano de Madrid, società spagnola militante nella Liga. Gabriele ammette però che «in questo momento voglio godermi il più possibile l'Al-Nasr prima di trasferirmi altrove. Tra due-tre stagioni posso poi pensare di andare a giocare in Spagna. In passato ho anche avuto l'interessamento di squadre come Torino e Lazio ma, sfortunatamente, l'inizio della pandemia bloccò tutto quanto. Io sono però veramente carico e non mollerò mai per inseguire tutti i miei sogni nel mondo del calcio». E, come canta Cesare Cremonini, "per quanta strada c'è da fare, amerai il finale": Gabriele si trova già ad un buon punto. 

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