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Under 19

Resta dopo il fallimento, e ora il Novara si gode la sua baby bandiera

Classe 2005 ex Ausonia e già punto fermo dell'Under 19 nonostante la giovane età

Sartor Novara

Nicolò Sartor, centrocampista classe 2005 da 8 anni nelle fila del Novara

Gli ultimi due anni non sono stati di certo semplici per il Novara. La mancata iscrizione al campionato di Serie C la scorsa stagione ha portato quasi tutti i diamanti del settore giovanile piemontese a lasciare gli azzurri; quasi, non tutti. Perché una delle perle all'interno della squadra, Nicolò Sartor, è rimasto per riportare in alto la squadra dove milita da 8 anni. Il ragazzo, cresciuto nell'Ausonia prima di approdare giovanissimo al Novara, gioca a centrocampo e si sta distinguendo per il suo rendimento nelle file dell'Under 19 di Gheller, nonostante l'anno in meno rispetto ai compagni di squadra. Quando la scorsa estate diverse squadre hanno citofonato a casa Sartor per prelevare il gioiellino azzurro, il ragazzo ha deciso di restare nelle fila dei piemontesi con il suo attuale allenatore, che lo ha scovato ai tempi dell'Ausonia. 

Non solo Sartor, ma anche Jacopo Scariani, anche lui 2005 ex Torino e passato a gennaio alla Fiorentina

Dalle parole del classe 2005 traspare subito l'attaccamento alla società di Viale Luciano Marmo, nonostante le tante difficoltà incontrate dagli azzurri nel recente passato: «Ero in debito sia col Novara, che con Gheller. Così quando il mister mi ha chiamato quest’estate, nonostante le diverse squadre, anche professionistiche che mi avevano interpellato, mi è sembrato doveroso accettare, avendo proprio lui in panchina. Sono legato a questi colori; da quando gioco, su undici anni, quasi otto li ho passati con questa maglia sulle spalle». Nella prima stagione con l'Under 19 il giovane sta dimostrando tutto il suo talento agli addetti ai lavori, nonostante gli avversari che si trovi ad affrontare siano spesso più grandi e con maggiore esperienza. 22 presenze per 1670 minuti totali per Nicolò, condite da ben 3 gol e da prestazioni sempre ampiamente sufficienti, che hanno portato in qualche modo i suoi a rimanere aggrappati al treno per i playoff. «Spesso è capitato di affrontare giocatori anche più grandi, che, o perché squalificati, o perché rientravano da infortuni, sono impiegati nel nostro campionato. Specie all’inizio, l’impatto dal punto di vista fisico è stato notevole».

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Il presente è di colore azzurro per Sartor, che però pensa già al suo avvenire e magari a giocare per la sua squadra del cuore in un ipotetico futuro. «Ormai mi sento a casa a Novara. Il tragitto dal quartiere di Santa Giulia a Milano, dove abito, fino ai campi di allenamento, lo conosco come le mie tasche. Spero, col mister, i compagni, lo staff e la società di chiudere al meglio la stagione e di poter festeggiare con la prima squadra un’eventuale promozione. Vado spesso allo stadio Piola e sarebbe bello che i colori bianco-azzurri tornassero al più presto nei ‘prof’. Per quanto mi riguarda, spero di meritarmi la riconferma e poter crescere anche io». Spesso si sente dire che le bandiere nel calcio non esistono più, ma a giudicare dalle parole e dai fatti dimostrati dal giovanissimo ragazzo milanese, basta cercare un po' più a fondo per trovarle. 

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