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L'intervista

Andrea Bianco, un talento nerostellato che sogna la Serie D: «È il momento di fare il salto di qualità»

Il terzino sinistro, classe 2002, è alla sua prima stagione con la Juniores del Casale e punta in alto

Andrea Bianco, un talento nerostellato che sogna la Serie D: «È il momento di fare il salto di qualità»

Andrea Bianco, terzino sinistro dell'Under 19 Nazionale del Casale

Una stagione da 8 per Andrea Bianco, terzino sinistro del Casale, alla sua prima stagione con la maglia dell'Under 19 Nazionale. Il classe 2002 ha inserito il campionato in corso tra i migliori della sua carriera calcistica iniziata con la maglia del Torino quando era ancora bambino, un'esperienza indimenticabile come lui stesso racconta: «Incominciare tra le fila dei granata mi ha dato una grossa mano soprattutto dal punto di vista mentale perché mi ha fatto crescere molto instaurandomi fin da subito una certa mentalità che mi sta tornando enormemente utile proprio adesso con i nerostellati». Bianco ha poi indossato le maglie di Atletico Torino, San Giorgio, Pro Collegno e Pianezza prima del suo passaggio a Casale dove ha incominciato a giocare solamente a dicembre a seguito di una lesione al linguine. A proposito di questo trasferimento il giovane talento svela un interessante retroscena: «Terminata la mia esperienza con la Pro Collegno, ho deciso di trasferirmi al Pianezza per seguire i miei amici nonché compagni di squadra ma non ho un gran ricordo per i risultati poco soddisfacenti ottenuti. Così Albisetti, che era un mio compagno di scuola e già giocava con il Casale, mi ha avvisato che Luongo stava cercando qualcuno nel mio ruolo: gli ha fatto il mio nome e sono così andato a fare un provino. Ho convinto lo staff tecnico e sono pertanto entrato in squadra. Avevo svolto un provino anche con l'Imperia, in Prima Squadra, ma l'ambiente non mi aveva convinto pienamente. Ho preferito di gran lunga il Casale».

Bianco Bianco

Si è rivelata essere una decisione azzeccata in quanto il terzino sinistro ammette di «trovarmi molto bene qui, anche solo come organizzazione. Ho un buon rapporto sia con i miei compagni di squadra che con l'intero staff tecnico, in particolar modo con Fabrizio Luongo. Io e lui abbiamo davvero un bel rapporto, sento molto la sua fiducia. A marzo ho avuto pure modo di allenarmi un'intera settimana con la Prima Squadra ed è stata un'esperienza indimenticabile: vi sono giocatori veramente forti che mi hanno trattato quasi come un fratello per i numerosi consigli che mi hanno dato per crescere sempre più a livello tecnico e tattico». A tal proposito, per il futuro immediato, il suo sogno è uno solo: «La prossima stagione voglio giocare in Serie D proprio con la maglia nerostellata: non avrò più la possibilità di rimanere in Juniores per motivi anagrafici ed è giunto il momento di fare il salto di qualità. Io sto lavorando proprio per questo in quanto voglio realizzare in tutti i modi il mio intento. Inoltre sto maturando tanto anche dal punto di vista caratteriale perché, per la prima volta nella mia vita, non vivo insieme alla famiglia e ciò mi sta facendo crescere tanto. Nel weekend riesco comunque a vedere i miei genitori e a tornare a casa grazie ai passaggi in macchina di mia madre»



Abituato ai regionali, Bianco non ha subito in alcun modo l'impatto con un campionato nazionale ma, anzi, spiega: «Il livello è decisamente più alto, gli allenamenti sono molto più intensi e vi è molta più grinta durante le partite. Qui, all'interno dello staff tecnico, vi sono addirittura tre allenatori oltre che il preparatore atletico. Ho trovato veramente il mio ambiente ideale a Casale. Purtroppo i risultati non sono a nostro favore ma io ritengo che siamo un'ottima squadra e non meritiamo la nostra attuale posizione di classifica. L'unico nostro grande difetto è la difficoltà a segnare nonostante costruiamo parecchio nei novanta minuti di gioco. Noi non ci abbattiamo però: siamo convinti che possiamo migliorare tanto e concludere la stagione in bellezza togliendoci grosse soddisfazioni». Ambizione, talento, voglia di crescere e giusta mentalità: il classe 2002 ha tutti gli ingredienti per contribuire a portare il più alto possibile il Casale nel finale di stagione e fare il salto di qualità nella sua carriera. 

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