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L'intervista

Dall'oratorio a capitano, ora il classe 2004 è pronto per l'esordio in Serie D

L'ultima annata in Under 19 Nazionale vale la promozione in Prima Squadra con i più grandi

Meda Arconatese Under 19 Nazionale

UNDER 19 NAZIONALE ARCONATESE: Jacopo Meda, il capitano classe 2004 della formazione oroblù

Al primo vero anno con l'Arconatese, Jacopo Meda si è conquistato la fascia da capitano e una grande opportunità: salire in Prima Squadra. Un obiettivo sfiorato in più di un'occasione quest'anno, con qualche allenamento insieme ai più grandi, ma per la stagione 2022/2023 sarà tutta un'altra storia, sarà Serie D.

Perché hai deciso di giocare all'Arconatese?
«Ho iniziato a giocare all'oratorio da piccolo e poi all'età di 6 anni ho scelto la maglia dell'Aldini. Ho fatto tutta la trafila delle giovanili e ho concluso il mio percorso lì nel 2019. Dopodiché ho scelto di andare all'Arconatese a giocare perché la società si è mostrata subito molto ambiziosa e io ho accettato il percorso che mi è stato proposto, ma a causa del Covid non ho mai portato a termine una stagione. Poi quest'anno siamo riusciti a giocare fino alla fine e sono riuscito a mettermi in mostra».

Come ti sei trovato con i compagni?
«Sono stato accolto bene dalla società e mi sono trovato subito a mio agio con la squadra e con i compagni. Tutti i ragazzi hanno sempre dato il massimo e questo è anche merito del tecnico Marco Casalati, che ha iniziato la preparazione calcistica il 23 agosto e ci ha subito aiutato a crescere individualmente e collettivamente. Lo ringrazio per avermi dato la fascia da capitano e per avermi concesso tanto minutaggio. Grazie a lui tutti i giocatori hanno sempre dato il massimo e non hanno mai mollato fino all'ultima giornata di campionato». 

Cosa vi è mancato questa stagione?
«Sono felice del percorso fatto ma la squadra è consapevole che avremmo potuto fare di più e che non abbiamo niente da invidiare alle altre squadre. Abbiamo ottenuto risultati importanti nel corso della stagione ma ci è mancata la continuità. Spesso abbiamo perso contro squadre che stavano al di sotto di noi in classifica e questo ci ha penalizzato molto. La squadra a inizio anno è stata formata da giocatori nuovi che non avevano mai fatto questa categoria e questo può essere uno dei motivi per cui non siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo, ovvero i playoff. Ci siamo andati vicini e ci abbiamo creduto fino a quando la matematica ce l'ha concesso».

Sei pronto per la Serie D?
«Quest'anno mi sono allenato più volte in Prima Squadra ma non mi sono mai associato a loro in modo fisso. Ho sempre voluto arrivare a questo livello e finalmente ci sono riuscito. Ringrazio il tecnico Casalati, i dirigenti, il presidente e tutta la società che ha creduto in me. Nella prossima stagione darò tutto e spero di aiutare il più possibile la Prima Squadra».

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