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Villa Under 19, Siliotto: «Importante tornare a giocare almeno le amichevoli. Serve il blocco delle annate»

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Paolo Siliotto allenatore del Villa U19 e Responsabile del settore agonistico

La stagione del Villa Under 19 era cominciata con luci ed ombre, con due vittorie e altrettante sconfitte prima della sospensione del campionato a fine ottobre. Ai convincenti successi contro Cologno e Circolo Giovanile Bresso, infatti, si erano alternati i passi falsi sui campi di Centro Schuster e Luciano Manara. Ormai assodato che il torneo non riprenderà, abbiamo parlato del lavoro svolto in questi mesi e delle prospettive per la prossima stagione con l’allenatore della formazione bianconera, Paolo Siliotto, che dalla scorsa estate ricopre anche il ruolo di direttore dell’area tecnica.   Come si motivano i ragazzi sapendo che, probabilmente, non si disputeranno partite fino a settembre? «Innanzitutto era importate ritornare ad allenarsi sul campo, dopo che per un paio di mesi non era stato possibile nemmeno questo e ci siamo dovuti accontentare di proporre esercizi online. Al momento tutte le nostre squadre hanno ripreso con sedute individuali di circa un’ora, due volte a settimana, in cui lavoriamo sulla tecnica. L’unica eccezione è rappresentata dalla prima squadra, che purtroppo è un po’ sacrificata per via degli orari e della necessità di concludere l’allenamento prima del coprifuoco. Non essendoci partite in vista il miglior modo per motivarli è farli divertire: cerchiamo sempre di proporre esercizi diversi che contengano una componente ludica oltre che didattica, così da poter mantenere una discreta intensità. La categoria in cui questo lavoro è più difficile è proprio la Juniores, perché i ragazzi a questa età vorrebbero poter giocare le partite e sentono la mancanza del contatto fisico. Quello su cui abbiamo rinunciato a lavorare sono la tattica e la preparazione atletica: la prima perché è inutile se non si possono provare i movimenti sul campo, la seconda perché troppo noiosa per poter essere affrontata senza la spinta di una partita in tempi brevi».   Alcuni suoi colleghi hanno manifestato la preoccupazione che questa situazione finisca per demotivare i ragazzi, col rischio di perderne alcuni per strada. La condivide? «Questo è un timore che credo accomuna tutti noi addetti ai lavori, ma anche molti genitori. Fortunatamente finora abbiamo riscontrato una partecipazione massiccia agli allenamenti, in particolare proprio l’Under 19 registra un tasso di assenze vicino allo zero. Speriamo che nei prossimi mesi sia possibile tornare a disputare almeno qualche amichevole o torneo estivo, sicuramente di più facile gestione rispetto al campionato riguardo al protocollo anti-covid e alla necessità di fare i tamponi. Noi dirigenti e allenatori non vediamo l’ora che si riprenda a giocare almeno quanto i ragazzi».   Avete già iniziato ad aggregare alcuni 2004 all’Under 19 in vista della prossima stagione? «No, per ora ci stiamo limitando a seguirli attentamente ma preferiamo continuare a farli lavorare con la loro squadra, almeno finché resterà l’obbligo di allenamenti individuali. Crediamo che sarebbe controproducente aggregarli alla Juniores in questo momento perché, non facendoli più allenare con i loro amici, potrebbero perdere motivazioni. Appena sarà possibile riprendere con sedute di gruppo allora si potrà pensare di far assaggiare la nuova categoria ai ragazzi che dimostrano di essere già pronti. Tuttavia mi auguro che la federazione pensi seriamente a un blocco delle annate, se non totale quantomeno parziale, consentendo la presenza di almeno un paio di fuoriquota: negli ultimi due anni si è disputata soltanto mezza stagione, un periodo molto breve che rischia di far rimanere indietro parecchi giocatori».   Continuerà ad allenare l’Under 19 anche il prossimo anno? «Più avanti valuteremo insieme alla società se sarà il caso di proseguire su questa strada oppure se sarà preferibile che mi dedichi interamente al ruolo di responsabile dell’area tecnica».
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