Cerca

Lemine Almenno Under 19, il tecnico Berizzi: «Bisogna bloccare le annate del settore giovanile, i ragazzi hanno perso quasi due anni»

berizzi lemine almenno under 19
Alla guida del Lemine Almenno anche per questa stagione troviamo Marco Berizzi, i ragazzi da lui guidati si sono ben comportati nelle prime gare della stagione conquistando nove punti nelle prime e uniche quattro gare di campionato. Vanno ricordati anche i quattro punti conquistati in due partite dal tecnico sulla panchina della prima squadra in seguito alla fine dei rapporti della società con Castellani.   Ci racconta qualcosa del suo percorso di allenatore? «La mia carriera da allenatore inizia nei settori giovanili, le mie prime esperienze sono state con l’ Almé e proprio con il Lemine. Sono passato dalle varie categorie dei settori giovanili: Giovanissimi, Allievi e Under 19.  Successivamente con il Lemine ho avuto l’occasione di subentrare a stagione in corso alla guida della prima squadra che ai tempi militava in Prima Categoria, esperienza che è durata tre anni in cui sono riuscito ad inserire molti giovani provenienti dal nostro vivaio e a conseguire anche buoni risultati sul campo. Poi ho avuto altre esperienze di prime squadre in società come Paladina e Sfolzatica. Alla fine di queste esperienze mi è stata proposta la panchina di  Under 19 nazionale con la Fiorente Colognola, qui ho vissuto delle bellissime esperienze che penso mi abbiano fatto imparare molto dandomi la possibilità di crescere come tecnico. Successivamente per motivi familiari legati soprattutto alla distanza ho deciso di tornare ad allenare più vicino a casa tornando così nel giro della Prima Categoria con squadre della Valle Imagna; dopo qualche stagione ho deciso di tornare qui a Lemine,  è la quarta stagione con questi colori ai quali sono legato anche sotto il profilo emotivo in quanto sono del paese e conosco bene la dirigenza. Qui sono partito dagli Allievi per poi passare nelle ultime due stagioni all’Under 19, inoltre ho disputato due partite sulla panchina della prima squadra dopo l’esonero dell’ex tecnico».   Come state affrontando questo difficile momento? Quanto è difficile gestire in questo modo gli allenamenti dei ragazzi? «Abbiamo continuato ad allenarci finché la nostra zona si è mantenuta a livello di allerta arancione, ovviamente in questa situazione è difficile fare programmi e bisogna vivere alla giornata  e provare a portare i ragazzi al campo per mantenerli uniti e non fargli perdere la voglia di venire a giocare. Per questo motivo portiamo avanti il più possibile tipi di allenamenti diversificati senza forzare la mano sotto il profilo fisico. Ovviamente però vi è stato un calo della motivazione da parte dei ragazzi che a volte mettono davanti cose come la scuola o gli impegni personali agli allenamenti vista la mancanza di un campionato da disputare e le modalità di allenamento singolo che ovviamente non possono soppiantare gli allenamenti usuali fatti di partitelle e contatto fisico. Io chiamo “Dogana” questa categoria, perché in ogni  annata chi non ha molta voglia tende a rimanere indietro e abbandonare, questa situazione penso incrementerà il fenomeno».     Cosa pensa dell’imminente ripartenza delle prime squadre? «Da un lato la vedo come una bella opportunità per dare spazio ai giovani visto che le retrocessioni sono bloccate, dall’altro i modi e i tempi dell’organizzazione sono poco condivisibili. Trovo strano ripartire in una situazione in cui il tasso di positività è in crescita, infatti ho l’impressione che si stia ancora temporeggiando in qualche modo nella speranza che la situazione migliori.  Alla luce di quanto sta succedendo penso sia doveroso bloccare le annate del settore giovanile, soprattutto quella dei 2003, che hanno potuto disputare mezza stagione con gli Allievi e solo quattro partite in Under 19 e sicuramente l’anno prossimo difficilmente si troveranno pronti per la Prima squadra; ormai con la nuova regola dei giovani i ragazzi devono farsi trovare subito pronti, ma vanno anche aspettati e fatti crescere nei modi corretti, tutta questa situazione per loro è sicuramente molto penalizzante e si rischia di perdere gran parte dell’annata. Per quanto riguarda la mia squadra siamo passati da fare gli Allievi provinciali ai Regionali A, impensabile che l’anno prossimo siano pronti per l’ Eccellenza».   Come allenatore porta avanti una precisa idea di gioco? «Nel corso degli anni ho capito man mano che un tecnico non deve fossilizzarsi su un sistema di gioco ma adattarsi al gruppo che si trova ad allenare; non ci si deve mai impuntare su un’idea di gioco sacrificando la crescita di alcuni ragazzi o del gruppo stesso. Il modo di giocare e stare in campo deve essere funzionale alla crescita dei ragazzi, soprattutto nel calcio dilettantistico, per i professionisti il discorso è leggermente diverso perché il livello di qualità medio è ovviamente più alto ma il concetto è lo stesso. In ogni caso generalmente mi piace proporre un calcio offensivo quindi solitamente uso il 4-3-3».     Quali i momenti del suo percorso che ricorda con particolare affetto? «Per quanto riguarda quest’anno sicuramente è stata una bella soddisfazione la vittoria contro la Cisanese in Eccellenza: noi avevamo un solo punticino mentre loro una società con ambizioni molto importanti, ciò nonostante siamo riusciti a strappare una importante vittoria sul loro campo. Altro bel ricordo che conservo è quello riguardante la stagione con l’Under 19 nazionale a Cologno: la squadra proveniva dai provinciali quando la società è arrivata in Serie D sono stati catapultati a livello nazionale. Ovviamente le prime partite sono state molto difficili ma al girone di ritorno ci siamo presi delle grandi soddisfazioni andando a vincere su campi blasonati come quelli di Como e Lecco ed è stata davvero una grande soddisfazione per tutto il gruppo. Dimostrazione che se c’è un lavoro serio alla base i risultati ad un certo punto arrivano».
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400